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Film recensioni - I guardiani del destino

Film recensioni - I guardiani del destino
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di Lara Ampollini

Li chiamano scherzi del destino. Romantici o fatali, intrecciano le vite e possono cambiarne il corso (“Sliding doors” insegna). Ma se non fossero “scherzi”, se tutto fosse preordinato nei minimi particolari, ogni colpo di tosse fosse il dentello di un meccanismo universale di massima precisione? La tesi suggestiva del “grande orologiaio” che regola i battiti del mondo viene da Philip K. Dick, lo straordinario autore che vedeva mondi che noi umani non possiamo nemmeno immaginare (“Blade runner” ma non solo) qui purtroppo inscatolato in un plot di poco conto: l’ennesima variante della storia-d’amore-che-vince-ogni-ostacolo. Capace di scalare il mondo e di provare un amore disumano, non stupisce che David Norris sia destinato a cambiare il piano già scritto della sua vita. Orfano, nato nei bassifondi, brillante e impulsivo, è un giovane candidato a senatore per lo stato di New York. A causa di un colpo basso della stampa, perde per un soffio. Ma proprio nel momento della sconfitta, incontra nel bagno degli uomini (dove si era nascosta, vedi il destino?) la ballerina Elise. Il tempo di un sorriso ed è amore: David, ispirato dall’incontro, pronuncerà un vibrante discorso che lo rimette in corsa per le elezioni seguenti. I suoi tentativi di rivederla però sono ostacolati da strani signori col cappello. Sono, appunto, i guardiani del destino (specie di impiegati angelici) che, quadernetto alla mano, badano a far rispettare il “disegno” del “Presidente” (Dio? Buddha? “Voi umani lo chiamate in molti modi…”). Per farla breve, il “disegno” non prevede che i due stiano insieme e i poveri guardiani dovranno sudare sette camicie per tenerli distanti. Ovviamente, senza successo. Poco ispirato nel tratteggio della presunta straordinaria storia d’amore (con una Emily Blunt, bravissima in “Il diavolo veste Prada”, qui finta e fuori parte), solo tentato da riflessioni superiori su destino e libero arbitrio (al confronto “Matrix” è la Divina Commedia), il film di Nolfi, sceneggiatore di “The Bourne ultimatum”, pecca proprio nella sceneggiatura: noiosissima. Immaginare che un certo “Dio” sprechi tanto tempo ed energie solo per mettere alla prova l’amore di due tizi è sicuramente ridicolo. Ma forse può consolare le ragazze a cui non hanno ritelefonato dopo un appuntamento. Magari il tipo di turno voleva tanto richiamare. Ma non faceva parte del “piano”.
 

-I GUARDIANI DEL DESTINO (The Adjustment Bureau)
REGIA: GEORGE NOLFI
INTERPRETI: MATT DAMON, EMILY BLUNT, TERENCE STAMP
GENERE:
THRILLER FANTASCIENTIFICO
Usa 2011, colore, 1 h e 46’
DOVE:
THE SPACE-BARILLA CENTER, THE  SPACE-CINECITY, CRISTALLO (Borgotaro)
GIUDIZIO: ●●

 

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  • Tiziano

    03 Luglio @ 15.16

    Non riesco a concepire il tono così sarcastico con cui è stato scritto questo articolo;io credo vada premiata l'originalità di alcuni particolari che lo hanno differenziato molto da altri films aventi lo stesso contesto. Non è un film da tutti,questo è logico,molti lo reputeranno noioso solamente per l' assenza di sparatorie infinite e inseguimenti automobilistici(vedi fast and furios:sono cinque serie in cui vediamo praticamente la stessa pappa).Comunque,tanto per dire,Dio non ha sprecato nessun secondo prezioso del suo tempo visto che si è limitato a cambiare il piano solamente quando quella era l'unica opzione possibile. Per concludere consiglio la visione del film a coloro che amano riflettere su un tema tanto importante quanto impossibile da comprendere:il libero arbitrio

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