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Novembre, tempo di Teatro Festival

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Comunicato stampa

 E’ una scena che apre quesiti, stimola domande, pone interrogativi quella di Teatro Festival 2011, percorrendo una ricerca che scava nei meandri dell’animo umano e della realtà che lo circonda, sociale, naturale, storica, incrociando le esperienze più significative della scena contemporanea, dal teatro fisico, alla performance-lezione, dal monologo interiore al lavoro collettivo di attivazione del testo, dal Teatro Noh alla lettura poetica. 

 
Il teatro che incrocia la scienza, cerca risposte a domande antiche quanto la terra in modo originale, sorprendente. Bereshit – la storia più bella cosmo (19 novembre, ore 21.00 e 20 novembre, ore 18.00) è un progetto catalano creato dallo stravagante mimo, creatore e manipolatore di bolle di sapone, Pep Bou e dallo scienziato Jorge Wagensberg, ricercatore e professore di bio-fisica di fama mondiale (insegna all’Università di Barcellona Teoria dei Processi Irreversibili). Bereshit porta al pubblico la storia del mondo e indaga la meraviglia dell’esistenza attraverso uno degli oggetti più belli, simmetrici, effimeri e delicati del cosmo: la bolla di sapone. 
 
Il teatro che interroga i corpi si pone domande sulla contemporaneità, guardando al passato di un classico e rivolgendosi al futuro di una generazione. Capolavoro incompiuto e ancora oggi testo di culto, Woyzeck – ricavato dal vuoto (19 novembre, ore 19.00, 20 novembre, ore 16.00 e dal 22 novembre al 4 dicembre, ore 21.00) è un dramma attualissimo, costruito come un organismo brulicante di situazioni, una scena-processo in continuo movimento. Il testo, nella nuova traduzione di Alessandro Berti ed elaborato durante il lavoro di prova, fornisce la materia per costruire un dramma a stazioni, una via crucis dove le parole, con la loro portata visionaria, si fanno spazio in una densità scenica comunitaria. In un impianto scenico essenziale, modificato dagli attori, il suono è un richiamo, una colonna sonora originale creata dalla voce viva, propulsore di ogni riverbero emotivo. 
Il sacro della primavera ( 26 e 27 novembre, ore 19.00, 3 e 4 dicembre, ore 18.00) è un lavoro di gruppo, ma nella grande corsa si è perdutamente soli. Ci si sposta, ci si incastra per rimanere in piedi, aggrappati gli uni agli altri, ci si aggroviglia, si cammina sugli altri, ma non è sopraffazione, è sostegno, urgenza, compassione. Azioni precise, vigorose, furiose, velocissime. Ognuno perde forza ma solo per brevi attimi, subito rimesso in piedi dagli altri. Balletto Civile mette in scena questa straordinaria metafora del nostro tempo, orchestrando l’orgiastica rinascita di una generazione che impossibilitata a fare da sola, attende, obbligata allo stallo.
La compagnia Balletto Civile e Fondazione Teatro Due sono impegnati da tre anni in una collaborazione produttiva, che dal 2011 è divenuta anche di Alta Formazione. Alla originale ricerca drammaturgica di Michela Lucenti e del suo nucleo artistico, basata sul corpo e sulla contaminazione tra testo, canto e movimenti scenici, si è affiancata nell’ultima stagione la costituzione di un ensemble di teatro fisico, composto dagli attori-danzatori del progetto Corpo a Corpo. Woyzeck, prima tappa di un progetto triennale dedicato a Büchner, e Il sacro della primavera, vincitore lo scorso luglio del prestigioso PREMIO ROMA DANZA 2011, sono frutto di questa fertile collaborazione. Il lavoro si svilupperà ulteriormente nella creazione di Non si uccidono così anche i cavalli?
 
Il teatro che scandaglia l’intimità illumina le zone d’ombra di un dramma personale, indaga la natura del male e del dolore, trovando risposte nuove. In Odore di santità (24, 25, 27, 29, 30 novembre e 4 dicembre, ore 21.00; 26 novembre e 3 dicembre, ore 19.00; 1 e 2 dicembre, ore 20.00) un prete si confessa a un Arcivescovo: parla della solitudine, dell'infanzia, del sacerdozio, degli abusi subiti, di quelli inferti. Seguendo il racconto della sua lenta e inconsapevole deriva, il pubblico entra nella mente di un assassino, che prende la forma di una strana, raggelata stanza dei giochi. Un coagulo di memorie infantili mai articolate in coscienza adulta, uno sconcerto di voci dal passato che reclamano attenzione. La banalità del male ha l’aspetto di un bambino sensibile, intrappolato in un corpo adulto e tormentato, portato in scena da Salvatore Cantalupo (già interprete di Gomorra di Matteo Garrone, recentemente Don Mario in Corpo Celeste di Alice Rohrwacher).
 
Il teatro classico che incontra la scena contemporanea, oggi come ieri pone la comunità nuda davanti a sé stessa e la obbliga a riflette sui suoi valori. Le Rane (26 novembre, 1, 2 e 3 dicembre, ore 21.00; 27 novembre e 4 dicembre, ore 16.00) ci parla con ironia di una società in decadimento, raccontandoci il viaggio per la salvezza della polis (Atene nel 405 a. C. è una città in mano alla corruzione e al degrado morale) che Dioniso compie nell'Ade alla ricerca degli antichi poeti-tragediografi, gli unici in grado di restituire alla città i valori perduti. L’Ensemble di Fondazione Teatro Due attiva, e non attualizza, questo testo antico, proponendolo a noi, figli di un pragmatismo miope e orfani dei passati miti. Non si tratta di piegare Aristofane per parlare dell’oggi, ma di utilizzare la nostra contemporaneità per cercare i nostri Eschilo ed Euripide, e riscoprire Aristofane. 
 
Dedica speciale, in occasione del centenario della nascita di Attilio Bertolucci, in A mio padre il figlio Giuseppe lo ricorda leggendo Una vita in versi – 18 novembre, ore 21.00 (Cose da dire ed. Bompiani), volume dedicato alle poesie di Attilio che lo riguardano. Casa d’altri – 24 novembre, ore 20.00, di Silvio Darzo sarà portato invece in scena in forma di monologo da Antonio Piovanelli, per la regia di Giuseppe Bertolucci. Un tributo a due talenti letterari di un territorio che entrambi hanno amato e raccontato nei loro scritti. Una sorta di “gemellaggio poetico” postumo tra due artisti che, negli anni della giovinezza, si sono reciprocamente apprezzati e hanno condiviso alcuni topoi letterari.
 
Teatro Festival è dal 1983 punto di riferimento nazionale ed internazionale per la nuova drammaturgia e la creazione contemporanea ed ha presentato per la prima volta in Italia le più significative esperienze teatrali europee, incentrando il lavoro dell’attore su nuove forme di scrittura e sulla ricerca di linguaggi e tempi urgenti della contemporaneità.

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