Spettacoli

"Non siamo come certi dehors": i lavoratori del Regio contro la rimozione del loro striscione

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Reagiscono alla rimozione del loro striscione dalla facciata del Regio, i lavoratori del Teatro.

E lo fanno attraverso un comunicato.  "La segreteria SLC Cgil e l'assemblea dei lavoratori segnalano che l'azione di rimozione dello striscione con la scritta “Il Regio è patrimonio di tutti non un affare di pochi” dai fornici del Teatro Regio operata nei giorni scorsi dalla Fondazione su indicazione del Commissario Straordinario ha trovato la ferma e piena opposizione delle maestranze. Lo striscione è stato rimosso da una cooperativa di facchini e la segretaria provinciale SLC CGIL, Silvia Avanzini, ha avuto mandato dall'assemblea di inoltrare formale richiesta di chiarimenti al segretario generale della Fondazione. La rimozione dello striscione compare inoltre con evidenza nei comunicati stampa del Comune di Parma quale azione di ripristino di ordine e decoro pubblico. I lavoratori e le lavoratrici della Fondazione – in stato d'agitazione permanente dal maggio 2011 e promotori di una protesta dal basso di rimozione dei vertici della Fondazione – non ci stanno ad essere equiparati alle rimozioni di déhors che in questi giorni segnano l'attività - in ossequio alla legge - del Commissario Straordinario. Giova ricordare che la mobilitazione del Regio di Parma – patrimonio della parte sana di una città umiliata – parte da lontano, con la contestazione di abusi, privilegi, eccessi a discapito di quella parte seria, professionale e di qualità di lavoratori stabili e precari che da anni operano in Teatro. Se poi la rimozione dello striscione di denuncia - esposto nell'ottobre 2011 durante l'ultimo Festival Verdi sotto l'allora presidenza dell'ex sindaco Vignali - avviene a pochi giorni dalla pubblicazione di foto che tendono a colpevolizzare impropriamente la generalità dei lavoratori del Teatro Regio, gli stessi reagiscono.

L'assemblea valuta infatti corretta e propria l'indagine interna richiesta dal Commissario (ci si riferisce a fatti segnalati ironicamente da una testata locale a proposito del “lato agreste del Regio”) per definire le reali responsabilità di chi ha sbagliato ma soprattutto permesso che certi comportamenti avessero luogo, evitando però improprie generalizzazioni. L'assemblea dei lavoratori del Teatro Regio ribadisce, come già dichiarato in incontri sindacali, che lo striscione sarebbe stato deposto e consegnato al Commissario alla risoluzione delle questioni aperte.

Si apprende sempre dalla stampa la positiva ed imminente uscita del bando per selezione pubblica per la sovrintendenza, ma nulla si conosce di definitivo su precari e soci. L'assemblea dei lavoratori chiede quindi con forza che venga convocata al più presto la rappresentanza sindacale al tavolo di confronto, affinché si completi in modo positivo e definitivo quanto impostato nell'ultimo incontro del 10 febbraio con il subcommissario Pomponio. Cosi che il lavoro del teatro torni ad essere valore della città: mani che danno voce".
 

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  • betti

    18 Marzo @ 08.06

    E' una vergogna che per un problema di immagine il potere tratti gli ultimi in modo così le persone che più avrebbero bisogno di ascolto e di aiuto. Questa è la dimostrazione di quanto chi governa sia lontano dai problemi quotidiani della gente, Che tristezza!

    Rispondi

  • Partito Comunista dei Lavoratori Parma

    17 Marzo @ 23.56

    Liliana Spaggiari ed il Partito Comunista dei Lavoratori di Parma intendono esprimere Solidarietà e vicinanza ai Lavoratori in lotta del Teatro Regio, oltre al proprio disgusto per l'atto vergognoso di rimozione dello Striscione di protesta affisso all'esterno del Teatro stesso, operato su decisione del Commissario Ciclosi. Tale rimozione viene dal Comune giustificata "per ripristinare una situazione di ordine e di decoro urbano", mentre nella realtà appare semplicemente il vile tentativo di occultamento di una battaglia sindacale complicata, nella quale più che mai la precarizzazione si rivela per ciò che è: la diretta conseguenza di Amministrazioni sedicentemente capaci, e sperperatrici dei nostri soldi. Crediamo non sia casuale che tale rimozione, che ricorda ai Parmigiani nomi e volti dei colpevoli della situazione, avvenga alla presentazione delle Candidature di quelle forze che un maggior senso del pudore avrebbe consigliato di scomparire dalla scena politica. Come si è permesso il Commissario Ciclosi di agire in modo cosi partigiano e violento in una vertenza sindacale? Si ricordi che è chiamato pro-tempore alla gestione dell'ordinario, e per il tempo strettamente necessario a che i Parmigiani si esprimano: sotto quei Portici egli è ospite, che provveda a comportarsi come tale. Se considera il Sindacalismo e le Lotte dei Lavoratori come questioni di "decoro urbano" valuti piuttosto seriamente di trasferirsi in città e luoghi dove queste battaglie siano meno sentite e meno significative per il tessuto sociale tutto. Il Partito Comunista dei Lavoratori si augura che lo Striscione torni nella disponibilità dei Lavoratori, e che la Lotta che conducono unitamente alle loro Rappresentanze Sindacali, non subisca più attacchi di questo genere, peraltro operati in un silenzio complice e colluso di tutte le altre forze politiche, che invitiamo a schierarsi da un lato o dall'altro della Barricata. Perchè Parma resta ciò che era: una città di Barricate. Comitato Liliana Spaggiari Sindaco Partito Comunista dei Lavoratori di Parma

    Rispondi

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