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Mezzo secolo di Rolling Stones: non può essere solo rock'n'roll

Mezzo secolo di Rolling Stones: non può essere solo rock'n'roll
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Paolo Biamonte
 Il 12 luglio 1962, il Marquee - uno dei teatri che hanno contribuito alla leggenda del rock inglese -  ospitò il primo concerto dei Rollin' Stones (allora si scriveva così). Dunque tra pochi giorni dovrebbe cadere il cinquantenario di una delle band più importanti della storia. Il bello è che a contestare la realtà di questo anniversario sono proprio gli Stones. E, come spesso accade quando di mezzo ci sono Mick Jagger e Keith Richards, la verità è confusa in mezzo ad altre ragioni.
 Ed è molto in linea con la turbolenta storia della band il modo in cui questa vicenda è venuta fuori. Un dato è sicuro: quando i Rollin' Stones hanno suonato al Marquee il gruppo era formato da Mick Jagger, Brian Jones, Dick Taylor al basso (formerà poi i Pretty Things), Keith Richard e da Ian Stewart al basso. Bill Wyman, il bassista storico entrerà a fine 1962, mentre Charlie Watts, il venerato batterista, nel gennaio del 1963. Sempre nel 1963 Andrew Loog Oldham, allora solo 19enne, diventò il loro produttore: su sua indicazione il nome della band diventò The Rolling Stones (l'apostrofo del Marquee fu sostituito dalla g), e Keith Richard diventò definitivamente Richards. Dunque, come sostengono in molti, il vero inizio dei Rolling Stones è da spostare al 1963 e ai primi concerti al Crawdaddy Club.
Ma perchè oggi se ne parla tanto? Perchè proprio quest’anno gli Stones avrebbero dovuto compiere il tour del cinquantenario, un’iniziativa naufragata, stando ai si dice (ma se ne è scritto molto) a causa delle precarie condizioni di Keith Richards che, guarda caso, è il più accanito fautore della datazione al 1963: e infatti si mormora che il tour si terrà l'anno prssimo. Tutti peraltro conoscono la sua smisurata passione per Charlie Watts. Jagger, che oltre a essere il front man (uno dei più grandi di sempre) è l’uomo che tiene insieme l’azienda, diciamo così, di famiglia, ha fiutato il vento e ha annunciato che sarebbe andato comunque da solo alla cerimonia per la posa della targa celebrativa del concerto al Marquee, visto che Richards non aveva voglia di andare e gli altri che erano allora sul palco sono morti, con l’eccezione di Taylor.  Così è nata questa diatriba storica, utilissima però a guadagnare un bel po' di mesi per capire come poter sfruttare al meglio il cinquantenario che, naturalmente, è un colossale business potenziale. Senza contare che potrebbe anche segnare il passo d’addio della band.
Come sempre oggi il più attivo di tutti è Mick Jagger, apparso in gran forma al matrimonio ultra glamour della figlia stilista Jade, avuta da Bianca, e ha anche cantato alla Casa Bianca.  Keith Richards dal canto suo ha annunciato pochi giorni fa di aver inciso dei brani insieme a Jack White (l'ex White Stripes) e che «stanno pensando di parlare di un nuovo album dei Rolling Stones». Charlie Watts, da sempre il più recalcitrante ad andare in tournèe, si è tolto lo sfizio di tornare a suonare boogie woogie e swing in giro per i più prestigiosi jazz club del mondo.  Ronnie Wood, che è diventato un membro effettivo negli anni '80 (prima, quando sostituì Mick Taylor, era solo uno «stipendiato»), è ormai un pittore affermato, conduce uno show radiofonico di grande successo (a base di grandi ospiti musicali) e, a parte i suoi problemi di rehab, è il più disponibile.
 Nel frattempo i Rolling Stones stanno sfruttando al massimo il catalogo: hanno pubblicato l’edizione completa del capolavoro «Exile on Main St» (con annesso documentario), il cofanetto di «Some Girls» e messo in vendita, attraverso il loro ricchissimo sito, materiale cui un tempo avevano accesso solo i più bravi collezionisti di bootleg. D’altra parte c'è da capirli: gli anni passano per tutti (il più giovane è Wood che è del 1947) e anche Jagger e Richards pensano alla pensione.

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