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Spettacoli

Cinema: i «buoni» e i «cattivi» del Festival di Roma

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di Filiberto Molossi

Sceriffi e duchesse, terroristi e bad girls, suocere e galantuomini: e persino funamboli... In dieci giorni di Festival ne abbiamo viste davvero di tutti i colori: un mosaico di immagini che ora va ricomposto pezzo per pezzo. Dividendo idealmente lo schermo in due per tirare una riga tra «buoni e cattivi»: e mandare a registro (e a futura memoria) una ventina di film - quelli che, nel bene e nel male, ci hanno colpito di più - nella nostra pagella romana.


AIUTATI CHE IL CIEL TI AIUTA
di Francois Dupeyron
Le muore il marito, ma non se la sente di dirlo ai figli: così chiede al vicino di tenerle per una notte il cadavere... Il paradossale ritratto di una Francia che cambia: e va avanti grazie all’incrollabile ottimismo degli immigrati.VOTO: 6,5

 

APPALOOSA
di Ed Harris
Cavalcarono insieme: in un mondo dove i sentimenti ti fanno ammazzare, l’amicizia virile tra gli ultimi cowboys. Pochi vocaboli ma ottima mira: la donna è mobile, i pistoleri filosofi. Il grande ritorno del western.VOTO: 7,5


LA BANDA BAADER MEINHOF
di Uli Edel
Romanzo criminale: gli anni di piombo alla tedesca in un affresco incalzante e coraggioso. Ascesa e caduta della generazione del terrore: mito di fango in cui credettero in troppi.VOTO: 7

CLIENTE
di Josiane Balasko
Mi vendo: il sesso (e l’amore) al tempo della recessione. E in quello della mezza età... Una signora divorziata e uno gigolò dalla doppia vita: si sorride, ma amaro.VOTO: 6

LA DUCHESSA
di Saul Dibb
Lady G o Lady D? Due secoli prima di Diana, la parabola infelice di una donna imprigionata tra busti e corsetti. Bella calligrafia, ma poco mordente: e tanta nostalgia per la Maria Antonietta pop della Coppola.
VOTO: 5,5

EASY VIRTUE
di Stephan Elliott
Lui, lei e l’altra: che in questo caso è la suocera, il più grande cataclisma dai tempi del terremoto di Messina. Una commedia al veleno con sottofondo jazz oliata in tutti i meccanismi: gara di bravura tra gli interpreti.VOTO: 7


GALANTUOMINI
di Edoardo Winspeare
La storia d’amore impossibile fra un magistrato e una criminale: il più bel film italiano del Festival. Dove il non detto e il sottinteso sono la sensuale nostalgia di qualcosa che non è mai accaduto. Finocchiaro da urlo.
VOTO: 7,5


THE GARDEN OF HEAVEN
di John Irvin
Due americani che non hanno niente da fare, un’italiana che è un po' lesbica e un po' no, persino lo spettro di Hemingway, ma con parrucca biondo platino. «La perversione è noiosa», il film di più.VOTO: 4


UN GIOCO DA RAGAZZE
di Matteo Rovere
Tre dark babies e un prof d’italiano che non ha letto «Lolita»: droga, sesso e i-pod. Ma lo scandalo non c'è nonostante il divieto ai minori: il cinema non è un gioco da signorine.VOTO: 4,5

 

MAN ON WIRE
di James Marsh
L'uomo che sfidò il cielo: quando l’utopia è un atto rivoluzionario. Storia del funambolo che cammina nel vuoto tra le Torri Gemelle: e tiene sulla corda tutta la platea. Il miglior documentario dell’anno.VOTO: 8,5

 

PARLAMI DI ME
di Brando De Sica
De Sica figlio racconta De Sica padre: fuggi fuggi tra i giornalisti: ma - come il Festival fa sapere tramite comunicato (sic) - se ne vanno solo perché sono molto impegnati...VOTO: 4


PARLEZ-MOI DE LA PLUIE
di Agnès Jaoui
 La femminista che si dà alla politica si racconta a un documentarista fallito che è anche l’amante di sua sorella... Altre risate intelligenti per la regista de «Il gusto degli altri». E un Bacri favoloso perdente.VOTO: 7


IL PASSATO E’ UNA TERRA STRANIERA
di Daniele Vicari

Il fascino indiscreto del male: Germano, in fuga dall’ordinario, bara con la vita. Il film, nerissimo e cattivo, gioca al rialzo: non sempre coglie l’anima (marcia) delle cose, ma almeno ci prova.
VOTO: 6,5


PRIDE AND GLORY
di Gavin O'Connor
Il poliziesco? Resta tutto in famiglia. Molto classico ma nervoso, un film tosto, con gli attributi: peccato che l’abbiamo già visto alcune decine di volte.VOTO: 6,5


ROCKNROLLA
di Guy Ritchie
L'ex di Madonna ripropone con successo la sua ricetta migliore: risate, pistole e parolacce.
Divertissement a mano armata: con due balli-parodia che resteranno.VOTO: 7


IL SANGUE DEI VINTI
di Michele Soavi

Non era un concorso, ma un premio lo ha vinto: film più massacrato del Festival. In Italia criticare i partigiani è come dire che la
Bellucci è brutta: ma quel
simbolismo da seconda elementare al massimo va bene in tv.
VOTO: 4,5


SI PUO' FARE
di Giulio Manfredonia
Roba da matti, ma a Tommasini, forse, sarebbe piaciuto: anche se Mario al posto degli attori avrebbe voluto malati veri. Delicato, fa ridere e pensare: ma è stato un po' sopravvalutato.VOTO: 6+

LA SICILIANA RIBELLE
di Marco Amenta
Il cinema italiano è lastricato di buone intenzioni: ma spesso solo di quelle. Superficiale per il cinema e senza appeal per la tv, il debutto anti-mafia di Amenta è una  partitura incompleta e stonata.VOTO: 4,5

L'UOMO CHE AMA
di Maria Sole Tognazzi
Anche gli uomini soffrono per amore: la scoperta epocale della  Tognazzi rimbalza tra dialoghi  cotti e mangiati e protagonisti non si sa se più depressi o deprimenti. Però Dio c'è: anche la Bellucci può venire mollata...
VOTO: 5

THE WATER DIARY
di Jane Campion
«8», il film collettivo che non è piaciuto all’Onu, zoppica, ma il corto della Campion è un piccolo capolavoro, splendida partitura per viola e lacrime.VOTO: 8


 

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