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Il Festival Verdi volta pagina: ecco il cartellone 2012

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Il Festival Verdi volta pagina. Oggi il cartellone è stato reso noto in maniera definitiva, in particolare con un cambiamento rispetto alla prima stesura dove era presente "Otello". Su volere del sindaco Federico Pizzarotti l’opera è stata sostituita con il "Rigoletto", decisione scaturita dalla volontà di riportare in scena a Parma il baritono Leo Nucci.

Il debutto del Festival sarà proprio il primo ottobre con "Rigoletto". Oltre a Nucci sul palco ci saranno Desiree Rancatore e Michele Pertusi. Si avvicenderanno sul podio di direttore d’orchestra i maestri Daniel Oren e Francesco Ivan Ciampa. Le repliche in programma sono cinque, il 5, 12, 14, 18 e 26 ottobre.

E poi l'annunciata "La battaglia di Legnano" con un cast giovane, selezionato proprio per questo titolo e diretto da Andrea Battistoni. Sono state inserite in cartellone cinque rappresentazioni: debutto il 6 ottobre e poi repliche il 9, 13, 20 e 27 ottobre.

Il 10 ottobre per il 199 compleanno di Giuseppe Verdi il Teatro Regio celebrerà la giornata con un concerto dedicato ai brani più famosi con cantanti Inva Mula, Piero Pretti, Leo Nucci e Michele Pertusi assieme al coro del Teatro Regio di Parma.

 La grande novità è l'esibizione dell'orchestra "rivale" della Filarmonica Toscanini.
 

Il sindaco Pizzarotti ha detto: "Questa edizione deve rappresentare un nuovo corso, l'inizio di un rinnovamento in cui il Regio deve aprirsi alla città". “Vi è emozione – ha continuato –nel trovarsi qui, in questo amato teatro in un momento così importante per la città. Abbiamo deciso di riscrivere le pagine della sua storia futura all’insegna del cambiamento: il Regio, infatti, deve ripercorrere una via fatta di condivisione e collaborazione. Vi è stato un periodo di vuoto attorno a questo Teatro, dovuto anche alle fasi politiche di transizione tra una amministrazione ed un commissariamento. Noi oggi vogliamo colmare quel vuoto: l’obiettivo è attuare scelte che mirino esclusivamente al bene della città”.

 

Sulla stessa lunghezza d'onda l'assessore alla Cultura Laura Ferraris: “Il nostro è un progetto di innovazione che deve interessare tutti i settori della società e senza distinzioni di ruoli: abbiamo scelto con determinazione di creare una frattura con il passato, percorrendo un nuovo cammino contraddistinto da serietà e partecipazione. Per quanto riguarda il sostegno economico noi lo stiamo costantemente cercando, i problemi ci sono e non li nascondiamo: ma ciò che ci contraddistinguerà sarà la serietà nel lavoro e nella conduzione dell’amministrazione del teatro. Il fine che ci siamo posti è quello di valorizzare la cultura, che è il patrimonio vivo di questa città: auguro dunque un futuro radioso e ricco di soddisfazioni al Teatro Regio e a chi contribuisce nel valorizzarlo. Ringraziamo sentitamente la fondazione Cariparma per averci garantito un importante sostegno, e che ci rendiamo conto essere un sostegno alla fiducia e alla speranza delle intenzioni che vorremmo si realizzassero”.

E Nucci: "Questo cartellone è la risposta data al sindaco da chi ama davvero questo teatro. Il mio amore per il Teatro Regio è cominciato sin dal giorno del mio debutto su questo palco, nel lontano 10 febbraio 1967. Da allora non ho mai smesso di amarlo con passione. Ci tengo a far presente che, personalmente, sindaco e assessore sono venuti a trovarmi chiedendomi di partecipare alla stagione lirica: ho visto in loro un grande entusiasmo, grande serietà e grande partecipazione. Siamo qui per lavorare e valorizzare il Regio, tutti quanti per amore della città e della sua storica cultura”.

"Dichiarazione d'amore" anche quella di Pertusi: “Ho risposto alla chiamata con grande volontà d’animo, in un momento che riconosco di grande difficoltà per l’Italia ma anche per Parma, al di là dei problemi inerenti al teatro. La proposta del Rigoletto del 1987 è un segnale importante, perché segna un cambiamento e un voltare pagina, e sottolinea per me anche un fatto storico. Sono qui soprattutto per amore della città, che è la mia città, e del teatro”.

Tra i presenti anche il presidente della fondazione Arturo Toscanini Maurizio Roi, il sindaco di Busseto Maria Giovanna Gambazza, il direttore del teatro di Modena Aldo Sisillo e il direttore di produzione del Teatro Tina Viani.

 

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  • rossano chiesa

    30 Luglio @ 12.45

    Io credo, leggendo i commenti, che regni una confusione totale per quanto concerne la professione del musicista, del rapporto del musicista con le Istituzioni, di cio' che si pretende dalla professione del musicista. Innanzitutto alcuni dati incontrovertibili: A) In Italia si investe poco nella cultura; pochi finanziamenti, poche orchestre, troppi musicisti che vorrebbero esercitare la professione. In sostanza non regge il sistema....troppa domanda a fronte di scarsa, scarsissima offerta di lavoro. Cio' genera disoccupazione e quindi si guarda alla professione solo ed esclusivamente in un ottica di sbocchi occupazionali. Questo e' quanto si genera nel momento stesso in il merito, l'oggettivo riscontro delle capacita' individuali per poter esercitare la professione viene messo in secondo piano dalla possibilita' di trovare lavoro per dare un senso ala propria vita spesa a suonare uno strumento. Ma la professione del musicista si limita a essere intesa solo cosi? Non credo.....per me il musicista deve essere innanzitutto capace e idoneo a suonare in un orchestra,devo dimostrarlo vincendo concorsi o audizioni.....non basta il consenso del padrone....deve guadagnarselo il posto...e' nel rispetto della professione stessa tenendo un profilo alto della figura del musicista...solo cosi' facendo non si tornera'a fare i giullari di corte, non si chinera' il capo dinanzi a giudizi parziali e unilaterali. Bisogna reagire a questo stato di cose....bisogna far capire che il musicista deve essere rispettato per cio' che e' e cio' che fa, che esiste un contratto nazionale che deve essere rispettato, che esistono dei diritti oltre che dei doveri. Ecco allora che queste orchestre....definiamole "PORTI DI MARE" sviliscono coloro che vi suonano, che non hanno un progetto di crescita culturale, che sfruttano solo la grande disoccupazione, che in ultima analisi fanno piu' male che bene al nostro settore. Alzi la mano chi si arricchisce, o possa essere soddisfatto dello stipendio che percepisce suonando in queste orchestre.....magari masticando amaro per come viene trattato...senza regole ne diritti.....a coloro che suonano in queste orchestre o che hanno riposto speranze di vita nelle medesime dico....rinboccarsi le maniche, studiare, fare concorsi e audizioni in attesa di tempi migliori.

    Rispondi

  • Paolo

    30 Luglio @ 11.33

    Caro Marco Delissi, io ho partecipato a qualche meetup, non a tanti, ma quanto mi basta per capire che Beppe Grillo, non c'entra nulla con le decisioni prese dal movimento 5S Parma. Potresti provare farlo anche tu, così ti accorgi che stai dicendo sciocchezze e ti passa la rabbia. Ciao.

    Rispondi

  • francesca

    30 Luglio @ 10.52

    Ma mi chiedo. Come mai é nata l'orchestra del Regio se c'era già l'orchestra Toscanini, tra l'altro già finanziata esteramente, in Parma? A che pro??

    Rispondi

  • Marco Delissi

    29 Luglio @ 12.47

    Francamente sono un po' deluso: a mio avviso il Teatro Regio doveva diventare il teatro ufficiale di Beppe Grillo, il padrone della città. Beppe sarebbe dovuto venire al Teatro Regio una volta alla settimana per spiegare quali siano le sue direttive sul governo di Parma, la città a totale disposizione del comico-statista-filosofo-amministratore genovese. Invece Pizzarotti ha preferito la solita stagione trita e ritrita, con concerti 1.0 del millessio passato: BASTA CON LA LIRICA, I PARMIGIANI VOGLIONO ASCOLTARE E APPLAUDIRE IL PADRONE DELLA LORO CITTA', IL GRANDISSIMO BEPPE GRILLO! Molto meglio invece l'ordinanza contro la movida. Mentre un PD sempre più lontano dal popolo ritiene la vita notturna "un diritto", il sindaco di Beppe e Marco ha detto basta alla movida: coprifuoco, divieto di vendere alcoolici, multe salatissime a chi disturba e circola nelle ore notturne. Dopo le 22, le città devono essere silenziosissime. Non devono circolare giovani, sbandati, lavativi, gentaglia che sta sveglia di notte per divertirsi, parlare, trombare, ascoltare musica, ecc., come invece vorrebbe il PD =Partito Defunto. Il MoVimento di beppe è per la tolleranza zero! Il MoVimento di Beppe è per il proibizonismo senza se e senza ma! Il moVimento di beppe vuole le città vuote di notte perché la gente deve lavorare! W PARMA, CITTA' A 5 STELLE DI BEPPE E PIZZAROTTI!!!! W IL MOVIMENTO DI BEPPE CHE COMANDA PARMA! W I PARMIGIANI CHE SI SONO TOTALMENTE AFFIDATI ALLO STATISTA BEPPE!!!

    Rispondi

  • renzo

    29 Luglio @ 10.46

    Vogliamo parlare della qualità dei due organici? La cosiddetta orchestra messa assieme da Pellegrini è inascoltabile e dà guadagli soltanto a chi la gestisce. Abbiamo il coraggio di dire le cose come stanno!! Finché c'era Meli tutto era possibile, speriamo che ora si volti davvero pagina!!! Utopia? Forse...

    Rispondi

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