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Regio - Michelangelo Mazza: "Sconfitta di tutti"

Regio - Michelangelo Mazza: "Sconfitta di tutti"
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Oggi la Gazzetta di Parma ha pubblicato sulla questione Regio questa lettera:

Mi è davvero difficile in questi giorni trovare un minimo di equilibrio per esprimere il mio pensiero in maniera educata e rispettosa dopo i fatti accaduti sabato scorso.
Il rammarico è enorme, un rammarico che va aldilà della scelta stessa fatta dal Comune. Rappresenta l’ennesima figuraccia che l’Italia fa nei confronti del suo patrimonio e bene più prezioso. La storia, la cultura. Si, proprio la cultura, quella “che non si mangia” come diceva il caro Ministro Tremonti. 
Dal 1999 ad oggi abbiamo vissuto tanto, intensamente. E voglio fermamente credere che ancora vivremo.  Mi sono sentito dire tantissime volte in questi anni  da colleghi, persone del pubblico, da direttori d’orchestra, che ero sprecato in una città considerata dai più “di provincia”.  “Perché sei ancora qui?” e “perché non vai all’estero?” sono le domande più frequenti che mi sono sentito fare in tutti questi anni. Non l’ho mai fatto. Sotto i miei occhi ho ingenuamente (col senno di poi…) lasciato passare treni che mi avrebbero regalato sicuramente una maggior sicurezza economica e gratificazione professionale. Ma ho scelto Parma. Romantico? Qualcuno dice di sì, ma io mi ripeto continuamente in questi giorni che non avrei dovuto innamorarmi così tanto di Parma e del suo Teatro. Ma come si dice? …al cuor non si comanda. E’ vero che in amore  ci si sorprende sempre, ma un grazie così “sonoro “di certo non me l’aspettavo.
Il pubblico che da oltre un decennio ci segue appassionatamente  sa che per noi l’Orchestra del Regio è molto più di un lavoro. Ritengo che ci sia sempre stato qualcosa di speciale in questa compagine, con l’intento di mettersi sempre in discussione, di essere i primi critici di noi stessi, di dare sempre il massimo nell’atto del “concerto”.
L’impegno è stato sempre massimo, nel concerto in provincia come alla Carnegie Hall di New York, o la sala Tchaikovski di Mosca, sia diretto da “Mister X” che da Riccardo Muti. Sono sicuro di poter affermare che lo stesso vale per tutti i miei colleghi. Questo si chiama amore per la musica. Amore che ci ha portato a mettere davanti al principale diritto di ogni lavoratore - quello di essere pagato - le esigenze del nostro meraviglioso pubblico e di una città in stato di crisi.  Non abbiamo mai neanche pensato ad uno sciopero durante tutto questo anno, per consentire la regolare messa in scena di tutti gli spettacoli nonostante ad oggi ancora non abbiamo ricevuto un euro che sia uno. Credo, e qui mi faccio piccolo piccolo, che sia una dimostrazione STRAORDINARIA, di elevata maturità e sensibilità. Non infierire su una città in crisi, in cui sono finiti i soldi. Abbiamo continuato  a lavorare lo stesso, con la stessa passione e felicità di sempre.  Non dico che ci aspettassimo un ringraziamento (anche se non ci saremmo certo offesi..) ma questo è davvero troppo. Stiamo parlando dei principi della buona educazione e del rispetto per le persone. Ma alla luce dei fatti…. abbiamo sbagliato. E di grosso. In Italia vince chi scende in piazza. Noi siamo scesi in buca. Anzi, in una buca, e molto profonda.
Il dramma per l’orchestra non è solo non prendere parte al Festival Verdi, ma è non lavorare almeno fino a novembre! Se i membri dell’Orchestra volessero cercare altro lavoro, tutti i festival autunnali e le stagioni concertistiche hanno già chiuso cartelloni e organici da tempo. Questo vuol dire 2012 anno da 0 euro, visto che non ci sono ancora stati corrisposti i pagamenti di quest’anno. Che dovremmo fare? Suonare sotto i portici del grano? Forse sì, ma mica per protesta, per elemosina!  Potrebbe essere un “evento collaterale” al Festival molto divertente, e sicuramente più remunerativo, dal momento che anche un solo euro di offerta sarebbe sempre più di quello che abbiamo ricevuto dal Teatro quest’anno.
La sensazione che provo è quella di un grande tradimento da parte di chi in campagna elettorale ci ha promesso addirittura di incrementare l’attività e da un giorno all’altro, a voti ottenuti, ci toglie ossigeno, senza nemmeno avere avuto l’educazione e il rispetto di confrontarsi. Rispetto per un'Orchestra che ha prodotto decine di dischi, dvd, tournèe in Stati Uniti, Giappone, Cina, Corea,  in tutta Europa. Abbiamo girato il mondo rappresentando Parma, e ovunque è stato riconosciuto il nostro valore, dal pubblico che ci ha seguito, dai critici, da direttori d’orchestra di fama mondiale.  Ci siamo sempre sentiti e ci hanno sempre fatto sentire onorati di rappresentare la nostra città nel mondo.
Vorrei  comunque ringraziare tutte le persone (che con enorme sorpresa superano il migliaio in pochi giorni, tra colleghi, pubblico del nostro teatro, cittadini parmigiani e non) che con i più svariati mezzi di comunicazione ci stanno facendo pervenire tutto il loro affetto, la solidarietà e il profondo sdegno verso quella che a tutti gli effetti, per la tempistica e la modalità, ci risulta un'ingiustizia.
Due Orchestre sono troppe a Parma? Mi permetto di dire: magari ce ne fosse una terza! Abbiamo convissuto per anni senza problemi, avendo caratteristiche differenti, facendo noi dell’opera e loro del sinfonico i nostri fiori all’occhiello.  Ora questa situazione politica  vuole metterci in rivalità. Non deve esistere la rivalità nella musica. La Musica ha un immenso potere, quello di unire le persone tramite il suo linguaggio universale. Vogliamo fare la guerra tra poveri tanto agognata da chi ci comanda?  Questa è una sconfitta per tutti.
Non ci sono vincitori in questa decisione del Comune di Parma, tutti ne escono perdenti, nessuno escluso. Marco Tullio Cicerone diceva: “Una vita senza musica è come un corpo senza anima.” Non toglieteci la musica, non uccidete la nostra anima.

Michelangelo Mazza - Primo violino dell’Orchestra del Teatro Regio di Parma

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  • giovanni rossi

    07 Agosto @ 09.33

    Grazie Maestro, grazie perché sapere che nel nostro Paese ormai alla deriva abbiamo ancora persone capaci di pubblicare un articolo come questo, mi fa sentire fiero di essere Italiano. Mi complimento con lei per la sincerità di quanto scritto, per l’aver condiviso con il cuore quello che sta provando e quelle che ha vissuto. Conoscere solo un pezzo dei suoi pensieri e della sua vita, è per me un onore. E dovrebbe esserlo per tutti. Lei con le sue mani e la sua musica regala a noi poveri mortali momenti di immortalità, che ci permettono non solo di accrescere la nostra cultura, ma che ci aiutano a ricordare quanto di bello ancora esiste nella società. Pochi hanno la sua abilità, la sua presenza scenica e la sua capacità di dirigere come spalla. Sicuramente lei abbandonerà la nostra “povera” cittadina, per trovare quanto sia alla sua altezza (che mi conceda, non è Parma e non lo è soprattutto in questo momento con persone grette, culturalmente ignoranti, corrotte e politicamente strumentalizzate che sperano senza risultati di risollevare un situazione troppo critica). Ma ascoltare un’opera o una sinfonia nel nostro amato Regio senza di lei, non sarà la stessa cosa. In pochi riescono a coinvolgere un pubblico, critico come quello di Parma, come sa fare lei. E sarà triste, per me come immagino per molti altri, al prossimo Rigoletto non provare le emozioni che solo lei con la sua orchestra siete stati in grado di regalare (e quest’ultima parola, a quanto scopro, è vera in ogni senso). Quindi Maestro, grazie per il regalo di quest’articolo, e grazie per il regalo che ha fatto alla nostra città con le sue note. Un cittadino, grazie a lei, ancora fiero di esserlo di Parma.

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  • Michele

    06 Agosto @ 13.09

    Bravo pinco pallino, una simile accozzaglia di accuse nascosto dietro un nickname non si vedeva da tempo. Ma è proprio vero che chi non ha il coraggio non se lo può dare.

    Rispondi

  • Luisa

    06 Agosto @ 11.47

    A Parma c'è sempre stata questa ambizione di avere più di un'orchestra. Quando suonavo io nella Toscanini, addirittura c'erano tre orchestre! Il punto, per me, è questo. Non si può spazzare via una realtà come un'orchestra con motivazioni svariate. Se deve migliorare, bisogna fare qualcosa affinchè migliori, se mancano i soldi, bisogna fare i salti mortali per trovarli. Qui si tratta non solo di salvare la cultura in tutti i suoi aspetti e livelli, ma anche la vita delle persone che ci lavorano, perchè, ebbene sì, anche suonare in orchestra è un lavoro, ci si campa! Sembra impossibile che in tempi di crisi all'estero i teatri abbiano tutte le sovvenzioni necessarie, in Italia non ci sono mai soldi per la cultura ... E' umiliante anche solo pensare che chi dà calci ad un pallone è strapagato, mentre un musicista che studia e si impegna per una vita si vede togliere uno stipendio. Non è assolutamente retorica, ma è vita, vita delle persone. Io dico: VERGOGNA a chi permette tutto ciò e non si indigna di fronte a questi fatti, ma soprattutto VERGOGNA a quei politici che voltano le spalle alle persone. Credete che la Toscanini farà meglio?

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  • massimo

    06 Agosto @ 09.52

    Considerando che lo gli spettacoli del Regio LI PAGANO I PARMIGIANI e ben POCHI poi ne usufruiscono veramente e pagando. Facciamo in modo almeno di abbassare i costi anche perchè se non ci sono i soldi per il wellfare e la sicurezza, non ci sono neanche per pagare il primo violino Michelangelo Mazza.

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  • pinco pallino

    05 Agosto @ 22.30

    Bravo Michelangelo Mazza primo violino ecc. ecc una simile accozzaglia di retorica, stupidaggini, narcisiamo e vanità insulsi non si leggeva da tempo! Un consiglio: il prossimo treno prendilo: il mondo ha bisogno di te! vacci!!!!

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