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Dalle stelle di Armani al sole di Dolce&Gabbana

Dalle stelle di Armani al sole di Dolce&Gabbana
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  Prima di fare i bilanci, prima di parlare, scrivere e pensare a cosa poteva andare meglio, di capire se l’economia si impennerà come un cavallo selvaggio o se si inabisserà definitivamente come il Titanic fermiamoci a osservare la notte: luminosa, perfetta, calma e serena che Giorgio Armani ha regalato non solo a Milano, ma all’intero made in Italy. La sfilata della prima linea di Giorgio Armani è andata in scena alle 20 di sabato sera, e per ammirare le sue creazioni sono accorse altre stelle, questa volta del mondo del cinema, dello sport o dello spettacolo. Da Serena Williams a Kasia Smutniak, da Margareth Madè alla giovane attrice israeliana Hadas Yaron, fresca della coppa volpi ricevuta alla Mostra del cinema di Venezia; stelle tra le stelle. Lo stilista ha illuminato la passerella con una palette di colori brillanti, partendo dall’immancabile grigio, proposto in sfumature e sovrapposizioni, dal turchese al celeste, per una donna nuova e intrigante. Il caleidoscopio di sfumature è infinito pur rimanendo semplice nella sua composizione: flash di nero e di blu con dettagli splendenti come i cappelli fatti indossare alle modelle che ne coprono metà volto, o i soprabiti e le piccole giacche. Ma lo stilista regala ancora un coup de théâtre con l’ultimo abito che sembra una vera costellazione con tanto di satelliti. Armani che muove il sole e le altre stelle. 

E se c’è chi ama la notte con le sue atmosfere c’è chi, come Dolce&Gabbana, vuole per la propria sfilata il mare, il sole e l’amore: ecco il modo più semplice per descrivere Taormina. La nuova collezione dei due stilisti, infatti, si ispira alla più profonda tradizione siciliana, incipit storico della maison che lega alla trinacria le proprie basi. Il mood della sfilata si percepisce fin da subito quando la voce di Domenico Modugno abbraccia il Metropol di via Piave. E sulle note di Meraviglioso e Nel blu dipinto di blu vanno in passerella modelle con abiti che richiamano i colori tipici della terra siciliana. Il rosso, il blu, il verde e l’ocra si miscelano dando vita a stampe con i famosi pupi dei teatrini e dei carretti locali, ma la donna di Dolce&Gabbana ha uno stile retrò, evidente dalle righe e dalle forme di gonne e abiti. E’ una donna con una femminilità più pudica che indossa foulard sulla testa e da importanza ad accessori. Le righe portate su abiti, giacche e pantaloni ricordano gli ombrelloni e le sdraio balneari. L’artigianalità dei due stilisti è chiara e ben presente, fin dall’invito che recita testualmente “Fatto a mano” e se ne ha l’ennesima dimostrazione quando in passerella arrivano i capi in paglia a tratti ricamati da corallo, uncinetto di rafia, e infine lo splendido abito scultura fatto di midollino, ispirato ai cesti siciliani. La carrellata finale, che come tradizione della maison, vede le modelle uscire insieme  in gruppo, è un omaggio all’estate e al sole che illumina il bel paese. In prima fila ad applaudire gli amici Stefano e Domenico c’era la bellissima Laetitia Casta, giunta da Parigi per il lancio della nuova fragranza degli stilisti che la vede come testimonial. 
L’artigianato: su questo punta il sistema moda e su questo punta anche Roberto Cavalli quando scocca la sua ora all’Arco della Pace. Con la main collection lo stilista fiorentino - applaudito da Elizabeth Hurley e Valeria Mazza, entrambe con i mariti, , ma soprattutto dalla cantante inglese Leona Lewis - si posiziona nella punta della piramide del lusso: le lavorazioni sono altissimo artigianato made in Italy. La collezione stavolta ha una magia che incanta subito tutti, perché ha anche una giusta misura di eleganza, senza nulla togliere all’opulenza e alla sensualità: in passato, quando talvolta lo Cavalli si era fatto sedurre dalle sirene della sobrietà, aveva finito per sbagliare uscendo dal suo tema. Ma lo stilista è amato dalle donne perché è Cavalli, e a Milano lo è stato, ritrovando una verve straordinaria. Tutto è vagamente Art Nouveau, ma colpisce il bianco e nero in versione davvero sexy. L’inizio è candido (e poi diventa rosa) ma ricco di lavorazioni pazzesche: pizzo tagliato, ricomposto e ricamato con la pelle che a sua volta diventa un traforato merletto oppure accarezza il corpo in striscioline laserate. Il risultato sono completi a pantalone di eclatante impatto, vestiti con gonna a pannelli sciolti, di linea semplice ma di straordinaria ricchezza, tuniche di seta traforata portate su calzoni sciolti e trasparenti (visti dappertutto, saranno un must della prossima estate).  Grande impatto grande successo: entusiasti sia i buyers dei grandi department store americani sia i clienti arabi ma anche i compratori cinesi. 
Nell’ultima giornata dedicata ai grandi nomi della moda c’era anche la maison Ferrè. Gli stilisti Federico Piaggi e Stefano Citron hanno tirato fuori un piglio molto deciso e convinto. Traendo ispirazione – così hanno detto - dagli scatti di moda del fotografo Guy Bourdin, hanno lavorato su costruzioni ardite ma rigorose, sul bianco e nero interrotto da inserimenti “organici” con fughe in pelle e pitone tra pannelli rigidi e sovrapposizioni grafiche a portafoglio. Bustier di serpente che sbucano da anse di tessuto, i maxi-obi che diventano mini-vestiti mettendo sempre in risalto le gambe che escono anche da shorts asimmetrici, accoppiati a camicie bianche sartoriali, un must della casa da mettere pure su gonne imbottite e impunturate. Geometrie invece per la passerella di Byblos che ha portato in passerella una donna sofisticata e contemporanea che ama indossare minigonne a pieghe come una liceale e la camicia svolazzante nella parte posteriore quasi fosse un mantello. Le proporzioni sono rivisitate con pantaloni ampi a palazzo e dalla vita alta. I colori sono tenui e vanno dal rosa al giallo fino al celeste. Pizzo, shantung, jacquard e cotone, giochi di grafismi e di stampe a fiori quasi orientali. 
Sembrano eroine giapponesi le donne di casa Missoni che ha portato in passerella. Pelle di porcellana per le modelle che indossano abiti dalle linee pulite ed essenziali. Il bianco e il nero i colori predominanti sporcati da pennellate di corallo, verde e smeraldo. Ologrammi di paillettes si sovrappongono alle maglie strutturate, ai pantaloni aderenti e lunghi. Accessori artistici come la visiere in plexiglass e i sandali con la caviglia ingabbiata completano il look.  Nicole Fouquè 
 

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