Spettacoli

Tornano gli Incontri musicali Farnesiani

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COMUNICATO STAMPA


Nati dalla collaborazione tra la “Fondazione Monte di Parma” e il “Coro Filarmonico di Parma” gli “Incontri Musicali Farnesiani”, che costituiscono da alcuni anni uno spazio dedicato sia alla riscoperta di musiche inedite legate al Ducato Farnesiano, sia alla riproposta di grandi capolavori della musica barocca, vedranno la loro 11ª edizione i prossimi giorni con tre appuntamenti di sicuro interesse proposti nella splendida Sala delle Feste di Palazzo Sanvitale nei giorni 15, 23 e 29 novembre (con inizio sempre alle ore 17.30).

A differenza della scorsa edizione, orientata all’esplorazione di alcune delle forme musicali tipiche della poliedrica epoca barocca, quest’anno la proposta è più storicamente orientata, quasi ammiccando, all’evento correggesco che sta interessando la città in modo così interessante e per molti aspetti “nuovo” per noi parmigiani.
E, come sempre, la nostra proposta cercherà di incuriosire, proponendo abbinamenti quasi da “haut-cuisine” musicale che solo nel disvelamento del loro significato culturale possono sviluppare pianamente il loro fascino.

E allora ecco la Camerata Ducale, ormai presenza “fissa” della rassegna, che nel concerto inaugurale di Sabato 15 novembre proporrà agli ascoltatori una serie di brani rinascimentali per liuto, e la loro rivisitazione avvenuta negli anni ’20 da parte di Ottorino Respighi, alle quali  faranno seguito Danze di cultura anglo-sassone, per strumento solista e per piccola orchestra.
Domenica 23 novembre l’Ensamble Fantazyas guidato da Roberto Balconi proporrà l’esecuzione-confronto di Madrigali dello stesso testo musicati sia da Sigismondo d’India che da Claudio Monteverdi, spettacolari rappresentanti nel genere musicale più famoso e amato nelle Corti dell’epoca correggesca, l’uno dalla Sicilia e l’altro dalla vicina Cremona e di cultura veneziana e entrambi a servizio per qualche momento dei Farnese, Duchi di Parma.
Concluderà la rassegna Sabato 29 novembre l’esecuzione di due oratori di Giacomo Carissimi intervallati da due Sonate da Chiesa di Arcangelo Corelli, eseguiti dalla Camerata Ducale e dall’Ensemble Fantazyas, con la direzione di Marco Faelli: siamo nella Roma della Controriforma, l’epoca d’oro rinascimentale e correggesca è finita.
 
Per l’ingresso ai concerti è obbligatoria la prenotazione (fino ad esaurimento posti) telefonando in orario d’ufficio al numero 0521-234166. L’ingresso è gratuito.


LA STORIA

 

La storia degli “Incontri Musicali Farnesiani” nasce con l’esplorazione del mondo musicale rinascimentale e barocco nel 1997, quando si concentrò l’attenzione sul Ducato Farnesiano di Parma, con l’intento di offrire all’ascoltatore una panoramica il più possibile completa della realtà musicale collegata alla Corte; in quell’occasione furono proposte e registrate su CD molte musiche inedite, d’interesse artistico non meno che musicologico, patrimonio indiscutibile della civiltà musicale parmigiana.
Il recupero di antiche musiche ingiustamente dimenticate ha rappresentato un tema costante nel corso delle passate edizioni degli “Incontri Musicali Farnesiani”, nella cui programmazione sono stati accostati capolavori di grandi autori ed opere sconosciute, secondo percorsi determinati, coinvolgendo nell’esecuzione, oltre al “Coro Filarmonico” (complesso specializzato nel repertorio barocco), il “Collegium Farnesianum” (orchestra che opera con strumenti originali), i “Madrigalisti Farnesiani” e i più noti cantanti del settore, quali Roberta Invernizzi, Roberto Balconi, Gian Paolo Fagotto.

Nell’edizione del 1998 vennero esplorati i numerosi rapporti internazionali intessuti dalla famiglia Farnese, entrando in contatto con la Corte Papale di Paolo III, la Spagna di Carlo V e Filippo II, la Francia di Enrico II e Luigi XIV, le Fiandre.
Nell’anno seguente il programma si focalizzò sulla musica alle corti di Londra e Parigi, punto di riferimento nei vari tentativi di riforma del melodramma, uno dei quali realizzato alla Corte di Parma, mentre nell’edizione 2000, che aveva come tema “Principi, Eventi, Celebrazioni”, si assunse come punto di partenza la celebrazione del Giubileo di fine millennio, riproponendo un melodramma scritto in occasione del Giubileo del 1600 nella Roma in cui era figura eminentissima il Cardinale Odoardo Farnese, la “Rappresentatione di Anima, et di Corpo (per recitar cantando)” di Emilio del Cavaliere.
Il cammino ideale attraverso le corti europee era proseguito prendendo in esame vari aspetti della produzione musicale legata ai principi tedeschi, e ricordando quindi la figura di un altro grande principe del Rinascimento, Alessandro Farnese, il più grande condottiero del suo tempo, Duca di Parma: il programma del concerto a lui dedicato comprendeva letture tratte da testimonianze dell’epoca sulla vita e l’opera del Duca Alessandro e musiche madrigalistiche scritte dai massimi polifonisti fiamminghi in occasione di importanti eventi della sua vita.
Concludeva la rassegna un altro omaggio alla celebrazione del Giubileo, il “Te Deum” HWV 283 di Haendel, eseguito nella Chiesa Abbaziale di San Giovanni in chiusura dell’anno.
Allargando ad anelli concentrici la propria esplorazione del mondo musicale barocco, l’edizione del 2001, ha voluto presentare alcuni tra i “Molteplici aspetti del mondo musicale barocco” e si è articolata in quattro serate, ognuna dei quali riferita ad un ambito e ad un genere ben differenziati.
Il primo appuntamento era rappresentato dal melodramma “Dido and Aeneas” di Henry Purcell, capolavoro riconosciuto del teatro d’opera barocco, eseguito con grande successo di pubblico e critica in forma scenica, grazie alla collaborazione con il Teatro Regio, nel colonnato di Palazzo Sanvitale - un insolito ambiente che ben si presta, con la sua solenne spazialità, a suggerire suggestive soluzioni visive.
Nel secondo appuntamento, dal titolo “Immagini e metafore tra musica e poesia” (Salone delle Feste di Palazzo Sanvitale, venerdì 26 ottobre) si è proposto un insolito programma, che spaziava dai versi di Petrarca, Ariosto, Tasso e Marino, alle “arie a voce sola” di Monteverdi, Caccini, Sances, alternando canto e voce recitata, con l’accompagnamento del liuto di Andrea Damiani.
L’interesse per gli artisti locali, prevalente nelle prime edizioni della rassegna, si è ritrovato nel terzo concerto, in cui sono state presentate musiche strumentali e vocali inedite di autori barocchi appartenenti alle terre comprese tra Parma, Cremona, Piacenza e Busseto. “Il barocco nelle terre verdiane” era infatti il curioso titolo del concerto, che si è tenuto sempre nel Salone delle Feste di Palazzo Sanvitale, e che non ha mancato di riservare piacevoli sorprese musicali.
Solenne conclusione della rassegna, come è ormai tradizione, con un grande concerto di musica sacra, nella bella Chiesa di Santa Maria del Quartiere, chiesa farnesiana per eccellenza, voluta da Ranuccio II, e successivamente arricchita dagli affreschi settecenteschi di Sebastiano Galeotti. Sotto il titolo “La scuola veneziana in Europa”, il programma ha riunito alcuni dei più importanti nomi legati alla vita musicale della Serenissima, come Claudio Monteverdi (di cui sono scelti i mottetti “Jubilet, Jubilet” e “Laudate Dominum”), Tomaso Albinoni (“Magnificat”, per soli, coro e orchestra), Antonio Vivaldi (cantata “Nulla in mundo” per soprano solista), accostati all’inarrivabile magistero compositivo di Bach, di cui è stata eseguita la “Messa in sol minore”; Da sottolineare, in queste edizioni, l’impegno della rassegna a valorizzare luoghi “farnesiani” come spazio per proporre manifestazioni concertistiche: in particolare il Palazzo Sanvitale (in cui si è scoperta l’ottima acustica e l’imponente presenza scenografica dell’atrio), il Palazzo Ducale di Colorno, la Cappella Ducale di San Liborio, la Chiesa di Santa Maria del Quartiere. 
La rassegna 2002 (“Immaginario sacro, epico, celebrativo tra Rinascimento e Barocco”) ha avuto luogo a Fontanellato, nell’ottica di una maggiore presenza di queste manifestazioni sul territorio, e si è aperta con la rappresentazione in forma scenica della “Flora”, melodramma scritto nel 1628 da Marco da Gagliano, maestro di cappella della corte fiorentina, in occasione dei fastosi festeggiamenti per il matrimonio di Margherita de’ Medici con Odoardo Farnese, futuro Duca di Parma.
Il melodramma, del tutto inedito, è stato riproposto per la prima volta in epoca moderna: si è trattato di un’operazione di notevole rilievo, in quanto “La Flora” occupa una posizione fondamentale nella storia del primo melodramma.
La rassegna è proseguita con un altro lavoro inedito, nato dalla collaborazione con il “Festival Ludoviciano di Viadana”, gli “Encomi Musicali”, dedicati dall’autore, Giacomo Moro a Barbara Sanseverino d’Aragona, Contessa di Sala e Colorno, che perse la vita a seguito della presunta congiura contro Ranuccio Farnese.
Il terzo appuntamento ha visto la riproposta, nella suggestiva cornice della Rocca Sanvitale, di un interessante concerto tratto dalla rassegna del 2000 e dedicato ad Alessandro Farnese: come si è già detto, la figura del grande condottiero, la sua famiglia, le sue vicende vengono narrate attraverso testimonianze letterarie dell’epoca e madrigali scritti da grandi compositori rinascimentali in suo onore.
Ha concluso la serie di incontri uno spettacolare concerto di musica sacra (“Fasto e Liturgia nelle grandi Corti Europee”): anche nella programmazione di questo appuntamento si è voluto seguire un percorso di tipo storico-musicale, rivolgendo l’attenzione al “Grand Motet” lullyano e ai suoi esiti inglesi. Il “Grand Motet” si presenta infatti come il genere celebrativo ufficiale nella liturgia della corte di Luigi XIV; come altre componenti dell’apparato cerimoniale questa forma musicale influenza notevolmente l’ambiente inglese. Il “Grand Motet” e le sue derivazioni sono presenti nei momenti principali della vita della corte e della nazione: lo spendido “Dies Irae” di Lully (che apre il concerto) venne scritto infatti per il funerale della Regina di Francia Maria Teresa, moglie di Luigi XIV, il brillante e suggestivo Anthem di Purcell “O sing unto the Lord”, era dedicato al servizio liturgico della Corte di Carlo II, mentre il “Te Deum” di Utrecht, straordinario nell’accostamento di fasto, solennità, trionfalismo ed intimismo, venne scritto per celebrare dei vari trattati firmati nella città olandese, che misero fine alla guerra di successione spagnola.


La 7° edizione (che, grazie alla collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Parma, si è svolta nel gennaio 2004 a Fidenza), vede opere di due eccelsi autori barocchi quali Johann Sebastian Bach e Claudio Monteverdi ad inediti di autori farnesiani.
Il primo concerto (“Guerra è il mio stato”, Canti guerrieri e Canti amorosi dalla corte di Mantova a Vienna imperiale) ha proposto madrigali tratti dall’“Ottavo Libro” di Monteverdi, tra cui capolavori assoluti come il  “Combatimento di Tancredi e Clorinda”, “Gira il nemico”, “Il ballo delle Ingrate. Claudio Zuan-Antonio Monteverdi pubblica l’“Ottavo Libro dei Madrigali” nel 1638, quando ha settantun anni ed è Maestro di Cappella della Serenissima Repubblica di Venezia. L’opera è dedicata all’Imperatore Ferdinando III di recente nomina, ma riunisce materiale precedentemente composto, piuttosto eterogeneo come genere e stile.
Alcuni madrigali (il 2°, il 3°, il 10°, ) sono squisitamente contrappuntistici, e ricalcano in parte gli schemi delle “battaglie” tipiche della scuola veneziana, ricche di effetti fonici e imitativi, in parte i cromatismi del discorso armonico manierista; altri sono scritti nel nuovo stile “rappresentativo” che utilizza la monodia accompagnata, e si presentano come veri e propri melodrammi in miniatura (“alcuni opuscoli in genere rappresentativo che saranno per brevi episodi fra i canti senza gesto”, scrive l’autore).
Tra questi il più celebre è senza alcun dubbio il “Combatimento (sic) in musica di Tancredi e Clorinda”, tratto dal Canto XII (vv. 52-62, 64-68) della “Gerusalemme Liberata” del Tasso. Scritto a Venezia nel 1624, venne rappresentato per la prima volta, come si legge nella prefazione, nel “Pallazzo (sic) del’Illustrissimo et Eccelentissimo Signor Girolamo Mozzenigo”.
Il “Ballo delle Ingrate”, risale al 1608, all’epoca quindi in cui lo “stile rappresentativo” era ancora nella sua fase sperimentale, dominato dal “recitar cantando” fiorentino. Venne commissionato a Monteverdi (assieme ad “Arianna”, purtroppo perduta) dal Duca di Mantova Vincenzo Gonzaga per celebrare il matrimonio del figlio Francesco (futuro signore) con Margherita di Savoia. Come genere si tratta di un balletto “alla francese”, cioè di una forma mista nata in Francia nel tardo Cinquecento che mescola danze, cori, sinfonie strumentali e anche  recitativo monodico (“musique mesurée à l’antique”, versione autoctona del “recitar cantando”).
Nel secondo appuntamento sono state eseguite per la prima volta composizioni di autori operanti in ambiente farnesiano, quali Merulo, Uccellini, Vitali, Colombi, trascritte da Maurizio Cadossi. La riscoperta del patrimonio musicale della corte farnesiana ha sempre costituito infatti, come si è detto, una caratteristica peculiare degli “Incontri Musicali” e indubbio interesse suscitano anche queste pagine inedite.
La rassegna si è conclusa in Cattedrale il 26 con l’Oratorio di Natale di Bach, di cui sono state eseguite le cantate n° 4, 5, 6, rispettivamente “Per la festa della circoncisione di Gesù”, “Per la domenica dopo Capodanno”, “Per l’Epifania”. L’“Oratorio di Natale” venne composto da Bach in vista delle festività natalizia del 1734 e si compone di sei parti, destinate a sei solennità natalizie: Natale, S. Stefano, San Giovanni Evangelista, Capodanno, Domenica dopo Capodanno, Circoncisione, Epifania.

L’8° edizione si è svolta nel marzo 2005 interamente in Palazzo Sanvitale: un concerto da camera dello strepitoso
Trio “Terza Prattica” che ha visto l’esecuzione di brani di A. Corelli, A. Scarlatti,A. Stradella,B. Storace,G. B. Pergolesi e G. Muffat proposti in magistrale chiave filologica coniugata a grande fantasia interpretativa da Lorenzo Colitto, Fernando Caida Greco e Massimiliano Toni, è stato succoso “antipasto” all’esecuzione, nella splendida scenografia naturale del Colonnato e dello Scalone del Palazzo del lavoro di Henry Purcell THE FAIRY QUEEN, diretto come sempre da Marco Faelli, al termine del quale una “standing ovation” di circa 10 minuti del numerosissimo pubblico ha ripagato al meglio gli sforzi profusi.


La 9° edizione si è infine svolta nel maggio del 2006: infatti  il 9  e il 16 maggio  presso il Salone delle Feste di Palazzo Sanvitale i primi due eventi proposero un concerto cameristico dell’Ensemble MARTINI, CAIDA GRECO, PARUZZO con l’esecuzione di musiche di W.A. Mozart e L.van Beethoven, e l’Ensemble LA CAMERATA DUCALE nella esecuzione integrale dei quartetti per flauto e archi di W.A. Mozart. 
Il 20 maggio infine, presso la Chiesa di S. Maria del Quartiere, vennero eseguiti l’Himmelfahrts – Oratorium (Oratorio per l’Ascensione) BWV 11 e l’ Ostern – Oratorium (Oratorio per Pasqua) BWV 249 di J.S.Bach. da parte dei cantanti solisti: Francesca Ziveri, soprano, Loretta Liberato, contralto, Rojelio Marin Escutia, tenore e Emiliano Esposito, basso assieme al CORO OMNIARTE  diretto da Amleto Ferrelli e all’Orchestra COLLEGIUM FARNESIANUM concertata e diretta da Marco Faelli.
Si può notare l’anomala presenza del grande salisburghese abbinata addirittura ad un tema tratto da “Le nozze di Figaro” variato da Beethoven rispetto alla tradizione di questo festival: ma anche noi lo scorso anno abbiamo ceduto al fascino di un anniversario così importante al punto di sentirci in dovere di offrire questi due piccoli ma preziosi e davvero apprezzati contributi.

Infine la 10° edizione si è svolta lo scorso mese di novembre con ben cinque appuntamenti proposti, eeguiti in alternanza a Palazzo Sanvitale e alla Casa della Musica: indubbiamente l’edizione più ambiziosa fino a quel momento!  Si iniziò sabato 10 novembre presso la Sala delle Feste di Palazzo Sanvitale con il  Duo Sasso-Forlenza che propose un programma intitolato “Il Settecento tra solennità e galanterie” con l’esecuzione di  musiche di R.De Rossi , B.Galuppi e J.S.Bach, a cui fecero seguito due appuntamenti consecutivi alla Casa della musica il 16 e 17 novembre:il primo vide l’impegno dell’ensemble di ricerca filologica  “La Compagnia de’ Musici” con un programma denominato “Parma e la Francia: l’influenza francese sul gusto musicale nella Parma del XVIII° sec.” proposto all’analisi dell’iterazione della cultura locale con quella reale francese al seguito dell’arrivo in Ducato di un nutrito stuolo di intellettuali francesi accompagnanti la duchessa Luisa Elisabetta, moglie del duca Filippo di Borbone con l’esecuzione di                               musiche di compositori coevi delle rispettive culture; il secondo  sabato 17 novembre sempre presso la Casa della Musica con l’esibizione del gruppo da camera cittadino “La Camerata Ducale” analizzante la particolare forma di musica da camera della triosonata con flauto nello sviluppo nella cultura tedesca, formazione che proprio nel mondo tedesco sarebbe stata soppiantata dal quartetto per archi, con l’esecuzione di brani  J.F.Fasch, G.F.Haendel, J.S.Bach.
La stessa compagine si ripresentò sabato 25 novembre presso la Sala della Feste di  Palazzo Sanvitale in diversa formazione analizzante questa volta l’evoluzione italiana della sonata per violino e basso continuo avente per titolo “La sonata per violino e basso continuo tra Parma e l’Italia” con musiche di Autori di rilevanza locale e Italiana a confronto proprio in questa forma particolarmente tipica in quel periodo.
La rassegna si concluse Sabato 1° dicembre presso la Casa della Musica con l’esecuzione del “BALLET ROYAL D’ALCIDIANE” di J.B.Lully , con la presenza alla parte scenica di Costanza Chiapponi e Adriano Engelbrecht, alla parte vocale di Francesca Ziveri e Anna De Faveri, e come da tradizione il m° Marco Faelli diresse l’Orchestra da Camera “Collegium Farnesianum”: grande conclusione con un brano veramente “barocco”, e un’esecuzione assai apprezzata a suggello di una rassegna coronata da un lusinghiero successo.

 

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