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Io, i Beatles e la mia musica

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Federica ha 25 anni. Abbiamo chiesto a lei, ragazza del terzo millennio, se conosce i Beatles e qualè invece la "sua" musica.

“Love, love me do you know I love you..” questo è il refrain che mi fa tornare alla mente un Natale del 2000, in cui per la prima volta mi avvicinai alla musica dei Beatles. L'album in questione è “The Beatles 1”, uscito in occasione del trentennale dello scioglimento della band di Liverpool. “Ascoltalo e capirai cos'è la musica vera!” queste le parole di mio padre. Io un po' restia inserisco il disco e improvvisamente partono le note di “Love me do”, mi lascio prendere dalla voce di Paul ed entro nel fantastico mondo della musica degli anni '60, al quale sono tuttora affezionata.
Era il 5 Ottobre del 1962, le radio inglesi trasmettevano “The Loco-Motion” di Little Eva e brani di Gene Pitney. I ragazzi si riversavano nei negozi di dischi per comprare l'ultimo singolo di Elvis Prestley. Il brano invece di quello che sarebbe diventato il gruppo inglese più famoso al mondo passò quasi nell'indifferenza generale, si sa che a volte le rivoluzioni più potenti iniziano flebili ed impercettibili come i suoni che salgono dalle cantine, nelle quali i fab four si trovavano furtivamente a provare i loro innovativi brani. Da quel momento la musica popolare non sarebbe stata più la stessa. “Love me do” si posizionava al diciassettesimo posto nelle Chart inglesi solo grazie alla escamotage adottato dal manager del gruppo, che ne ordinò una significativa quantità di copie per un negozio che gestiva a Liverpool. Il singolo successivo “Please please me”, sorprendendo tutte le aspettative dei critici, riuscì a piazzarsi al secondo posto delle classifiche, fino ad affacciarsi al mercato americano.
Sono passati ormai cinquant'anni da quando i giovani ragazzi di Liverpool cominciavano a fare conoscere al mondo la loro rivoluzione musicale. Oggi Paul McCartney è ormai uno dei miti del mondo musicale, Ringo Starr ha intrapreso una carriera individuale sia come musicista sia come attore cinematografico, John Lennon e George Harrison ci osservano da lassù, il primo leggenda indiscussa e il secondo guru. La cosa per oggi incomprensibile è il fatto che i Beatles siano riusciti nella titanica impresa di creare ben tredici album nel lasso di sette anni ma soprattutto il fatto che siano riusciti a mantenere incontrastata la loro popolarità fino ad oggi, continuando ad essere ascoltati da generazioni molto distanti tra di loro. I Beatles rappresentano a mio avviso l'unico gruppo in grado di mettere d'accordo tutti, ovvero l'unica band alla quale venga in ogni caso riconosciuto il merito di essere riuscita a creare qualcosa di nuovo e rivoluzionario, capace di cambiare non solo il mondo musicale ma anche il mondo culturale e sociale.

Se guardiamo all'ambito musicale di oggi ci possiamo rendere conto molto velocemente che a farla da padrona sono canzoni destinate a durare qualche mese e destinate a svanire nel tempo. Dopo i Beatles ci sono stati gruppi straordinari come i Pink Floyd, Queen, Led Zeppelin ed altri ancora ma le grandi rock band in questi ultimi anni rappresentano sempre più una merce rara. Il modo stesso di rapportarci alla musica è cambiato, la possibilità di fruirne nelle situazioni più diverse ci fa perdere di vista il senso e il ruolo che questa ha sempre avuto, ovvero il ruolo di emozionarci e farci provare sensazioni sconosciute. La musica si sta invece trasformando in sottofondo, in un sottofondo fastidioso che ascoltiamo intanto che ci accingiamo a fare qualcos'altro. Dovremmo cercare invece di ritornare ad apprezzarla profondamente e ad amarla per il suo enorme potere emozionale.
Uno dei gruppi degli ultimi tempi più significativi e che ha segnato la storia della musica è stato quello dei Coldplay, un gruppo che trova numerose analogie con i Beatles. E' un gruppo infatti nato nel 1997 anche in questo caso in territorio britannico. Il gruppo guidato dal leader Chris Martin ottenne un contratto discografico dalla Parlophone la stessa che scoprì i Beatles ed alla quale il gruppo di Martin rimase legata sino alla pubblicazione del loro quinto album. Il primo album del gruppo “Parachutes” risale al 2000 ed è quello rimasto più famoso, grazie alla capacità manifestata nel sapere unire magistralmente pop e rock creando un prodotto musicale originale e innovativo. L'album vanta una buona capacità compositiva sottolineata dalla voce emotiva e penetrante di Chris Martin che riesce a creare melodie estremamente pulite e precise. Il brano più celebre rimane “Yellow” che insieme a “Trouble” trascina l'ascoltatore dal perfetto falsetto ai silenzi e alle sinfonie più struggenti. Un gruppo quello dei Coldplay, cresciuto molto in fretta ma che speriamo possa ritornare alla spontaneità degli esordi di questo loro primo disco.

Continuiamo a credere nel potere rivoluzionario della musica aspettando che si crei un nuovo gruppo in grado di cambiare le regole della musica e che sconvolga il mondo come fecero cinquanta anni fa i Faboulous Four. 

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