15°

Spettacoli

La "Norvegia felix" di Bonati: "Politiche culturali vincenti"

La "Norvegia felix" di Bonati: "Politiche culturali vincenti"
1

 Alessandro Rigolli

Il rapporto con la Norvegia di Roberto Bonati - compositore, contrabbassista, direttore d’orchestra e docente di Jazz al Conservatorio «Boito», nonché fondatore e direttore artistico del festival Parma Jazz Frontiere -  nasce da una lunga frequentazione che gli ha permesso di instaurare un solido e proficuo confronto con una delle «terre musicali» più vivaci della scena contemporanea. Tra i diversi scambi precedenti ricordiamo, ad esempio, la presenza di Bonati a Bergen nella primavera 2010, unico rappresentante italiano invitato nell’ambito di Jazz Norway in a Nutshell, organizzato da West Norway Jazz Centre e Natt Jazz - quest’ultimo, nato nel 1973, uno dei festival e meeting point più importanti in Europa - in collaborazione con il Norwegian Jazz Forum e il Ministero degli  Esteri norvegese.
 A distanza di poco più di due anni, l’invito stavolta è arrivato dalla Norwegian Academy of Music dove è attivo Misha Alperin, che ha chiamato l'amico Bonati a tenere un workshop, tra il 21 e il 27 ottobre scorsi, dedicato alla sua suite «Fiori di Neve» composta per il ParmaJazz Frontiere nel 2007 e ispirata dalla tradizione giapponese degli Haiku. Un’occasione per  tracciare un bilancio di questa esperienza e non solo.
 Questo viaggio ad Oslo l'ha visto impegnato sia come compositore sia come docente: cosa ha riportato a casa da questa esperienza artistica e umana?
«E’ stata un'esperienza molto intensa e credo si siano poste buone basi per future collaborazioni tra le scuole. Il livello degli studenti è molto alto ma ciò che mi ha più colpito è stata la qualità del lavoro affrontato sempre con estrema concentrazione e serietà. I miei 'Fiori di Neve' non sono una partitura semplice, abbiamo avuto una settimana di lavoro per preparare il concerto e il risultato finale è stato molto positivo. In generale c’è da parte di studenti e musicisti un’attenzione verso i nuovi repertori, verso un linguaggio attuale della musica che è molto trasversale. Non c'è asservimento nei confronti della tradizione e degli stili ma si cerca nelle tradizioni ciò che serve alla ricerca dei nuovi linguaggi, un’idea che perseguo e cerco di diffondere da molti anni. Dal punto di vista umano, sempre difficile da separare da quello artistico, si è creato un clima di grande collaborazione e, come sempre succede, partendo dal lavoro si sono affrontati molti argomenti che ne costituiscono anche l’essenza più intima. A proposito del senso di responsabilità degli studenti, voglio sottolineare il fatto che nell'Accademia di Oslo non c’è personale ausiliario, ci sono addetti alle pulizie e alla portineria ma gli studenti sono responsabili del trasporto degli strumenti, della pubblicità dei concerti, dell’allestimento dei palchi. Un bel senso di civiltà».
Sappiamo quanto paesi come la Norvegia - e il Nord Europa in generale – rappresentino una sorta di «Eden» culturale: come legge questa settimana il direttore artistico di un Festival jazz sicuramente longevo (dal 1 al 16 dicembre si terrà la XVII edizione), ma che affronta la difficile contingenza italiana, e parmigiana in particolare?
«La Norvegia ha una disponibilità finanziaria molto diversa dalla nostra ma soprattutto ci sono a monte scelte di politica culturale molto orientate alla creazione di nuovi linguaggi e alla contemporaneità. C’è una grande proliferazione di proposte, un orientamento di grande apertura verso i nuovi repertori e le nuove tecnologie. Io credo che con il nostro festival abbiamo finora indicato alcuni percorsi che reputo importanti e al di fuori dell’omologazione imperante. Le difficoltà sono molte. In primo luogo credo si debba ripensare il rapporto tra l’attività artistica e le politiche culturali per andare verso un sistema di collaborazione che preveda da parte dei responsabili istituzionali una presa di coscienza e una consapevolezza sulla qualità del lavoro. Inoltre negli ultimi anni il festival ha subito tagli finanziari molto pesanti e questo è un anno particolarmente crudele per le scellerate gestioni politiche precedenti che hanno causato un'ulteriore diminuzione dei contributi. Spero che si potrà rilanciare un discorso più ampio sul sistema culturale Parma». 
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

  • Giuseppe

    13 Novembre @ 14.31

    Eh magari! Ma qui siamo fermi al non considerare persino un vecchietto come Sakamoto come "iniziativa culturale". E si tagliano quindi le gambe sul nascere a progetti di grande rilievo contemporaneo imponendo costi spropositati. La "cultura" musicale a Parma sarà ancora per un po' solo i riciclati Nucci e compagnia, ad un passo dal baratro quindi si spera di risollevarci tra una ventina d'anni!

    Rispondi

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

Halle Berry si libera del vestito degli Oscar: così il Versace finisce per terra e lei si butta in piscina

come in un film

Halle Berry si libera del vestito degli Oscar e si tuffa Video

Montalbano torna, supera i 10 milioni e fa il 40%

televisione

Montalbano, ritorno record: supera i 10 milioni

Addio al gigante di «Trono di Spade»

MORTO FINGLETON

Addio al gigante di «Trono di Spade»

Notiziepiùlette

Ultime notizie

"Top500": la classifica

IMPRESE

Top500 Parma, ecco la classifica completa

Lealtrenotizie

Alberi, sequestrata una struttura per anziani

INCHIESTA

Alberi, sequestrata una struttura per anziani

opportunita'

Venti nuovi annunci per chi cerca un lavoro

L'ALLARME

Droga, a Parma ogni anno 400 segnalati alla Prefettura

1commento

La traversata

Quei velisti con Parma nella cambusa

Mercati esteri

Sicim, tris di commesse per 200 milioni di dollari

Amarcord

Prati Bocchi, 67 anni di amicizia

meteo

Tornano pioggia, vento e neve sulle alpi

Langhirano

E' morto Pierino Barbieri

1commento

Scomparso

«Benito, come un padre per tanti di noi»

La pagella

Monticelli? Mancano spazi per i giovani

LEGA PRO

Parma, Frattali out: in porta arriva Davide Bassi. Il Pordenone travolge il Bassano

L'estremo difensore era svincolato dall'Atalanta, nel suo passato anche Empoli e Torino

1commento

svariati casi a Parma

Ed ecco servita la truffa degli estintori (per i negozi)

2commenti

il fatto del giorno

Droga, i numeri dell'emergenza Video

L'anteprima sulla Gazzetta di domani

1commento

in mattinata

Scippa in bici l'iphone ad una ragazza in via Farini: caccia al ladro

9commenti

Parma

Altri due incidenti questa mattina: quattro schianti in poche ore

1commento

INCHIESTA

Strada del Traglione: un viaggio nel degrado

9commenti

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

IL DIRETTORE RISPONDE

Le multe facili e quelle difficili

13commenti

EDITORIALE

Quei politici allergici alla libertà di stampa

di Filiberto Molossi

ITALIA/MONDO

il CASO

Dj Fabo ha morso il pulsante per il suicidio assistito

1commento

usa

Aereo Cessna si schianta sulle case: tre vittime

SOCIETA'

caffè

A Milano lo Starbucks più grande d'Europa

comune

2200 anni della fondazione di Parma: ecco il logo di Franco Maria Ricci

SPORT

inghilterra

Ranieri: il tributo (mascherato) dei tifosi del Leicester Gallery

Ciclismo

Grave caduta per la giovane promessa Marco Landi

MOTORI

ALFA ROMEO

Stelvio, la nostra pagella

NOVITA'

Bmw, la nuova Serie 5 ragiona da ammiraglia