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Il Festival di Sanremo si apre con un omaggio a Verdi - Poi contestato Crozza

Il Festival di Sanremo si apre con un omaggio a Verdi - Poi contestato Crozza
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«Viva Verdi». Come annunciato, l'omaggio a sopresa al Cigno di Busseto c'è stato: Fabio Fazio ha aperto il Festival di Sanremo nel nome dell’«artista italiano più popolare», con il «Va Pensiero», l’aria del Nabucco, definita «il simbolo dell’unità d’Italia». Mauro Pagani dirigeva l'orchestra, con il coro dell’Arena di Verona. Un’apertura dunque nel segno della contaminazione tra classica e canzone. Nell’introduzione Fazio aveva parlato del concetto di «popolare» che, come ha ricordato, vuol dire per tutti. 

Oltre 14 milioni di spettatori (14 milioni 196 mila) pari al 47.61% di share hanno seguito ieri la prima parte dell’esordio del festival di Fabio Fazio, che ha ospitato tra l’altro l’intervento di Maurizio Crozza. La seconda parte ha avuto 8 milioni 146 mila con il 53.54%. La media ponderata è pari a 12 milioni 969 mila con il 48.28%.

LA PRIMA SERATA
 Il «Va pensiero» di Verdi, «il brano simbolo dell’unità d’Italia», ha aperto il festival della par condicio. Maurizio Crozza, il protagonista più atteso della prima serata, ha dovuto faticare per portare a termine il suo intervento: in sala qualcuno (all’Ariston c'è una tradizione in questo senso) ha rumoreggiato, mettendo in difficoltà il comico che ha iniziato il suo intervento fiume, iniziato nei panni di un Berlusconi cantante. È dovuto intervenire Fazio per far tornare la calma. E Crozza ha rispettato le regole, imitando Bersani, Ingroia, Montezemolo, spegnendo le possibilità di polemiche: il pubblico alla fine lo ha salutato con un lungo applauso.

Il tono complessivo della serata è stato pacato, divertito, con Luciana Littizzetto ben calata nel suo ruolo di conduttrice impertinente, sempre a un passo dalla svirgolata scorretta. Fabio Fazio si è ritagliato uno spazio più istituzionale, al servizio dello spettacolo con la sua consolidata capacità di diventare complice di chi condivide il palco con lui. La gara è stata aperta da Marco Mengoni. Stasera si sono esibiti Raphael Gualazzi, Daniele Silvestri, Simona Molinari con Peter Cincotti, Marta sui Tubi, Maria Nazionale, Chiara. Il meccanismo prevede che ogni cantante proponga due brani: quello che prosegue viene scelto attraverso il televoto e il giudizio della sala stampa. Complessivamente i cantanti hanno pagato un tributo all’emozione di un palcoscenico che ha messo in difficoltà anche gli interpreti più navigati.

L'idea dei «proclamatori», ossia quelli chiamati a proclamare la canzone ammessa alla seconda fase, ha portato sul palco una serie di personaggi che vanno da Marco Alemanno, che ha ricordato Lucio Dalla, a Ilaria D’Amico, da Vincenzo Montella a Flavia Pennetta a Bendetta e Cristina Parodi, in quel mix umano e culturale che è una dei marchi di fabbrica della tv di Fazio. In questo mix di generi e personaggi va inserita anche la celebrazione di Toto Cutugno con il coro dell’Armata Rossa e un’edizione riveduta e corretta dell’italiano. Ai nostalgici del centralismo democratico sarà venuto un accesso di bile.

Oltre sul tanto temuto intervento di Maurizio Crozza, gli occhi erano puntati sull'intervento di Stefano e Federico, la coppia gay che sta per sposarsi a New York e che, complice un cliccatissimo video su Youtube, è diventata protagonista della cronaca. Il loro intervento è stato messo in scaletta dopo le 23.30, è stato mostrato il video di Youtube e la loro apparizione muta – hanno solo mostrato i cartelli che raccontano la loro storia d’amore – è stata ispirata al rispetto e alla tolleranza, con il chiaro obiettivo di evitare il facile scandalismo.

Il filo conduttore della serata è stata comunque la sfida della Littizzetto al codice Sanremo: dunque ai tacchi vertiginosi, ai cambi d’abito, soprattutto alla fatidica scala. Per non parlare della carrozza-bianca in puro stile Cenerentola con cui ha raggiunto l’Ariston.

Per la prima discesa della sua carriera all’Ariston è arrivato addirittura Felix Baungartner, l’uomo che si è lanciato da 40 mila metri e ha superato la velocità del suono. E' andata così in scena la prima puntata di un’edizione che porta un soffio di novità sul piano dei contenuti musicali, che va in scena in condizioni non facili (la par condicio, la spending review) e che, come dimostra il monologo di Crozza e la presenza di Stefano e Federico, non ha rinunciato a pensare.

 

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  • il Viandante delle Beccherie

    14 Febbraio @ 16.46

    @giorgiop caro mio la tua risposta è la perfetta sintesi del Bananas medio. Mi guardi Sanremo e tifi Rubentus e difendi l'indifendibile Berlusconi, guai chi te lo tocca........spero veramente per te che oltre che a darti tante solide certezze che trasudano dalle tue parole, ti dia anche uno stipendio, diversamente ti informo che, come altri milioni di Berluscones, sei su un treno senza freni che va veloce verso una meta che, però, non arriva mai. Caro mio, Berlusconi a differenza tua non lo sogno mai. Non sogno neppure Belen e la Jolie. La mattina per alzarmi bene mi accontento di poco, mi basta l'abbraccio ed il bacio più bello del mondo che ricevo tutte le mattine da più di trent'anni e pensa un pò è gratis! So che per i Berluscones possa suonare strano la parola gratis, perchè quelli senza tirar fuori i soldi non si appagano........buon San Valentino e buon Sanremo!

    Rispondi

  • Joe

    14 Febbraio @ 10.13

    Caro giorgiop, un imprenditore può guadagnare ed incrementare il proprio patrimonio personale, ma non sulle spalle dei cittadini del proprio paese; una questione è il libero mercato, un'altra è un mercato influenzato dai provvedimenti effettuati ad hoc da parte dei governanti che sono allo stesso momento i proprietari di aziende (tante norme ad hoc per favorire le aziende di Berlusconi, a partire dal lodo retequattro che ci sta costando tanti quattrini alle leggi sulla giustizia che hanno consentito una libertà di delinquere senza precedenti, tanto tra la modifica del Falso in bilancio, del Mandato di cattura europeo, del Condono per i coimputati ecc ecc). Non sarà il paese delle banane, ma sicuramente è un paese in fallimento.....e non per colpa mia che non ho mai commesso reati ed ho sempre pagato le tasse!!!

    Rispondi

  • benito

    13 Febbraio @ 20.12

    .. molto politicizzato.. di sx... si è parlato del matrimonio dei gay alla cittadinanza degli stranieri.. una vera pena ... ma dai... fazio sei il solito !!! voto gravemente insufficiente

    Rispondi

  • Geronimo

    13 Febbraio @ 19.44

    Crozza nella satira ha detto cose giustissime, chiunque ci governerà lo farà con una persona che ha appena mandato a quel paese (non ricordo il termine esatto ma avete capito)

    Rispondi

  • carlo

    13 Febbraio @ 18.03

    E brava "d" . mi piace il tuo post del 13.02 ore 12.43. La grammatica prima di tutto. GIUSTO !!! Anche l'ortografia però merita un posto al sole. Ad esempio , cara "d" che fai tanto la saputella, Sanremo si scrive tutto attaccato e non San Remo. San Prospero, San pancrazio, San Siro, Sant'Ilario si scrivono staccati, Sanremo no. Mi dispiace, ma come dice un mio amico le figuracce sono sempre dietro l'angolo. Ciaooo

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