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Oscar: Argo può battere Lincoln

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 Nella notte di domenica 24 febbraio si conosceranno i vincitori del premio più importante del cinema, l’Oscar. E c'è gran fermento a Hollywood, specialmente perchè, tra i nove film candidati al premio di miglior pellicola, manca ancora un super favorito. L’Academy ha nominato ben nove film sul massimo consentito di dieci: Argo, Lincoln, Vita di Pi, Il lato positivo, Les Miserables, Zero Dark Thirty, Re della terra selvaggia, Django Unchained e Amour (quest’ultimo nominato anche nella categoria di miglior film straniero dove è dato per favorito e proprio per questo si ritiene non vincerà anche nella categoria miglior film).

 
Se all’inizio Lincoln poteva sembrare uno dei favoriti, con le sue 12 nomination, dallo scorso 13 gennaio, con l’apertura ufficiale della stagione dei premi con i Golden Globes, Argo, che quella sera ha vinto per miglior film e regista, è diventato uno dei candidati più probabili. Nell’ultimo mese, infatti, il film diretto da Ben Affleck si è aggiudicato tutti i premi più importanti assegnati dai sindacati dell’industria del cinema: produttori, attori, scrittori e registi hanno mostrato una decisa predilezione per questo film. Argo ha però un problema: non ha una nomination nella categoria di miglior regista, il che rende la sua corsa per la vittoria un pò monca.
 
La storia è l’elemento in comune che hanno i due titoli più quotati. Lincoln, diretto da Steven Spielberg, racconta un momento fondamentale della storia americana, la lotta del sedicesimo presidente degli Stati Uniti – magistralmente interpretato da Daniel Day-Lewis, favorito nella categoria miglior attore – per l’abolizione della schiavitù. Argo tratta invece una vicenda storica di carattere internazionale: la crisi degli ostaggi americani in Iran nel 1979, con Affleck nei panni di un agente della Cia incaricato di riportare in patria un gruppo di impiegati dell’ambasciata americana segretamente nascosti da mesi nell’ambasciata canadese. Se il primo è oggettivamente un bel film, il secondo tende a piacere di più, non solo perchè racconta un pezzo di storia più recente, ma anche perchè lo fa celebrando Hollywood (gli ostaggi verranno liberati fingendo la produzione di un film americano a Teheran) e ai membri dell’Ampas (Academy of Motion Pictures Arts and Sciences) l’autocelebrazione è sempre piaciuta molto, basti pensare che l’hanno scorso ha vinto un film muto e in bianco e nero (The Artist) che celebrava gli albori di Hollywood.
 
Ma Lincoln e Argo non sono gli unici due film a carattere storico di questa corsa agli Oscar: ci sono anche Django Unchained di Tarantino e Zero Dark Thirty, ricostruzione della caccia a Osama Bin Laden durata dieci anni da parte di un gruppo di agenti della Cia e culminata con la sua cattura da parte dei Navy Seals in Pakistan. Ma le controversie nate intorno al film per la sua rappresentazione della tortura lo hanno fatto scendere nella graduatoria dei favoriti, così come per Django ha fatto la troppo esplicita violenza che Tarantino ha dipinto nel suo ritratto della stessa epoca di Lincoln. Di carattere storico anche Les Miserables, l’adattamento cinematografico di uno dei musical più amati al mondo, basato sul romanzo di Victor Hugo del 1863, che tratta un momento importante per la storia della Francia, scossa in quegli anni da fermenti rivoluzionari, e che ha saputo ricreare molto bene l'ambientazione e i costumi della Parigi di quei tempi. Neanche questo film però è considerato uno dei favoriti, mentre ha riacquistato terreno negli ultimi tempi Vita di Pi, lodato per la prodezza tecnica e la regia di Ang Lee che, secondo i critici, ha saputo trasformare in un bellissimo film un romanzo difficile da adattare cinematograficamente.
 
A pochi giorni dalla cerimonia, insomma, chi vincerà la statuetta rimane davvero un’incognita.

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