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Battistoni e il Regio si lasciano

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Elena Formica

«Addio, senza rancor». Pazienza se non è Verdi. Tre parole dalla Bohème di Puccini - che comunque non è male - per riferire una notizia: l’interruzione del contratto, avvenuta prima della scadenza, che univa il Teatro Regio di Parma ad Andrea Battistoni in qualità di direttore principale ospite. Il giovane maestro veronese, classe 1987, è stato da poco nominato direttore principale ospite, per tre anni, del Teatro Carlo Felice di Genova. Al riguardo, così si è espresso Giovanni Pacor, sovrintendente del Carlo Felice: «Investire su un giovane e talentuoso direttore è investire sul futuro della musica nel nostro Paese. In accordo con l’Orchestra e il Coro del nostro teatro abbiamo voluto dare continuità a un felice rapporto che è maturato negli ultimi due anni e che guarda al prossimo triennio come un fecondo scambio di crescita artistica».
 Battistoni avrebbe dovuto dirigere I Masnadieri del prossimo Festival Verdi a Parma. Ma si è poi appreso che a salire sul podio sarà Francesco Ivan Ciampa, il quale aveva già diretto al Regio alcune repliche di Rigoletto (Festival Verdi 2012) e Nabucco (Stagione lirica 2013). L’ultima opera diretta da Battistoni al Regio è stata Stiffelio esattamente un anno fa. Titolo raramente eseguito, un’apprezzata produzione con Roberto Aronica protagonista. Per La battaglia di Legnano del Festival Verdi 2012, però, l’annunciato Battistoni era sparito a un certo punto dal cartellone. Venne comunicata un’improvvisa indisposizione. Al suo posto Boris Brott. «Il mio legame con Parma e con il Teatro Regio - dichiara Battistoni raggiunto per telefono - rimane forte ed è di grande affetto. Per il Regio, al di là di qualsiasi carica ufficiale, io ci sarò sempre. Questo teatro ha significato molto per me, per il mio lavoro, per la mia carriera e il rapporto con l’attuale direttore artistico Paolo Arcà, che nel recente passato mi ha invitato a dirigere al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino quando ne rivestiva la direzione artistica, è dei migliori, tanto che abbiamo già discusso di varie collaborazioni a Parma per il futuro».
 Dunque «nessuna rottura traumatica con il Regio», a sentire Battistoni, che presto dirigerà Tosca a Stoccolma, un concerto respighiano a Tokyo e La Traviata all’Arena di Verona. « Il Teatro Regio di Parma e il Maestro Battistoni - conferma Paolo Arcà - hanno ritenuto di interrompere in modo assolutamente consensuale, dopo la rinuncia di Battistoni a dirigere I Masnadieri, l’incarico di direttore principale ospite che sarebbe scaduto a fine 2013. Non si tratta di uno strappo, ma di una decisione assunta da entrambe le parti con spirito di amicizia e con la possibilità di collaborazioni future». Che dire? Le versioni combaciano. Sui motivi della rinuncia, Battistoni parla d’un «sovrapporsi di impegni». Un po’ generico. Ma in teatro usa così.

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  • chiara

    18 Aprile @ 09.48

    Che grave perdita per il teatro... e pensare che era ormai all'apice del successo: era già stato da Fazio ed aveva pubblicato un libro... ma per favore!!!!!

    Rispondi

  • francesca

    17 Aprile @ 14.56

    Non sarà una grande perdita , per fortuna che arrivano Ciampa e Beltramini

    Rispondi

  • carlotta

    16 Aprile @ 22.21

    Che grave perdita... Ah, ah, ah!!!

    Rispondi

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