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ParmaJazz Frontiere. Nuove prospettive con la maggiore età

ParmaJazz Frontiere. Nuove prospettive con la maggiore età
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Francesco Monaco

Quando un festival arriva alla 18ª edizione è fin troppo facile enfatizzare la ricorrenza parlando di «raggiungimento della maggiore età».   Il punto è che al giorno d'oggi chi compie 18 anni, una volta spente le candeline, deve prepararsi ad affrontare un percorso reso più accidentato dalla crisi. E anche il ParmaJazz Frontiere, pur ergendosi a baluardo di un genere (il jazz appunto) che nella nostra città vanta un'importante tradizione, suggellata anche dall'introduzione di corsi appositi al Conservatorio «Boito», e una scena tanto dinamica quanto ricca di talenti (al netto di certe frammentazioni), deve fare i conti con un bugdet dimezzatosi negli ultimi 4 anni e con una convenzione in scadenza a fine anno con il Comune che, per ammissione dell'assessore alla Cultura Laura Ferraris, dovrà essere ripensata con criteri nuovi, tali da poter travalicare il concetto di «frontiera»
L'ideatore, nonchè direttore artistico della rassegna Roberto Bonati, tuttavia, ha un «atout» con nome, cognome e ragione sociale: Walter Gaibazzi, indimenticato presidente di Fondazione Banca Monte. Fu lui, infatti, da appassionato di musica curioso ed aperto ai generi più contemporanei, a tenere a battesimo ParmaJazz Frontiere. E ancor oggi, a dieci anni dalla scomparsa dell'avvocato di Berceto, è la Fondazione Banca Monte a sostenere la rassegna in virtù di un legame che «è un vero e proprio sodalizio», per usare le parole del segretario generale Carla Dini, intervenuta in rappresentanza dell'attuale presidente Roberto Delsignore. «Un Festival che impreziosisce l'offerta musicale di Parma - l'ha poi definito Erico Verderi, responsabile relazioni esterne di Banca Monte Parma - e  una delle realtà più meritevoli di essere sostenute, giacchè in questi tempi difficili è inevitabile dover fare delle scelte». 
«Diciotto anni fa in pochi avrebbero scommesso sulla durata di ParmaJazz Frontiere - ha osservato con orgoglio Bonati, preoccupato anche di allontanare  dalla rassegna quell'idea di «festival di nicchia» che qualcuno le ha cucito addosso. «Certamente il nostro è un festival di ricerca - ha ammesso - che detta così sembra una cosa difficile, o per iniziati. Invece, ed è anche il senso del titolo di questa edizione, 'Rumori sensibili' (dal 30 ottobre all'8 dicembre, ndr), è una rassegna che si prefigge, attraverso spazi idonei, di rivalutare l'idea stessa dell'ascolto».
Casa della Musica luogo privilegiato, dunque, anche se non l'unico (un concerto si terrà a Teatro Due, due eventi collaterali di «Frontiere Off» al circolo Zerbini, l'immancabile chiusura dedicata a Caterina Dallara nel Salone delle Feste di Palazzo Sanvitale), con il suo presidente Marco Capra ben contento del ruolo di padrone di casa: «In questo 2013 abbiamo giustamente dedicato tante iniziative al bicentenario di Verdi e Wagner, ma questi grandi nomi non devono costituire un monopolio, ma semmai uno stimolo per avvicinarci ad altri generi».
Verdi naturalmente sarà ricordato dal cartellone di ParmaJazz Frontiere 2013 (l'ensemble Ruvido Insieme, diretto da Bonati, eseguirà un concerto di «Graffiti Verdiani») ma il fiore all'occhiello resta l'internazionalità, rappresentata quest'anno dagli americani Tim Berne e Jim Black e dalla russa Evelina Petrova, passando per l'«amica» Norvegia di Eivind Aarset, pur con un occhio di riguardo al jazz italiano: quello più celebre e celebrato di Franco D'Andrea, ma anche quello dei musicisti parmigiani, già affermati come Luca Savazzi e Alessia Galeotti, freschi di studi al Conservatorio, o allievi del Liceo Musicale «Bertolucci» .
 «I jazzisti di Parma hanno sempre suonato da noi - dice Bonati - e sono sempre stati invitati. Certo, questo è un festival e a tutti si richiede un progetto da festival. Ma il rapporto c'è sempre stato ed è sempre stato buono».
Non ascolteremo più, invece, la ParmaJazz Orchestra, sorta di house band giovane ed entusiasta: «Ma il budget ridotto ci ha impedito di mantenerla in piedi - ammette Bonati - anche perchè adesso c'è questa 'moda dilagante' che i musicisti dovrebbero suonare gratis perchè 'tanto si divertono'». Insomma, è bello compiere 18 anni, ma non c'è solo da festeggiare.

Il programma
30 ottobre
Casa della Musica – ore 21
Tim Berne Snakeoil (USA)

16 novembre
Teatro Due – ore 21
Jim Black Trio

17 novembre
Casa della Musica – ore 17
L’Incanto del Suono.
Performance degli allievi del Liceo Musicale “A. Bertolucci”. Direzione Roberto Bonati

23 novembre
Associazione  Gaibazzi (borgo Scacchini 3/a) – ore 18.30
Slanting Dots.
Luca Perciballi,  Alessio Bruno, Gregorio Ferrarese
 
24 novembre
Casa della Musica – ore 20.30
Sounds & Songs
Ricardo Costa Solo
a seguire
Graffiti Verdiani – Omaggio a Giuseppe Verdi
Ensemble Ruvido Insieme, direzione

27 novembre
Casa della Musica – ore 21
Artijoke.
Michele Bonifati, Vincenzo Moramarco.
a seguire
Luca Savazzi Trio feat. Alessia Galeotti. Luca Savazzi, Stefano Carrara, Paolo Mozzoni.
 
30 novembre
Associazione  Gaibazzi – ore 18.30
Viaggio al Centro del Violino
Emanuele Parrini solo

1 dicembre
Casa della Musica – ore 21
In 2: Michele Rabbia, Eivind Aarset
 
6 dicembre
Casa della Musica – ore 21
Franco D’Andrea Trio

7 dicembre
Casa della Musica – ore 21.00
Factor-Y Trio.
Vincenzo Mingiardi, Roberto Bonati, Roberto Dani
 
8 dicembre
Palazzo Sanvitale
(sede di Banca Monte Parma),
ore 21
“Una Stanza per Caterina”: Tribute to Tarkovsky.
Evelina Petrova Duo


 

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