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Nel cuore della Ghiaia, 100 anni crociati: viaggio in una mostra emozionante

Ancora fino al 31 gennaio: da non perdere - E se fosse il primo tassello del Museo dello Sport?

Mostra Cento anni di emozione crociate

Mostra Cento anni di emozione crociate

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Sono entrato perchè non potevo perderla, a 35 anni esatti dalla prima cronaca "crociata" (l'emozione di essere l'unico giornalista nel ritiro vicentino, alla vigilia dello spareggio con la Triestina che ci avrebbe regalato la serie B). Ma ne sono uscito addirittura sbalordito e un po' commosso.

Quella allestita in Ghiaia su "100 anni di emozioni crociate" non è una semplice mostra. Innanzitutto è un allestimento splendido: e mi vien da dire che è forse la prima cosa che valorizza davvero il sotterraneo della nuova Ghiaia delle polemiche...   Pensavo a qualche maglia e alcuni articoli di giornale (come in effetti, e questo è l'unico appunto agli organizzatori, si potrebbe pensare passando da fuori e guardando l'ingresso che è invece un po' "spoglio"). Ma una volta scesi al piano -1 , si è subito avvolti e conquistati da una vera  sinfonia gialloblù-crociata.

La storia della fondazione "verdiana", quella dello stadio Tardini, e poi via  via la carrellata delle "gesta" e dei personaggi. Quella strana maglia crociata, che sembrerebbe destinata a una lunga storia da comprimaria. Ma che poi, pannello dopo pannello, faccia dopo faccia e piede dopo piede alla ricerca del pallone e del gol, dalle difficoltà economiche di tanti decenni inizia pian piano a risollevarsi: la C conquistata a Varedo, la B dei due spareggi di Vicenza, le prime ambizioni con l'arrivo di Sacchi e poi il fantastico gruppo di Scala. E lì vorresti vedere nel giorno del derby-promozione ("Melli, Melli, Melli......goooooooool !") la foto di Ernesto Ceresini che invece non c'era nel giorno in cui pià di tutti avrebbe meritato di esserci. Allora lo immagini esultare nel prolungamento del precedente pannello in bianconero che lo vede con le braccia al cielo: quello dei gol di Scarpa e Ancelotti, quello dello spareggio di cui si diceva, quello della doppia gioia di cronista-tifoso.

Quando arrivi alla parata delle Coppe europee fai ancora fatica a crederci. Leggi l'editoriale di Cannavò e ti accorgi come la squadra di Wembley (e poi delle due Uefa e tutto il resto....) sia per sempre nella storia del nostro calcio, per le vittorie ma anche per l'immagine positiva che aveva saputo crearsi.

Infine, le pagine più recenti. Meno eclatanti ma non meno emozionanti: le difficoltà dopo il crac Parmalat,  lo spareggio-salvezza di Bologna, l'arrivo del salvatore Ghirardi, gli anni che portano fino a Giovinco e Cassano... A proposito, a chi si preoccupa di questa o quella futura partenza diciamo di uscire guardando il pannello del "crociato ignoto": un calciatore senza faccia, dove ognuno può farsi fotografare ed essere crociato per un giorno. Ecco, a pensarci bene, quel crociato ignoto è la garanzia che comunque anche in futuro ci saranno una squadra e una maglia crociata per la quale, al di là dei nomi, della serie e della classifica, vivere un po' di quella emozione (futile, minore, a volta fanatica ma anche splendida) chiamata calcio.........

(P.s. - E' solo un peccato che un simile allestimento possa ora andare perso o finire in qualche magazzino: sarebbe bello se Parma, nelle sue componenti, trovasse un luogo da valorizzare con questa mostra permanente, magari come primo tassello di quel Museo dello sport di cui si parla da tanti anni).

............................................

GLI ORARI - Piazza Ghiaia, fino al 31 gennaio. Lunedì chiuso - Martedì-Venerdì: 15-19 - Sabato 10-12,30 e 15-19 - Domenica 10-12,30

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  • HARRIS

    09 Gennaio @ 16.30

    Balestrazzi, non sono affatto d'accordo e penso, da sentito dire, che una roba del genere "museo dello sport" non la voglia nessuno in città e nel Parma: sarebbe un qualcosa di estremamente ridondante, farraginoso che è stata accantonata da tutti. Il museo dello sport non bisogna farlo, bisogna invece fare il museo del Parma al Tardini quando sarà risistemato. Mischiare baseball, calcio, ping pong, biliardo, mosca cieca, tiro alla fune, rugby, basket femminile non ha senso. Ad ogni club la sua storia e il suo museo. Come spesso fa con i numeri 10 o altre situazioni Lei, Balestrazzi, cerca di fare un "libro cuore" e stavolta ha tirato fuori dal cilindro il museo dello Sport. Tutto quel materiale che c'è alla mostra non deve restare in Ghiaia ma finire al Tardini quando sarà sistemato e i tempi non sono così lontani con la legge sugli stadi appena fatta. Spero che il messaggio sia arrivato forte e chiaro: no ad un museo dello sport che non avrebbe significato, sì al museo del Parma FC al TArdini. Sono sicuro al Parma FC la sua proposta non piaccia e spero che il museo dello sport non passi nell'anticamera del cervello dei lettori e di Marani. Se le Zebre vogliono il loro museo se lo fanno per cavoli loro: ma che interesse avrebbe un tifoso dell' Heeveren che viene a Parma per l'Europa League a vedere le foto della Lavezzini o dei pugili parmigiani??? DAilà, è una cosa quella del museo dello sport che era stata messa in giro tanti anni fa da gente incompetente e come tale questa idea deve essere accantonata e totalmente dimenticata. HARRIS 81

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