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Conte, ct azzurro "chiavi in mano"

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Antonio Conte è ufficialmente il nuovo ct della Nazionale. L’ex tecnico della Juve ha firmato il contratto che lo legherà agli azzurri per i prossimi due anni. A conferma dell’intesa raggiunta, il ritorno dell’avvocato dell’allenatore, Antonio De Rensis, e quello della sua consulente marketing, Giulia Mancini al Parco dei Principi. Gli emissari di Conte fino all’ultimo hanno limato i dettagli del contratto definito "complesso". 

Conte

"Non posso non dire di essere emozionato, al mio posto vorrebbero essere tutti gli allenatori del mondo". Abbronzato, sorridente ed elegante: l’era di Antonio Conte alla guida della Nazionale nasce nella sala conferenze dell’Hotel Parco dei Principi di Roma, tra raffiche di foto e domande anche scomode, definite "agghiaccianti" dal diretto interessato, ancora troppo rilassato per scendere sul piede di guerra e dunque più incline all’auto-ironia. "Sono orgoglioso del fatto che il presidente Tavecchio abbia pensato a me - spiega nell’affollato incontro con la stampa il neo ct azzurro - Sono molto contento e colgo occasione per salutare Cesare Prandelli, che in quattrro anni ha compiuto un ottimo lavoro. Mi preme anche ringraziare Arrigo Sacchi per il lavoro svolto per il nostro settore giovanile: quando vorrà, e finchè ci sono io, le porte della Nazionale saranno sempre aperte". Appena lasciata la Juve, Conte ha subito trovato un’altra panchina di prestigio: "Non pensavo di rientrare in pista dopo soli 35 giorni, anche perchè nella mia testa c'era il pensiero di aggiornarmi tecnicamente e tatticamente in giro per l’Europa, migliorare le lingue e aspettare l’arrivo, durante l’anno o a fine stagione, di un top club europeo. E' arrivata invece la telefonata per un top, top club. Le sfide mi hanno sempre esaltato e intrigato, e se la prima telefonata con il presidente è stata interlocutoria, nella seconda Tavecchio aveva capito di aver fatto breccia...". Conte dovrà ripartire dal flop mondiale, così doloroso da aver portato alle dimissioni di Prandelli ed Abete: "I giocatori sono gli stessi che provengono dall’esperienza non positiva dei Mondiali, ma abbiamo buoni calciatori e se riusciamo a farli diventare una squadra, sotto tutti i punti di vista, allora il gap con le altre nazionali, che possiedono più talenti, potrà essere colmato. Arrivo in un momento non semplice per la Nazionale, ma tutto il movimento ha bisogno di risollevarsi perchè Italia ha bisogno di ritornare in alto". Si accenna anche ai singoli, a cominciare da Giuseppe Rossi, ancora fermo per infortunio: "E' un patrimonio calcistico, mi auguro e spero possa risolvere in maniera definitiva i suoi problemi per il bene della Fiorentina e della Nazionale. Spero di averlo a disposizione". Su Mario Balotelli il discorso si fa invece più delicato: "Da oggi tutti i calciatori italiani possono ricevere la convocazione, che deve essere meritata. Io guardo tutto, sia l’aspetto tecnico-tattico in campo, ma anche e soprattutto quello che capita fuori. La mia esperienza mi ha insegnato che è soprattutto l’uomo che aiuta a risolvere problemi: se c'è da scegliere tra un grande uomo e calciatore medio e un ottimo calciatore e uomo medio, io scelgo sempre il primo". E ancora, sul tema: "Quando ero calciatore c'era un’ansia positiva la domenica, dopo la partita, nell’attesa dell’eventuale convocazione. Mi piacerebbe riuscire a riportarla, qui non c'è niente di scontato per nessuno, mi devono dimostrare sul campo e fuori che vogliono venire a tutti i costi. Meglio 25 entusiasti e più scarsi che uno che pensa che sia convocato a prescindere. Bisogna ripartire da zero e mi fido solo dei miei occhi, giudici inappellabili". Di certo, Conte si fiderebbe di Pirlo, che non ha ancora sciolto del tutto le riserve su una sua disponibilità alla causa azzurra dopo un affrettato addio: "E' un campione e per me un grandissimo punto di riferimento. Anche lui è tra i convocabili, è inevitabile che, visto le sue dichiarazioni post Mondiale, debba parlarci. Voglio che mi dica cosa sente e voglio che senta quello che ho da dirgli, in maniera tranquilla e serena". Conte torna sul suo addio alla Juve dopo i tre scudetti di fila: "Dopo tre anni in cui ho iniziato un percorso bello e vincente, si è giunti a naturale conclusione del rapporto. Abbiamo cercato di vedere in due mesi se era possibile continuare ma il distacco è avvenuto per il bene di tutti. Non ci sono supposizioni o fantasie, e ci sono voluti gli attributi per prendere una decisione similè. Il mister pugliese cercherà comunque di trapiantare in Nazionale la sua maniacale ricerca del successo: "La vittoria è una dolce condanna, io vivo per la vittoria e per ottenerla. Quando perdo, e mi auguro che capiti poco in Nazionale, c'è una morte apparente per me e i miei familiari nei succesivi due giorni. Sono qui per portare la mia mentalità, per far capire la differenza che esiste tra vincere o perdere e vincere o pareggiare. Lavoreremo affinchè anche in Nazionale la vittoria sia una dolce condanna. Lo spirito Juve? Vorrei quello spirito che ha contraddistinto tutte le mie squadre, dall’Arezzo al Bari, dall’Atalanta al Siena, fino alla Juve. E’ un marchio di fabbrica e lavoro col mio staff affinche ciò avvenga. E' una sfida intrigante in un momento non semplice, ma a me piace la sfida: io do tutto me stesso nel lavoro e la cosa brutta per gli altri e che chiedo loro altrettanto". La sua seconda pelle bianconera, assicura, non gli sarà di ostacolo: "Oggi sono l'allenatore di questa squadra e di tutto il popolo italiano. Nella mia testa e cuore c'è un colore belissimo, l’azzurro, e dentro di questo tantissimi altri colori. La mia intenzione è quella di essere un ct che si rapporta con tutti i club, allenatori e giocatori, per avere un rapporto costante e intenso. Se vogliamo crescere sotto tutti punti di vista, è giusto che un ct vada incontro ad un allenatore di club, confrontandosi sulle metodologie, per chiedere se un calciatore ha bisogno di un lavoro particolare e per costruire qualcosa di importante. Riuscendo così ad avere meno intransigenza dai tecnici nel caso chieda dei calciatori in momenti specifici: la mia intenzione è che l’Italia diventi una squadra con la s maiuscola". Capitolo calcioscommesse. Conte si ritrova ct, scelto da una federazione da lui criticata per quella squalifica mai accettata: "Non ho cambiato idea, dopo un anno e mezzo ribadisco che quella fu una squalifica ingiusta, ho pagato 4 mesi con grande dolore, mio e della mia famiglia. Però anche questo mi ha aiutato a crescere dal punto di vista umano, e stare qui è la risposta migliore per tutti". Da juventino purosangue, Conte ha sempre avuto una posizione diversa dalla Figc circa gli scudetti realmente vinti dai bianconeri. Ora, ovviamente, usa toni più morbidi: "Quelli che che mi hanno regalato più gioia sono otto, i cinque vinti da calciatore e i tre da tecnico. Sono questi quelli che ricordo di piu”. L’unica risposta leggermente piccata è a chi immagina un’ingerenza dello sponsor Puma, quello che paga una parte rilevante del suo stipendio, sulle convocazioni: "Mi dispiace anche che mi sia faccia questa domanda. Chi conosce anche un po' l'uomo e il professionista sa benissimo che niente e nessuno potrà decidere al posto mio". Ribadita la necessità di organizzare stage con una certa frequenza e presa ad esempio la Nazionale di Prandelli che arrivò in finale agli Europei ("E' quella la strada da seguire, una squadra entusiasta, che sprizzava gioia e aveva voglia di conquistare"), Conte ammette di non gradire l’espressione "codice etico": 'Mi piace essere pratico e parlare di comportamento. Non c'è uno standard, verranno prese decisioni in proposito in base alla mia testa e moralità. Se ci saranno punizioni, varieranno a seconda delle verranno prese decisioni in proposito. Se punizioni devono essere, varieranno a seconda dei miei giudizi, non per le giornate di squalifica".

 

Subito al lavoro

La sua Italia è già vicinissima al varo: incombe l’amichevole con l'Olanda, poi si farà sul serio con la Norvegia, primo step verso l'Europeo che dovrà far ritornare la squadra azzurra in alto nel ranking Fifa. Un obiettivo al quale Conte ha legato anche la durata della sua avventura azzurra: il contratto è biennale, il Mondiale russo se lo dovrà guadagnare a suon di risultati.

Tavecchio

«Per ingaggiare Conte abbiamo usufruito del supporto dello sponsor, con un contratto innovativo. Ma la nazionale è affidata a Conte chiavi in mano: non ha bisogno di consigli». Lo ha detto il presidente federale Carlo Tavecchio, parlando del contratto del nuovo ct. «Puma è partner privilegiato, ma non ci sono situazioni compromesso». «Antonio Conte è uno dei tecnici più importanti d’Europa: non si poteva non scegliere l'eccellenza per il maggior assett del calcio italiano. E' un condottiero, capace di far venire i brividi quando si alza la bandiera tricolore, e di rappresentare un Paese che vuole sentirsi unito», ha aggiunto. 

Il contratto e lo sponsor

"Puma è un partner privilegiato, ma non ci sono situazioni compromesso. Le riflessioni fatte sono tutte rispettabili e ci hanno fatto fare un’inversione: la Figc si assumerà in proprio il contratto di Conte, senza interferenze esterne, con l’aiuto di un pool di sponsor. E’ stata chiusa la polemica in maniera brillante. Dirò che il compenso del miglior mister in Europa è in linea con quanto previsto con i nostri budget, con le integrazioni a carico dei nostri sponsor. E in più la Figc è titolare del 100% dei diritti d’immagine di Conte, se siamo capaci di far fruttare questo importante asset andremo in plus, come si dice in termini economici. A chi paventa sciagura dico che la grande professionalità del mister non ha bisogno di essere assistita: ha la nostra fiducia al 100% e le chiavi in mano, chi ha le chiavi in mano gestisce la macchina come vuole". Ha detto il presidente della Figc, Carlo Tavecchio. "Il mio ingaggio rientra nei parametri e devo dire che ho ceduto tutti i miei diritti d’immagine, cosa mai fatta in passato in precedenza. Anche i miei emolumenti erano decisamente maggiori nel passato. Questo dimostra il grande lavoro della Federazione, e io ho fatto grandi passi avanti per accettare questo incarico. La polemica sul contratto è secondaria, mi interessa in questo momento lavorare e percorrere strada difficile e tortuosa. A queste polemiche rispondo con fatti e non con parole", ha detto il nuovo ct.  L’unica risposta leggermente piccata è a chi immagina un’ingerenza dello sponsor Puma, quello che paga una parte rilevante del suo stipendio, sulle convocazioni: "Mi dispiace anche che mi sia faccia questa domanda. Chi conosce anche un pò l'uomo e il professionista sa benissimo che niente e nessuno potrà decidere al posto mio".

 

 

 

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  • Matteo

    20 Agosto @ 08.39

    Però vedete c'è sempre qualcuno che ci crede...io personalmente non guarderò ne Campionato ne Nazionale... Ormai è troppo ridicolo , tutto troppo compromesso....è il riflesso della politica... Nessuno voleva Tavecchio ....ed ecco Tavecchio Nessuno voleve Conte....ed ecco Conte... Io mi limiterò a guardare i gol semplicemente per vedere la bellezza del gesto atletico, non perderò certo tempo a guardare il partite o programmi pilotati....e tassativamente non metterò piede allo stadio....

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  • susanna

    20 Agosto @ 07.47

    Adoro il calcio, ma quando Conte ha lasciato la Juve ho esultato, felice dal profondo del mio cuore calcistico di vivere, finalmente, un campionato senza la sua incapacità a perdere, le sue dichiarazioni così boriose...l'amore e la stima che prova per sè sono così tangibili da farlo diventare un personaggio assolutamente fastidioso. Ma uno come lui deve stare al centro della scena, altrimenti come sfama il suo ego? dovevo immaginarlo avesse qualcosa in mente! E me lo ritrovo in nazionale, che detta le regole contrattuali, vuole questo e questo e quello, parla e si muove come se già si sentisse il salvatore della patria! Conte e Tavecchio costituiscono proprio una gran bella coppia.....presi singolarmente fanno rabbrividire, messi insieme si raggiunge l'apice dello sconforto!

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  • allucinante

    19 Agosto @ 21.49

    VERGOGNA era già tutto programmato dalle dimissioni di Prandelli.......

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  • Claudio

    19 Agosto @ 16.12

    Mi associo al sig. "Io": da oggi tiferò per San Marino.

    Rispondi

  • antonio

    19 Agosto @ 14.27

    In tempo di crisi questo si che è un bell'esempio, e fra un anno quando anche lui avrà toppato presidente e allenatore si aumenteranno lo stipendio come incentivo

    Rispondi

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