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Negli anni Sessanta l'"inferno" della D

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Il Parma nella sua storia centenaria ha già conosciuto la discesa all'«inferno» della serie D. Sono passati tanti anni da quella «prima volta» ma qualche similitudine con le disgraziate vicende attuali esiste. Scorrendo gli almanacchi si scopre infatti che i crociati in questa categoria hanno militato per quattro campionati dal '66 al '70. Un quadriennio che coincise con uno dei periodi più bui della società che conobbe, com'è accaduto adesso, la messa in liquidazione. Momenti duri che coincisero con una caduta libera iniziata qualche tempo prima.
Nel campionato '64-'65 infatti i crociati guidati da Bruno Dazzi (a cui poi in panchina subentrerà Bruno Arcari), dopo undici stagioni ininterrotte in serie B, chiusero all'ultimo posto e furono retrocessi in C. Ma lì non restarono molto. La squadra allenata da Ivano Corghi, all'ultima giornata fu sconfitta 2-1 dal Piacenza e finì il torneo al penultimo posto, appena prima dell'Ivrea, retrocedendo con essa in D. Nonostante fosse una «nobile decaduta», il campionato successivo dei crociati non fu facile. Ci furono molti problemi economici e i risultati non arrivarono. Sul ponte di comando, Dante Boni, storico allenatore crociato, lasciò poi il posto a Sergio Brighenti. Fu l'inizio delle sfide in questa categoria contro il San Secondo che per anni rappresentarono il derby per la squadra crociata. Nel primo il Parma si impose per 3-0 con un gol di Capelli e una doppietta di Ferrarini. Al ritorno, dopo un rinvio per impraticabilità del campo, raccolse invece soltanto un punto; andati in vantaggio nei primi minuti su rigore con Bellei i parmigiani furono infatti raggiunti poco dopo da Maranzoni. Al termine della stagione il Parma chiuse sesto a 39 punti, undici in meno della capolista Città di Castello, promossa in C.
Nella stagione successiva in D, i crociati ottennero lo stesso piazzamento (sesto posto) mentre in C salì la Cremonese. Nel corso della stagione il «solito» derby contro il San Secondo finì come in quella precedente: vittoria dei crociati all'andata - 1-0 grazie al gol di Gatti - e 0-0 al ritorno. Nel frattempo i problemi economici si fecero via via sempre più gravi. La società venne messa in liquidazione e cambiò denominazione da As a Parma Fc. Intanto arrivò il campionato '68-'69 in cui il Parma, affidato ancora una volta a Dante Boni, sostituito poi da «Veleno» Lorenzi, chiuse quattordicesimo. Un piazzamento che significò salvezza, ma che non servì a mantenere la società nella categoria. Al termine della stagione, infatti, arrivò il fallimento e la cessazione dell'attività. Anche in quell'occasione, come scrivono nel loro preziosissimo «Almanacco Parma 100» Carlo Fontanelli e Michele Tagliavini, «ogni tentativo effettuato dai curatori (termine che evoca le ultime vicende, ndr) e da alcuni personaggi come Mario Bertolini, per evitare il peggio, non riescono a cambiare l'esito della vicenda». Per quanto riguarda i risultati stavolta nel derby il saldo fu a favore del San Secondo che all'andata espugnò il Tardini 1-0 grazie alla rete di Conti e al ritorno impose ai crociati lo 0-0.
Quello stesso anno però dalla Prima categoria Emilia Romagna, l'Eccellenza di allora, salì in D la Parmense. Nata dal Gruppo Sportivo Salvarani, in origine Circolo ricreativo culturale sportivo Golese, assorbì di fatto il «vecchio» Parma. Infatti la stagione successiva, quella '69-'70, ai nastri di partenza si presentò la Parmense che giocò la sua «ultima» gara il 21 dicembre 1969 in casa del Pavia. Poi, grazie alla disponibilità della società stessa, e all'impegno di Giorgio Orlandini, di Mario Bertolini e dei fratelli Salvarani che regalarono il titolo, si arrivò alla fusione. Nacque (o rinacque) così il Parma Ac che, corsi e ricorsi storici, debuttò proprio il 4 gennaio 1970 con un 3-1 inflitto al San Secondo, battuto 2-0 anche al ritorno.
Presidente restò lo stesso della Parmense, Ermes Foglia, che in futuro porterà i crociati in B. Tra i calciatori di quella squadra spiccò invece l'ex milanista ed ex azzurro Bruno Mora, parmigiano del sasso ingaggiato dallo stesso Foglia a campionato in corso e che rimase in maglia crociata anche nella stagione successiva. In quel periodo si mise in luce anche un goleador del calibro di Orazio Rancati che alla fine della stagione ottenne un bottino di quattordici reti. Il pubblico comunque tornò allo stadio e il suo entusiasmo fu ripagato subito dalla promozione in serie C a quota 52, due punti in più del Crema. In seguito, dal campionato '70-'71, prima di spiccare il volo verso la serie A e verso l'Europa, le coppe e le soddisfazioni, il Parma veleggiò per vent'anni tra C e B, non conoscendo mai più l'amarezza della serie D. Fino a due giorni fa.

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