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Dalla lite Renzi-Salvini al giallo sulle dimissioni di Ventura: tutte le reazioni

Dalla lite Renzi-Salvini al giallo sulle dimissioni di Ventura: tutte le reazioni
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Il ct della Nazionale Gian Piero Ventura è rientrato a Bari da Milano dopo il flop nella gara di ritorno degli azzurri con la Svezia. Giunto con il volo da Milano Linate alle 13,40 nell’aeroporto Karol Wojty?a, ha evitato ogni contatto con i media presenti nello scalo, scegliendo, accompagnato dalle forze dell’ordine, una uscita secondaria: è uscito dal varco doganale, vicino al vecchio aeroporto, per tornare in famiglia. A intercettarlo l’inviato de 'Le Ienè. «Un pò di educazione», gli chiede Ventura nel frame diffuso da Mediaset, mentre col microfono l’inviato tenta la domanda. «Con educazione, si dimette o no? Ce lo promette?», e il tecnico risponde «Sì».
Ventura trascorrerà le prossime ore cercando di assimilare l'amarezza per lo storico flop tra la propria abitazione e quella dei suoceri. Piccolo giallo su un botta e risposta tra le Iene e Gian Piero Ventura all’arrivo del ct azzurro a Bari: la trasmissione ha diffuso una clip in cui si vede un inviato che chiede al tecnico, in un atmosfera concitata (Ventura, attorniato, invoca più volte "educazione"), «Si dimette o no? Ce lo promette?». «Sì», risponde l’allenatore, senza guardare l’interlocutore. Per poi però negare con un sms all’Ansa di avere annunciato dimissioni all’inviato delle Iene: «Non ho mai detto questo». 

Malagò: "Fossi Tavecchio mi dimetterei"

Rinnovare e rifondare il calcio italiano a partire dai suoi vertici, primo fra tutti il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, a cui è legata la scelta di Giampiero Ventura commissario tecnico della Nazionale italiana fuori dai Mondiali a 60 anni dall’ultima debacle. Non fa giri di parole il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che il giorno dopo la clamorosa mancata qualificazione degli azzurri a San Siro dà voce al pensiero del Bel Paese intero rifilando il benservito al n.1 della Federcalcio. «L'ho sentito al telefono - le parole espresse dal capo del Coni - gli ho chiesto che intenzioni avesse, e mi ha detto che domani ci sarà questa riunione in Figc. Come sapete è padrone di assumersi le responsabilità, ma se fossi in lui mi dimetterei».
A volere subito una ristrutturazione fin dalle fondamenta del mondo del pallone è lo stesso ministro dello sport, Luca Lotti, secondo cui «il calcio va rifondato del tutto. E’ il momento di prendere delle scelte che forse negli anni passati non si è avuto il coraggio di prendere. Questo mondo va fatto ripartire dai settori giovanili fino alla Serie A. Paradossalmente - aggiunge il ministro dello sport - la presentazione di quest’accordo (tra Atalanta e Credito sportivo per la ristrutturazione dello stadio Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo, ndr) arriva proprio oggi. Ho detto che il calcio italiano è da rifondare ma c'è anche qualcosa di buono, come dimostrano squadre come l’Atalanta e l’Empoli con i loro vivai. La rinascita del nostro calcio parte anche dalle infrastrutture sportive e dagli stadi». A proposito di dimissioni dei vertici del calcio Lotti lascia il testimone ai diretti interessati: «Spetta a loro decidere. Credo sia importante cogliere questo momento per mettere a posto tutto il calcio italiano, dai settori giovanili in poi».
Un cambiamento radicale che, già domani pomeriggio con una riunione nella sede della Figc in Via Allegri a Roma, dovrebbe cominciare a prendere forma attraverso l’addio al Ct Giampiero Ventura: «Di fatto sembra che il suo contratto sarebbe stato rinnovato solo esclusivamente in caso di qualificazione dell’Italia al Mondiale - ricorda il numero uno del Coni Malagò - Siamo a fine novembre e presumo che questo contratto ci sia ancora per qualche mese, la sostanza quindi cambia poco. Di fatto Ventura non ha il rinnovo. Che si dimetta oggi, o fra un mese cambia poco. Mi sembra che su Ventura gli elementi sono acclarati».

Lite Salvini-Renzi: "Colpa degli stranieri". "Sciacallo"

 Matteo Salvini che, commentando a caldo una partita che dice di non aver visto, ha dato la colpa della prestazione degli azzurri alla eccessiva presenza di stranieri in Italia e ha chiosato utilizzando l’hashtag #StopInvasione, cui ha legato la sua campagna contro lo sbarco di profughi e migranti sulle nostre coste. «Ci sono altri leader politici che si sono buttati come sciacalli sulla vicenda» della esclusione dell’Italia dai mondiali di calcio, «a cominciare da Salvini che ha dato la colpa all’immigrazione. Chi conosce il calcio sa che gli argomenti di Salvini sono ridicoli: gli stranieri stanno in Germania, Francia, Inghilterra, Spagna, ovunque e ancora molti di noi hanno nella mente l’immagine della Francia multietnica campione del mondo nel 1998». Lo scrive il segretario del Pd Matteo Renzi nella sua newsletter Enews.

Il minitro Lotti: "Un problema che riguarda tutti: rifondiamo"

La debacle mondiale degli Azzurri è frutto di «un problema che riguarda tutti, anche culturale. Di come si insegna a fare calcio, riguarda anche i genitori su come si sta in tribuna. E’ il caso di ripartire anche da lì fino alle massime serie». Lo dice il ministro dello Sport, Luca Lotti. «Decisioni importanti di Ventura e Tavecchio? Spetta a loro decidere - ha aggiunto Lotti - Credo sia importante cogliere questo momento per mettere a posto tutto il calcio italiano, dai settori giovanili fino alla Serie A».  Il ministro dello Sport ha quindi specificato che «tutti dobbiamo dare una mano, le parole di Buffon ieri sono state molto chiare. E’ evidente che dobbiamo dare tutti una mano a far ripartire il mondo del calcio in tutti i sensi. Non è che abbiamo scoperto che ci sono alcuni problemi, non è solo dalla la partita con la Svezia che si è capito che c'è qualcosa che non va».
Lotti ha anche ricordato che «siamo usciti dagli ultimi due mondiali al primo turno, non si riescono ad eleggere i presidenti di Lega di A e B, insomma c'è tanto da fare e credo sia opportuno davvero sfruttare questa occasione, lo dico in negativo, per rifondare del tutto il calcio italiano».
A chi si aspetta un’epurazione in Federcalcio a partire dai suoi vertici, il responsabile del Governo ha risposto: «Credo sia il momento in cui tutti devono fare la loro parte - ha concluso Lotti - ciascuno per il proprio compito. Come Governo stiamo provando ad aiutare il calcio con la riforma dei diritti tv, a come si vende il nostro prodotto all’estero. C'è ancora molto da fare ma dobbiamo farlo tutti insieme».

Maradona: "Sono triste"

Mi dispiace molto che l’Italia resterà fuori dal Mondiale. Gli italiani hanno sempre dato colore alle coppe del mondo. E’ triste che l’Italia, una grande, una delle nazionali storiche, sia stata lasciata fuori dal Mondiale di Russia...». Con questo post sulla propria pagina Facebook Diego Maradona esprime la delusione per la mancata qualificazione degli azzurri, suoi avversari in tante partite mondiali, dal 1982 al 1990 in Spagna, Messico e Italia. Poi Maradona esamina dal punto di vista tecnico la sfida di ieri fra Italia e Svezia. «Ho visto la partita di ieri - spiega - e mi è sembrato che l’Italia abbia giocato come voleva la Svezia, per vie centrali. E loro hanno due centrali enormi. La concorrenza si fa sempre più dura e difficile».

Zoff: "Cruciale la sconfitta con la Spagna"

«Il momento cruciale che ha portato a questa disfatta è stato la sconfitta con la Spagna": la vede così il capitano della squadra campione del mondo 1982, Dino Zoff, intervistato da 'Premium' dopo la clamorosa eliminazione della nazionale. «Quella partita - ricorda l’ex ct - ci ha dato una batosta psicologica che abbiamo patito troppo: da quel giorno abbiamo cominciato a cercare altre vie, altre strade e in questo modo abbiamo perso il filo. Forse il gruppo era un pò ristretto, ma era un buon gruppo che comunque non è stato all’altezza».
Le mancate dimissioni di Ventura paragonate con le mie post Europeo? «Nel mio caso ci sono state delle riflessioni - risponde Zoff - ma penso che quello che ho fatto andava fatto. Poi su quello che fanno o non fanno gli altri non mi metto a sindacare. Di Ancelotti non occorre che parli bene io», chiude Zoff ricordando come «anche io finii la mia carriera in Nazionale con una sconfitta in Svezia, sarà destino».

Cairo: "Ventura, un ospite più che un ct"

«Sinceramente, alla fine di questa avventura non ho visto il Ventura che conoscevo. Mi è sembrato di vedere quasi un ospite più che un ct": è la considerazione del presidente del Torino, Urbano Cairo, all’indomani dell’esclusione dell’Italia dal Mondiale. «Forse Ventura è più un allenatore da squadra che da nazionale», ha osservato Cairo, prima di partecipare alla commissione diritti tv della Lega Serie A, a proposito dell’allenatore con cui ha lavorato al Torino. «Da ct - ha aggiunto Cairo parlando del commissario tecnico azzurro - ha i giocatori per poco tempo a disposizione. Non ho visto il vero Ventura. Anche ieri sera contro la Svezia: sono giocatori di due metri, giocare tutte le palle alte significa sbattere su un muro. E’ il contrario di ciò che andava fatto. Poi le dimissioni sono una cosa epocale».

Sacchi: "Un'eliminazione non casuale"

«Questa sconfitta non è arrivata improvvisamente, perchè noi arriviamo da due Mondiali disastrosi». Arrigo Sacchi non è sorpreso più di tanto dalla clamorosa eliminazione dell’Italia dal Mondiale. «La formazione giusta è figlia di tante valutazioni e diciamo che se mancano tutte queste componenti rischi di essere anche sfortunato - spiega l’ex ct a Premium - Insigne non è un giocatore che risolve le situazioni. L’Italia ha un problema culturale: consideriamo individuale quello che invece è uno sport di squadra». Sacchi spende anche due parole su Ventura: «I fischi sono figli del risultato, perchè si giudica sempre quello, e non del lavoro: non si può mettere in discussione una lunga carriera che è stata di un buon livello, anche se non un livello eccelso. In queste situazioni si cerca sempre il capro espiatorio: ci mettiamo a posto la coscienza allontanando il singolo. Ma non è mai il singolo a determinare i risultati. Ancelotti? E’ un grande, ma vogliamo aiutarlo? Allora dobbiamo fare molte cose diversamente da come le abbiamo fatte fino ad adesso».

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