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Speciale - Fascismo e antifascismo ai tempi di internet. Viaggio parmigiano fra monumenti e nuove culture, libri di storia e You Tube, giovani e anziani

Speciale - Fascismo e antifascismo ai tempi di internet. Viaggio parmigiano fra monumenti e nuove culture, libri di storia e You Tube, giovani e anziani
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Prologo:

Questo articolo è del 2009. La notizia della polemica di oggi ( 12 aprile 2016) tra il sindaco di Parma e Casapound ci dice che forse il tema è ancora attuale. In quell'articolo di 7 anni fa avevamo cercato di mettere insieme, sul web, alcune fonti nazionali e parmigiane che potessero chiarire alle nuove generazioni i concetti e la storia, nazionale e locale, di fascismo e antifascismo. Avevamo cercato allora, e così rifacciamo oggi, di mettere in fila questi link nel modo più oggettivo: ma senza naturalmente poter dimenticare che da una parte si parla di una dittatura, che portò l'Italia ad una disastrosa guerra, e dall'altra c'è invece il movimento di chi cercò (ovviamente con il determinante intervento degli americani e degli altri alleati) di liberare Parma e l'Italia da quel giogo. Ecco allora, per chi è interessato, quello "speciale" del novembre 2009. Buona lettura:

"Leggendo i vari commenti,noto molta confusione, La prego Sig. Balestrazzi faccia un articolo spiegando chiaramente cos'è stato il fascismo e l'antifascismo.Grazie "
(commento inviato da "Drago" il 22/11/2009 alle 07:34 )

Questo è uno dei commenti (quasi 100) che erano arrivati a gazzettadiparma.it dopo il sabato 21 novembre 2009 che aveva visto nel quartiere Montanara il corteo organizzato dal Comitato antifascista (un migliaio di persone) per chiedere la chiusura della sede dell'associazione Casa Pound . Un'associazione che, secondo il comitato, si richiama al fascismo in un modo tale che renderebbe la propria attività in contrasto con la Costituzione. E Casa Pound, al corteo antifascista, aveva risposto con una riunione nella sede di via Jacchia, alla presenza del proprio leader nazionale Gianluca Iannone.

Pur ringraziando Dario per la fiducia, un cronista parmigiano è una cosa ben diversa da uno storico. E quindi non ho pensato di raccogliere un invito così impegnativo. Però poi, proprio da cronista, ho pensato che poteva invece essere interessante provare a immedesimarmi in chi, leggendo di questo particolare sabato nel Montanara, volesse approfondire temi come fascismo e antifascismo. E, ancor più interessante, poteva essere farlo attraverso i mezzi che i giovani praticano ogni giorno: internet, You Tube, Wikipedia...Così, questa inchiesta è anche un'occasione per mettere alla prova l'efficacia e l'attendibilità di questi strumenti, un tempo impensabili: strumenti eccezionali, anche se non sempre attendibilissimi.

Ecco allora questo viaggio, per tutti i lettori che vorranno accompagnarci. Senza pregiudizi e senza conclusioni già pronte. E scusandoci in anticipo per omissioni e imprecisioni, che ovviamente ci impegniamo a rimuovere attraverso l'aiuto, interattivo come vuole internet, che arriverà dai lettori. Lettori che poi, ovviamente, saranno liberi di continuare la discussione già iniziata da tempo attraverso lo spazio commenti, perchè se c'è una cosa che non deve fare paura a nessuno è il confronto fra le idee.

L' inchiesta - FASCISMO E  ANTIFASCISMO AI TEMPI DI INTERNET: VIAGGIO PARMIGIANO FRA MONUMENTI E NUOVE CULTURE, LIBRI DI STORIA E YOU TUBE, GIOVANI E ANZIANI

di Gabriele Balestrazzi

Prima parte - Documenti

SU INTERNET - Su internet, come ormai tutti sanno, c'è un'enciclopedia che si chiama Wikipedia. Ha il pregio (e allo stesso tempo il difetto) di essere fatta "dal basso", con l'intervento dei lettori. Che è in qualche modo regolamentato, ma che non impedisce imprecisioni a volte anche clamorose. Quindi, è anche un esempio di come ciò che leggiamo su internet vada preso con le molle: cosa che del resto può valere anche per una enciclopedia di carta, o a maggior ragione per un articolo, compreso quello che state leggendo.

Partiamo comunque di qui. Ecco le definizioni che Wikipedia dà delle voci fascismo e antifascismo .

Se si vuole  arricchire il discorso con delle immagini, anche sul tema del fascismo You Tube è un'immensa videoteca globale: se ad esempio cercate la voce fascismo , già solo in lingua italiana vi usciranno 12mila risultati. Fra i quali dovreste poi cercare con grande pazienza, perchè la voce fascismo esce sia per proporre immagini d'epoca che, ad esempio, per un intervento televisivo nel quale Marco Travaglio parla di "fascismo che ritorna".  Stessa cosa per l' antifascismo . Al di là dei numeri (qui "solo" 4mila filmati), c'è la stessa mescolanza tra filmati storici e manifestazioni antifasciste dei giorni nostri.

Allora, a costo di farvi per una volta rinunciare all'amato You Tube, consiglieremmo un sito meno frizzante ma storicamente più affidabile: l'archivio storico dell' Istituto Luce . Qui, soprattutto nei famosi cinegiornali d'epoca (4mila ore di filmati !), potete trovare anche l'atmosfera di quel periodo. Qualche esempio a caso: l'adunata dei balilla (= giovani fascisti) a Roma nel '28; Mussolini visita l'Alfa Romeo a Milano,...  Ma se il sito ufficiale vi obbliga a registrarvi o vi sembra troppo complicato, una via di mezzo è tornare a You Tube e cercare, ad esempio, "istituto luce mussolini" : troverete una settantina di filmati fra cui scegliere.  Per farvi perdere ancor meno tempo, eccovi i link al  Discorso del ventennio fascista e alla Dichiarazione di guerra del 1940 .  Ad accogliere la dichiarazione di guerra, come si vede e si sente nel filmato, c'è una piazza gremita e compatta.

Se invece volete leggere del fascismo partendo da destra, potete andare sul sito (un nome un programma)  ilduce.net , che è evidentemente creato da nostalgici (visto che il sottotitolo è "la storia di un italiano che amò la sua Patria").

SUI LIBRI - Un consiglio, comunque la pensiate: sfruttate le indubbie ed eccezionali potenzialità che oggi vi offre internet (pur con le cautele che dicevamo), ma non rinunciate al piacere, anche "fisico", di sfogliare un libro. Che poi ovviamente, allo stesso modo di un sito web, potrà trovarvi d'accordo o vedervi dissentire. E anche se avete già una vostra idea, cercate di confrontare opere dal taglio ideologico differente, per farvi un'opinione più completa e profonda.

Quando si parla delle storie del fascismo "di carta", vengono spesso citati due autori: Renzo De Felice e l'inglese Denis Mack Smith , autore di una monumentale Storia d'Italia.  E, prima di andare in libreria, su internet troverete forum e siti che commentano, da destra e da sinistra, questi e altri libri dedicati al fascismo.  Ma a volte ancora più efficace della Storia è il racconto giornalistico, perlomeno se a firmarlo sono grandi giornalisti.

Io vi segnalo due brevi passaggi, di due grandi del giornalismo italiano, entrambi scomparsi.

Indro Montanelli aderì al fascismo e fu un giovane balilla . Se ne staccò gradualmente, anche sotto l'influenza di Leo Longanesi e Giuseppe Prezzolini, e soprattutto in virtù del suo carattere anticonformista che lo avrebbe poi portato a tante battaglie nel segno dell'autonomia: dalla creazione del Giornale quando non si riconobbe più nella linea del suo Corriere della sera che sembrava spostarsi a sinistra, fino all'avventura della Voce , quando al Giornale la presenza dell'editore Berlusconi, sceso in campo in politica, si fece per Montanelli troppo ingombrante .

Dal libro "L'Italia del Novecento", scritto insieme a Mario Cervi (ed. Rizzoli) , ecco un primo brano, nel quale Montanelli riconosce meriti a Mussolini: Negli stessi mesi in cui assordava gli italiani con un'orgia di retorica, il Regime offriva loro una serie di realizzazioni concrete e indiscutibili. Mussolini aveva inaugurato Littoria, la prima delle cittadine dell'agro romano bonificato,....Grandi navi scendevano dagli scali, e il Rex conquistò il nastro azzurro per la più veloce traversata atlantica, congiungendo l'Europa agli Stati Uniti in quattro giorni e mezzo...Entrava in funzione l'autostrada Milano-Torino.....

Sulle leggi razziali del 1938:   furono motivo di sgomento per gli ebrei e di indignazione per la stragrande maggioranza degli altri italiani. Ne apparve chiara, immediatamente, la estraneità non soltanto alla storia del Paese, ma alla storia stessa del fascismo. Vennero intese come un prodotto di importazione e come il frutto peggiore dell'adeguamento mussoliniano alla "moda" tedesca.

Sull'entrata in guerra: Abbacinato dalle vittorie tedesche, Mussolini aveva ormai optato per la guerra, ma voleva anche comandarla"... ..Il Duce disse: "Secondo le leggi della morale fascista, quando si ha un amico si marcia con lui fino in fondo". E infine lanciò la parola d'ordine: "Vincere!"

Infine una riflessione sulla deposizione di Mussolini (luglio 1943) e sul comportamento degli italiani: La disinvoltura, miscelata a frivolezza, con cui l'Italia fascista ripudiava il fascismo testimoniava la profonda decomposizione del Regime, ma anche la superficialità e leggerezza di un Paese allergico al caso di coscienza.

Di Montanelli, se proprio non riuscite a fare a meno di internet, c'è anche un brano di intervista su You Tube , nella quale parla di Mussolini: anzi, di quelli che secondo Montanelli furono "i tre Mussolini".

Il secondo giornalista è  Enzo Biagi , che da giovane aderì alla Resistenza e fece parte delle brigate "Giustizia e Libertà". Di lui  mi limito a ricordare queste poche righe, che con grande efficacia sintetizzano il giorno della dichiarazione di guerra e in qualche modo preannunciano quella che sarà poi la lacerazione del nostro Paese: "Verso le 6 di quel lunedì, Mussolini parlò. Gridò: "Vinceremo !". Ci furono urla e applausi, ma vicino al bollettino di Diaz , che celebrava una ormai lontana vittoria, una donna vestita di nero piangeva". (Enzo Biagi - Lunga è la notte - Eri/Rizzoli).

A Montanelli e Biagi, si potrebbe aggiungere anche l'opera di un altro grande giornalista, Sergio Zavoli, che è oggi senatore PD e presidente della Commissione di vigilanza Rai: ma prima che un politico - schierato a sinistra, ma stimato anche dalla fazione opposta - Zavoli è stato un grande interprete della storia del giornalismo italiano, sia in televisione (dove firmò "Nascita di una dittatura") che sulla carta. Un suo libro che dedica molte pagine al fascismo è "Diario di un cronista".

Seconda parte - Viaggio parmigiano

Domenica 22 novembre 2009. Il giorno dopo il "temuto" sabato delle due manifestazioni ravvicinate nel Montanara ( il corteo del Comitato antifascista e la contemporanea chiamata a Parma del leader nazionale di Casa Pound), mi trovo a camminare nell'Oltretorrente: il quartiere più popolare di Parma e il più "rosso", come si sarebbe detto quando la caratterizzazione politica di Parma era ancora nettamente marcata a sinistra. E in pochi metri, trovo due simboli contrapposti delle idee a confronto il giorno prima: una convivenza che già da sola, forse, dice quanto stiano cambiando i tempi.

Nell'edicola davanti all'ex sede dell'Assistenza pubblica (quella che per decenni ha visto uina bacheca con appese le pagine dell'Unità, quotidiano del Pci), campeggia un insolito calendario: Mussolini 2010 (pochi giorni dopo se ne parlerà anche in una lettera alla Gazzetta, da parte di un lettore che chiede se non si tratti di un caso di apologia del fascismo). In realtà non è una iniziativa inedita. L'edicolante mi dice che l'edizione 2010 è appena uscita, e che per ora non ha porovocato nè particolari interessi di possibili acquirenti nè proteste da parte di chi la pensa in modo opposto. Un altro edicolante mi dirà più tardi che qualcuno se ne vende, ma che certo non siamo sulle cifre di altri calendari, meno politici ma con altro tipo di appeal... In compenso, di Mussolini non  esiste solo il calendario, come si può ben vedere dagli annunci su eBay

E a poche decine di metri dall'edicola di via Bixio, le aiuole di piazzale Rondani ospitano un monumento un po' scolorito, fatto da alcuni lastroni di pietra. E' il monumento alle Barricate di Parma , la strenua difesa che la città oppose nel 1922 agli squadristi di Italo Balbo. Oggi su alcuni di quei lastroni sono quasi diventate illeggibili le parole che ricordano la storia di quei giorni e i nomi dei protagonisti, fra i quali spicca storicamente Guido Picelli. Resta invece indelebile la frase che i parmigiani fecero trovare a Italo Balbo, esponente di spicco del Partito fascista e famoso per la trasvolata atlantica: "Balbo, hai attraversato l'oceano, ma non il torrente Parma".  Sui lastroni di piazzale Rondani, c'è anche una breve poesia di uno dei più importanti poeti della nostra terra: Attilio Bertolucci . Si intitola  "Ricordando il '22 a Parma", e si conclude con questi due versi: "Vincenti per qualche giorno / vincenti per tutta la vita" . Ma è un monumento che oggi appare un po' abbandonato a se stesso, e alcune frasi sui lastroni sono ormai illeggibili.

Naturalmente, e nonostante quello storico e vittorioso episodio delle Barricate, anche Parma dovette negli anni successivi piegarsi al nuovo regime. Nell'ottobre 1925, lo stesso Mussolini era a Parma per la posa della prima pietra del monumento a Corridoni (ai piedi del ponte di Mezzo) E quando 16 anni dopo, già in anni di guerra, il Duce tornò a Parma, anche la nostra città, Oltretorrente compreso,  era pienamente "allineata", almeno stando a questo passo della cronaca del giornale Fiamma, a sua volta riportato dalla Storia di Parma di Gustavo Marchesi (Newton Compton):  L'Oltretorrente attendeva da anni la visita del Duce. Era un'attesa lunga, paziente, acutizzata dai rapidi passaggi del Capo...In via Corridoni, nel cuore dell'Oltretorrente, di quell'Oltretorrente che ha dato prove insuperabili di slancio volontaristico e di amor patrio, le manifestazioni hanno assunto un tono che non aveva più limiti nè di tonalità nè di spazio. Il Duce (...) fissando negli occhi questi popolani, ha visto riflessa in essi la sua volontà: Vincere!

Agil anni del Fascismo visti da Parma, alcuni anni fa il giornalista e scrittore Giorgio Torelli dedicò una mostra, poi divenuta anche libro: 1930-1950. Da Eja Eja Alalà alla Democrazia in scooter (Mup editore), che potrebbe essere riassunta in una frase: Nati negli anni del primo fascismo e non contraddetti dagli adulti nel nostro cantare a gole spiegate "Duce / tu sei la luce", diventammo ragazzi bradi durante l'atroce frantumarsi dell'Italia in guerra.

Una data fondamentale della storia d'Italia è l'8 settembre 1943: caduto Mussolini, l'Italia firma l'armistizio. Ma a quel punto restano in Italia le truppe tedesche: e la Germania nazista, da alleata, si trasforma in occupante. In quello scenario, gli italiani si dividono in una lacerante guerra civile: da una parte i fedeli al fascismo (che prova a rinascere al nord con la Repubblica di Salò) e all'alleanza italo-tedesca; dall'altra i partigiani che salgono in montagna e danno vita alla pagina della Resistenza. A quell' 8 settembre, e alle sue conseguenze a Parma, è dedicato il libro "Parma, 8 settembre 1943" di Mario Zannoni (PPS editrice).

Se invece si vuole provare  a capire l'atmosfera del 25 aprile 1945, giorno della Liberazione e della fine della guerra, nulla vale forse più delle parole di Baldassarre Molossi, dal fondamentale libro Parma kaputt, scritto insieme a Aldo Curti (Grafiche Step editrice) e che a sua volta prende le mosse dal racconto dell'8 settembre a Parma: Con quei giorni  - scrive Molossi del 25 aprile 1945 - finivano anche molte nostre generose illusioni e molti sogni così a lungo accarezzati. Anche la giovinezza svaniva, moriva un po', e si dissolveva nel cielo dei ricordi. La vita acquistava un sapore diverso: era un sapore stmolante e forte. Lo stesso sapore della libertà.

Resistenza e LIberazione sono ovviamente pagine fondamentali della storia italiana e delle nostre zone: Parma, ad esempio, è Medaglia d'oro al valor militare per il suo contributo alla Resistenza. Il sindaco Pietro Vignali, nel 2008, presentò così il programma delle manifestazioni per celebrare il 25 aprile, Festa della Liberazione: “Questo programma è realizzato per non dimenticare, perché la nostra comunità che io oggi rappresento deve essere grata a chi ha lottato per la resistenza, una lotta non contro ma per e una lotta di cui oggi godiamo i frutti senza spesso riconoscerne i meriti”.

Le polemiche sulla Resistenza e le toccanti parole di Giacomo Ulivi

Sulla Resistenza e soprattutto su alcune vicende del dopoguerra, non mancano dubbi e ombre. Ne è diventato in qualche modo simbolo Giampaolo Pansa : per anni giornalista di Repubblica e L'Espresso, e quindi identificato in una linea editoriale di sinistra, Pansa ha pubblicato nel 2003 il libro Il sangue dei vinti, nel quale (per usare le parole tratte sempre da Wikipedia) racconta di esecuzioni e crimini compiuti da ex partigiani ed altri individui dopo il 25 aprile 1945, a Liberazione ormai compiuta, verso fascisti e presunti tali o antifascisti non comunisti. Un libro che come i successivi di Pansa (oggi passato a scrivere sul Riformista e su Libero) ha suscitato un acceso dibattito, con forti polemiche da parte soprattutto delle associazioni partigiane. Proprio domenica e ieri sera, Raiuno ha trasmesso una fiction tratta da quel libro, e a sua volta fonte di polemiche.

In realtà, già prima del libro di Pansa, la questione era stata sollevata con particolare riferimento alle vicende della zona fra Modena e Reggio, nella quale venne identificato un triangolo rosso o triangolo della morte, teatro di cruente vicende negli anni successivi alla Liberazione.

Di contro, un documento che incarna lo spirito più nobile della Resistenza è la lettera-testamento di Giacomo Ulivi , lo studente parmigiano che scelse di aderire alla resistenza e morì  a soli 19 anni a Modena, torturato e fucilato in Piazza Duomo. A lui è oggi intitolato il liceo scientifico di viale Maria Luigia.

ALTRE VOCI-TESTIMONIANZE: AUSCHWITZ

Comunque si voglia giudicare il fascismo italiano, resta invece incancellabile (nonostante vi sia anche chi nega l'Olocausto) la vergogna dei campi ci concentramento nazisti. E ogni anno, da Parma, partono gruppi di studenti che si recano a visitare quei luoghi: Giovani a Auschwitz (guarda anche i video )

GLI ANNI '70 E MARIANO LUPO

L'ultimo cenno della nostra carrellata (ripetiamo: una carrellata sicuramente rapida e incompleta: lo spazio-commenti è a vostra disposizione per ogni integrazione) è per ricordare quello che accadde, anche a Parma, negli anni '70. Ci furono giorni in cui lo scontro politico divenne scontro fisico, fino alla tragedia del 25 agosto 1972, quando in via Tanara (anche su questo tragico episodio e su quegli anni potete trovare ampi spunti su internet e nei libri dedicati a quel periodo) venne ucciso Mariano Lupo, un ragazzo di 20 anni operaio e aderente a Lotta continua.

Proprio ricordando quella tragedia, quando sono iniziate le polemiche su Casa Pound e soprattutto quando la cronaca ha registrato l'episodio dell'aggressione di due giovani di questa associazione davanti all'Onirica, abbiamo deciso che il nostro spazio sul web doveva essere soprattutto al servizio di un obiettivo: spiegare ai ragazzi del terzo millennio che si possono avere idee anche opposte e radicali, purchè entro i confini della legge, ma che il confronto deve essere appunto fra le idee. Senza degenerare in scontri fisici che potrebbero solo produrre nuove tragedie: che invece - se la storia ha davvero un senso - non devono tornare. Mai più.

 (g.b.)

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Luca

    18 Aprile @ 13.48

    di fascismo se ne parlerà ancora per altri 100 anni se si continua su questa linea in quanto l'argomento, per colpa di qualcuno che lo ha usato e lo usa solo per fini politici, non ha potuto essere trattato in maniera "SCIENTIFICA" . L'unico che ha provato e ha redatto un analisi seria e documentata sul fascismo è stato lo storico Renzo De Felice (socialista)subito emarginato e bollato come "revisionista" in quanto nella sua opera non ha potuto negare l'innegabile consenso che il regime godeva tra gli italiani, le opere pubbliche, sociali,le riforme dello stato ed altre importanti cambiamenti attuati in quel periodo. Stato totalitario, repressivo ma ben lontano dai sistemi stalinisti o hitleriani che è crollato per intrighi di corte e per mano degli stessi gerarchi con la sfiducia a Mussolini nel Gran Consiglio il 25 luglio del 1943.La vulgate resistenziale ha cercato e cerca di dettare la linea storico-ideologica che l'Italia e gli italiani erano tutti antifascisti, che si sono ribellati e grazie ai partigiani hanno liberato l'Italia e ci hanno regalato la libertà e la democrazia.... E' con questa linea che si continua tenere divisi e a tenere vivo l'odio e lo spirito di vendetta caro a certi gruppuscoli imbeccati dai cattivi maestri.Nei tragici 500 giorni della guerra civile (chiamata resistenza)si sono affrontate due minoranze, due fazioni che rappresentavano circa 600.000 italiani(400000 della RSI e 200000 partigiani) e la maggior parte dei nostri connazionali non aspettava altro che la fine della guerra , avvenuto con l'arrivo degli angloamericani.E'mancata una vera pacificazione nazionale, una presa d'atto che non tutti coloro che avevano aderito al fascismo erano criminali, anzi , la maggior parte lo ha fatto in buona fede e si parla di milioni di nostri concittadini che considerano il 25 aprile una data tragica e sfilate ,fanfare, e certi discorsi retorici e falsi non aiutano certamente a sperare in un futuro di unità e pacificazione nazionale.

    Rispondi

  • Medioman

    15 Aprile @ 10.28

    Possibile che dopo quasi cento anni si parli ancora di "fascismo" e "antifascismo"? Posso capire le diatribe tra "monarchici" e "repubblicani" (la monarchia è ancora uno dei regimi più diffusi nel mondo), tra "cristiani" e "mussulmani", tra "carnivori" e "vegani", ma i "guelfi e ghibellini" secondo me sono passati di moda.

    Rispondi

  • Filippo Bertozzi

    14 Aprile @ 11.53

    Credo amaramente che Vercingetorige abbia ragione: dopo oltre 70 anni, non siamo ancora pronti ad analizzare razionalmente gli eventi. Il motivo è che gli italiani non sono rimasti alla contrapposizione fra fascismo e antifascismo (due facce della stessa medaglia, parafrasando Flaiano), ma a quella fra guelfi e ghibellini.

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  • Indiana

    13 Aprile @ 22.14

    Indiana

    Lotta alla mafia e alla massoneria, abolizione schiavitù in Etiopia,Opera Nazionale Dopolavoro,assegni familiari,Opera Nazionale maternità e infanzia,tutela del lavoratore di donne e fanciulli,assicurazione invalidità e vecchiaia,settimana lavorativa di 40 ore,scuole professionali, bonifiche pianure Pontine,Emilia,Sardegna,Bassa Padana,Maremma.....creazione Parco Nazionale Gran Paradiso,Stelvio e Abruzzo,creazione quartiere Eur ,fondazione Cinecittà,Autodromo di Monza....e poi studiatevele anche voi che non c'è abbastanza spazio! Perché qualcosina di positivo il Duce lo aveva pur fatto! E s'informi bene sul Guevara che evita brutte figure

    Rispondi

  • Indiana

    13 Aprile @ 22.04

    Indiana

    Non so su che libri abbia mai studiato Vercingetorige o se abbia mai studiato,ma tra le opere fasciste volute da Mussolini ci furono,tra me altre:l'istituzione della Forestale,leggi contro chi maltrattava gli animali,sviluppo dell'artigianato,agricoltura,archeologia, riduzione drastica dell'analfabetismo,creazione di acquedotti tra cui i più famosi sono Pugliese e Peschiera,assistenza per maternità e infanzia,biblioteche in tutte le città,case popolari per i poveri italiani,la costruzione di città come Latina,Aprilia,Sabaudia,Pomezia,Ardea,Ostia e tante altre, città giardino in ogni città,fondazione dei consorzi agrari,costruzione di dighe,strade,ospedali, creazione del dopo scuola,fondazione enciclopedia Treccani, costruzione ferrovie e stazioni,tra cui quella di Milano in cui sono ancora visibili i fasci littori, creazione del circuito Monza e Mugello,previdenza sociale in ogni città,fondazione istituti per la ricerca,assistenza ospedaliera gratuita,esenzione tributaria

    Rispondi

    • 14 Aprile @ 07.17

      G.B. - E poi l'uccisione di un deputato, la guerra, la persecuzione degli ebrei e altri "dettagli" che forse le sono sfuggiti

      Rispondi

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