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I vigili del fuoco vietano i tappeti e i mobili in legno in moschea - I fedeli: "Siamo discriminati"

I vigili del fuoco vietano i tappeti e i mobili in legno in moschea - I fedeli: "Siamo discriminati"
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di Francesca Lombardi

Non solo tappeti. Nella moschea parmigiana, il “veto” si estende anche a sedie e mobili di legno: nulla, per ora, in quel capannone di via Campanini, può entrare. A parte i fedeli, ovviamente.
Lo dice – o lo direbbe – un documento in mano ai dirigenti della comunità islamica parmigiana. E che, promettono alcuni musulmani a taccuini chiusi, prima o poi tireranno fuori per far valere le loro ragioni. “Non è possibile che in tutte le moschee d'Italia e del mondo i tappeti siano concessi e a Parma no”. Fuori dal capannone della zona artigianale gli animi si scaldano. “Per il tappeto che avevamo prima abbiamo speso 6mila euro, e dovremo buttarlo, anche se era uguale a quello che per esempio hanno a Roma, solo che lì c'è di mezzo chi può chiudere un rubinetto del petrolio in un batter di ciglio, e quindi nessuno osa dire nulla”.

Per essere a norma, insomma, i musulmani di Parma dovranno optare per un modello ignifugo da 21mila euro. “E dove li troviamo questi soldi?”, ci si chiede in via Campanini. “Non riceviamo denaro da nessuno se non dai fedeli: questa cifra è davvero difficile da mettere insieme”.
Ma qui c'è di mezzo molto più di una cifra. Perché ogni volta, dicono, salta fuori un problema. E loro sono lì “solo per pregare”, non chiedono “niente di più se non pregare”. Un uomo si appoggia alla grata di un cancello: “Non abbiamo nessun diritto, nessuno”.

Anche il rapporto con gli artigiani del posto, dicono, non c'è, o se c'è va sempre peggio. “Prima salutavo tutti – racconta un fedele -, ora gli sputerei in faccia. Non per cattiveria, ma qui gli artigiani dicono che la loro attività si è svalutata con il nostro arrivo. Ma è la crisi a svalutarla, non la nostra presenza”. Discriminati? “Sì, qui tutti fanno quello che vogliono tranne noi”.

I fedeli entrano in preghiera. Senza telecamere al seguito. “Ho ricevuto l'ordine di non fare entrare nessuno – spiega un rappresentante della moschea -, mi dispiace ma ora siamo in silenzio stampa”. Chi parla, insomma, lo fa personalmente. La comunità islamica rimane in silenzio. Nessun commento, nessuna presa di posizione ufficiale. C'è chi addirittura controlla i giornalisti che cercano commenti. Aspettano, valutano. Ma qualcosa, vociferano alcuni, si farà. Qualcosa.

Oggi sulla Gazzetta di Parma in edicola ha parlato Farid Mansouri, presidente della Comunità islamica:

«Abbiamo già tolto tappeti e sedie, ma la situazione è molto triste».
E' incredulo e avvilito Farid Mansouri, presidente della comunità islamica, dopo l’ennesima polemica e «grana» da risolvere. Stavolta il problema è legato ai tappeti della nuova moschea di  via Campanini (quartiere artigianale di via Venezia),  non ignifughi e quindi non a norma di legge. «Ora siamo senza tappeti - afferma - e ci rimarremo per un pò di tempo perché un tappeto ignifugo costa 30 euro al metro e solo la sala per la preghiera è più di 600 metri quadrati. In ogni caso portiamo pazienza e collaboriamo, non vogliamo lasciare nessun punto debole a cui ci si possa attaccare».
Mansouri è amareggiato e, commentando questa nuova questione, si lascia andare ad uno sfogo carico di tristezza. «Più di così non sappiamo cosa fare - osserva -. Facciamo in modo di non dare nessun disagio. Ogni volta che ci hanno fatto delle osservazioni abbiamo cercato di eliminare il problema. Noi vogliamo seguire le leggi però la realtà è che alcuni nascondono il loro odio verso di noi dietro le norme. Ce l’hanno con noi, lo dicono i fatti. Noi non cerchiamo il conflitto con nessuno. E non faremo mai il loro gioco. Hanno diritto di lamentarsi ma, per ora, la sistemazione migliore per noi, rimane questa».

E in serata sulla vicenda c'è stata, per l'Amministrazione comunale, una puntualizzazione dell'assessore all'urbanistica Francesco Manfredi:

"Come abbiamo sempre fatto, anche questa volta abbiamo provveduto a garantire il rispetto delle disposizioni degli enti preposti. Adesso nel centro islamico non c'è più nè uno strapuntino nè una sedia; in compenso le pareti sono ignifughe e gli altri sistemi antincendio sono in regola. E' il luogo più sicuro e al contempo più inospitale della città. Comprendo e condivido l'amarezza della comunità islamica".

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  • Caboclo

    05 Febbraio @ 15.58

    MR.MONSOURI,PERCHE' NON FATE UNA COLLETTA NEI VARI KEBAP CHE VI HANNO FATTO APRIRE A PARMA??RIDICOLI!!

    Rispondi

  • Caboclo

    05 Febbraio @ 15.39

    MA PERCHE' NON SE LI COMPRANO CON I LORO SOLDI LE SUPPELLETTILI?DOBBIAMO SOBBARCARCI ANCHE QUESTI COSTI??QUANDO PERMETTERANNO AI CATTOLICI GLI STESSI DIRITTI CHE HANNO LORO QUI' DA NOI??SI RIVOLGANO A DON SCACCAGLIA!!BASTA CON QUESTE RICHIESTE!W PALLINI!W I NOSTRI BORGHI!PULIAMO PARMA DA QUESTA FECCIA....

    Rispondi

  • ctulhu

    01 Febbraio @ 11.27

    Le chiese cattoliche sono piene di oggetti di legno e infiammabili. Suggerisco ai fedeli islamici di sporgere denuncia in merito, dopotutto è per la sicurezza di tutti.

    Rispondi

  • giuliana

    31 Gennaio @ 16.02

    Qualcuno di voi si è mai chiesto che cosa sia una moschea? La definizione completa risulta da un atto legale ufficiale e rilasciata da due musulmani considerati sia moderati che filo occidentali, quindi perfettamente sovrapponibili alla maggior parte dei musulmani presenti nelle nostre città, ed è la seguente: "OGN I MOSCHEA E' UN CENTRO, oltre che di preghiera, studio e cultura islamici, ANCHE POLITICO E MILITARE". Perché non si sono MAI tenuti in considerazione queste funzioni della moschea, che OGNI musulmano conosce perfettamente, ma si guarda bene dal precisare? I sindaci e le varie amministrazioni che rilasciano le autorizzazioni sono a conoscenza di questi aspetti inquietanti e illegali?

    Rispondi

  • belli

    31 Gennaio @ 14.12

    Caro giovannozzo, è di persone come lei che Parma può fare sicuramente a meno. Lei dice che Parma è razzista. E perchè? Perchè qualche cittadino dice che se i VVF non hanno rilasciato delle autorizzazioni è perchè la normativa non era stata rispettata? Perchè i soliti benpensanti si mobilitano solo quando i coinvolti sono gli stranieri? Non è questo razzismo alla rovescia? E di quello che sputerebbe in faccia agli artigiani di via Campanini cosa dice? Giustificato, vero? Io sono sempre più senza parole..

    Rispondi

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