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Gli alunni stranieri? Sono italiani

Gli alunni stranieri? Sono italiani
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Ilaria Graziosi


Sono davvero pochi i bambini che, a Parma, possono realmente considerarsi «stranieri».
La grande maggioranza degli alunni - cittadini non italiani - della scuola primaria sono sostanzialmente italofoni, perché nati in Italia (il 52%) e/o con un significativo percorso scolastico italiano.
Queste alcune delle considerazioni presentate ieri mattina da Gilberto Bettinelli, dirigente scolastico dell'Università Bicocca di Milano, durante il convegno sull'integrazione degli studenti stranieri a scuola.
«I dati relativi alle leve degli obbligati della scuola primaria - ha dichiarato Bettinelli - confermano che a Parma, per il prossimo anno scolastico, ben l'81,5% dei ragazzi non italiani indirizzati ad una scuola per la loro zona di residenza, è nato in Italia. Se si sommano alunni italiani e stranieri nati in Italia si arriva addirittura al 97%. Nella scuola secondaria di secondo grado, dove i nati in Italia costituiscono poco più del di un quarto degli alunni cittadini non italiani, la maggioranza, tuttavia, ha lunghi percorsi scolastici italiani. In sostanza, nelle scuole con più alta concentrazione di alunni non italiani, se raggruppassimo gli alunni secondo il criterio dell'italofonia, piuttosto che quello giuridico di cittadinanza, scopriremmo che la gran parte degli alunni è italofona».
Durante il dibattito si è discusso anche dell'arrivo di alunni stranieri non italofoni durante l'anno scolastico, che costituisce una «criticità», come segnalato da insegnanti e dirigenti.
«Negli anni scolastici 2006/2007 e 2007/2008 - ha continuato Bettinelli - a livello cittadino, i nuovi arrivi rappresentano una percentuale assai ridotta dell'intera popolazione scolastica. Il fenomeno è piuttosto localizzato in pochissimi plessi che sembrano attrarre alunni non italofoni non soltanto per la loro collocazione, ma anche perché le classi sono costituite, in partenza, numericamente non complete. In questo caso parrebbe utile un impegno coordinato delle scuole per evitare situazioni di "attrazione" indebita degli alunni non italiani ma anche di quelli italiani».
«Il punto fondamentale per agevolare l’integrazione - ha dichiarato l'assessore alle Politiche per l'Infanzia e per la Scuola, Giampaolo Lavagetto - è certamente la formazione dei docenti in ambito linguistico ed interculturale, in modo che possano conoscere e meglio affrontare i problemi dell'educazione interculturale e dell'educazione linguistica per gli alunni stranieri. E' opportuno che le scuole italiane, nella loro riconosciuta autonomia didattica e pedagogica, si attivino nell’insegnamento dell'italiano, nella promozione dell'educazione interculturale con specifici progetti ed iniziative e nella collaborazione con le strutture formative presenti nel territori (comune, uffici scuola, biblioteche, centri interculturali, associazioni ) che si interessano del mondo dell' immigrazione».
E' «ai nastri di partenza» - aprile 2009 -, inoltre, un progetto sperimentale, coordinato dal Ministero dell’Istruzione, sullo sport come strumento di integrazione interculturale di alunni e studenti stranieri. «Già dal mese di marzo - ha spiegato Roberto Ghiretti, assessore alle Politiche per le Attività Motorie e Sportive - nell’Istituto comprensivo Micheli,  è partita la fase sperimentale di questo progetto».
 

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  • BOH

    26 Aprile @ 13.44

    sono d'accordissimo con "V"!

    Rispondi

  • V

    21 Marzo @ 07.20

    Vedo signora che lei conosce a fondo la cultura islamica. E dalle altre culture- dice lei- non abbiamo da imparare nulla: Io spero che non sia cosi anche perchè in Parma non ci sono solo persone con una cultura islamica ma anche altri ma anche perchè non si finisce mai di imparare. Saluti.

    Rispondi

  • giuliana

    14 Marzo @ 22.59

    E avanti con il business che ruota intorno all'invasione multietnica e alla multiculturalità. " Nuovi docenti per poter meglio affrontare i problemi legati all'educazione linguistica e interculturale dei bambini stranieri". Ma non avevano appena finito di farci notare che ormai sono quasi tutti nati in Italia? " In più le scuole italiane dovrebbero attivarsi con progetti per un'educazione interculturale..." Sarebbe molto più proficuo se si insegnasse a tutti il galateo e l'educazione civica. E dalle altre culture non abbiamo da imparare proprio nulla, considerando il fatto che -quella islamica è la sub-cultura prevalente- nei paesi islamici non sono rispettati neppure i più elementari diritti individuali.

    Rispondi

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