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Statistica

Dopo 20 anni calano gli immigrati nel Parmense

Un momento della Festa dei Popoli a Fidenza
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Per la prima volta da vent’anni calano gli immigrati nel Parmense. La Provincia ha presentato la statistica annuale sugli stranieri con i dati riferiti al 2013: sono 2mila in meno, con un calo pari al 3,4%. Oltre 50mila i cittadini stranieri residenti, più della metà donne, il 15,7% del totale degli studenti.

 

Il Report Provinciale Immigrazione 2013, raccolta analitica di dati sul fenomeno migratorio nel territorio del Parmense, è stato presentato oggi in Provincia da Marcella Saccani, assessore provinciale alle Politiche sociali e Pari opportunità, dal sociologo Francesco Cirillo, da Gian Marco Baroni dell’Ufficio statistica della Provincia di Parma e da Don Umberto Cocconi, Assistente spirituale "Cappella del campus" Università di Parma.
“Gli immigrati rappresentano il 12% del Prodotto interno lordo del nostro Paese – ha ricordato la Saccani -. Non sono una minaccia né un ostacolo per la nostra economia, ma una risorsa. Bisogna sfatare l’idea che agli immigrati vengono fornite più garanzie e più servizi, più case popolari. L’8% del Fondo regionale per la non autosufficienza ci proviene dagli stipendi dei cittadini stranieri che lavorano nostro territorio, ad esempio. Occorre capire finalmente che la mondialità è ormai il nostro orizzonte.”

I DATI 
Il quadro demografico
La popolazione straniera nel 2014 fa registrare una diminuzione, la prima da quasi vent’anni. Al 1 gennaio 2014 gli stranieri residenti in provincia di Parma sono 58.472 iscritti, poco più di 2.000 persone in meno rispetto al 2013 (- 3,4%) ovvero il 13,2% dell’intera popolazione parmense.
Già nel corso del 2012 si era registrato un forte calo nell’incremento della popolazione straniera. Probabilmente la crisi economica, unita alla mancata emanazione di decreti flussi, se non per lavoro stagionale, ha diminuito il saldo migratorio degli stranieri, determinando per un certo numero di persone il ritorno in patria o l’emigrazione verso altri Paesi; inoltre sempre più cittadini stranieri hanno acquisito la cittadinanza italiana: 657 le richieste di cittadinanza accolte nel 2013, 1193 le domande presentate (erano 717 nel 2012).
Continua la crescita della presenza femminile, che ha raggiunto il 52,6% con un tasso di femminilizzazione della popolazione straniera più alta di quella italiana.
Si conferma la concentrazione degli immigrati per la maggior parte nelle classi che vanno dai 25 ai 39 anni, e una scarsa presenza di popolazione anziana, numerosa la presenza delle fasce infantili: il 24,5% del totale dei bambini in età 0-4 anni sono figli di cittadini stranieri.
Gli stranieri residenti nella provincia di Parma nati in Italia sono 9.132, il 15,6% degli stranieri totali, praticamente quasi tutti minori (98%), la cosiddetta seconda generazione, e soprattutto per le età infantili le percentuali di bambini nati all’estero è decisamente bassa, la classe 0-2, infatti, è composta per oltre il 96% da bambini nati in Italia.
Le nazionalità più numerose sono i moldavi, i rumeni e gli albanesi; queste tre cittadinanze da sole rappresentano il 36,2% di tutta la popolazione straniera, a parte i cittadini rumeni che restano stabili come numero, tutte le principali nazionalità mostrano un calo nel 2014, che risulta molto forte tra i cittadini tunisini.
Per tutti i gruppi etnici vi è un sostanziale equilibrio tra maschi e femmine sino alla fascia 15-39 anni nella quale le femmine di nazionalità moldava, rumena ed ucraina, in particolare, cominciano a prevalere in maniera piuttosto significativa rispetto ai maschi sino ad arrivare ad una netta predominanza nella classe 40-64 con ad esempio il 90,5% di ucraine.
Di contro, si registrano percentuali maschili molto elevate per India, Tunisia, Senegal (60,6%, 74,5%, 87,4%).
Le famiglie con almeno un componente straniero sono 25.492 (il 12,7% del totale), mentre quelle con soli componenti stranieri 20.022 (pari al 9,9%).

La scuola e la formazione
Gli studenti stranieri iscritti nelle scuole primarie e secondarie del territorio provinciale hanno raggiunto nell’a.s. 2012-13 le 7577 unità (con un incremento di 122 unità rispetto alle 7355 dell’a.s. 2011/2012) e rappresentano il 15,7% del totale degli studenti.
Nelle scuole secondarie di secondo grado l’aumento di iscritti è da attribuire per oltre il 70% agli stranieri.Circa la metà (52,5%) degli alunni stranieri proviene da Albania, Moldavia, Marocco, Romania e India, seguono poi Tunisia, Filippine e Costa d’Avorio.
Il percorso scolastico dei ragazzi stranieri continua ad essere caratterizzato da una maggiore difficoltà rispetto a quello dei compagni italiani, in tutti i gradi d’istruzione a partire dalla scuola primaria dove, mediamente, 11 bambini stranieri su 100 risultano in ritardo rispetto alla classe frequentata. Sono, tuttavia, diminuite le quote dei ritardatari stranieri, in modo particolare nelle scuole elementari e superiori, probabilmente per effetto della maggiore presenza di ragazzi di seconda generazione (nati in Italia).
Minore il tasso di promozione dei ragazzi stranieri.
Il 4,7% degli iscritti all’Università degli Studi di Parma è costituito da cittadini stranieri (1271 su 26979), il 56% sono donne. Provengono perlopiù da Camerun e Albania, mentre le principali facoltà scelte sono Economia, Giurisprudenza, Lettere.
Nel 2013-2014 sono state avviate sul territorio provinciale 239 iniziative di formazione e sostegno all’occupazione che hanno coinvolto complessivamente 2450 partecipanti, circa il 18% dei quali è rappresentato da cittadini stranieri. Gli allievi immigrati hanno partecipato prevalentemente ad attività di formazione iniziale (338 iscritti, di cui 174 ai percorsi di istruzione e formazione professionale per giovani minorenni). Sono aumentate le richieste nel settore della ristorazione e distribuzione pasti e bevande, mentre sono calate nel settore meccanico.
La maggioranza degli iscritti si collocano nelle fasce d’età 15-17 anni (37,3%) e 18-29 (34%). Il 57,2% dei partecipanti ai percorsi formativi possiede la licenza media inferiore; 54 i gruppi etnici, con una rilevanza di partecipanti di origine africana.
Ampia anche l’offerta formativa volta all’insegnamento dell’italiano ai cittadini stranieri adulti nell’anno 2012/2013 in provincia di Parma: 109 corsi, in prevalenza organizzati dai Centri territoriali permanenti – CTP (96%), il 23% dei quali finanziati nell’ambito di programmazioni provinciali dedicate all’interno di un sistema territoriale di rete che ha condiviso metodologie e strumenti didattici comuni al fine di garantire un servizio qualificato, omogeneo e rispondente ai bisogni locali. Circa 2200 gli utenti complessivi dei corsi, di cui il 56% costituito da donne.

Il mercato del lavoro per i cittadini stranieri
Anche per il 2013, e i primi mesi del 2014, il rapporto conferma la crisi occupazionale dei cittadini stranieri.
Nel 2013 sono andati persi 1.382 rapporti di lavoro dipendenti, di cui 314 a danno di lavoratori stranieri. La crescita della disoccupazione rimane la cifra più preoccupante anche per la provincia di Parma. Il numero delle persone in cerca di occupazione è aumentato passando da 14 mila unità nel 2012 a 16 mila nel 2013. Il tasso di disoccupazione complessivo si è pertanto incrementato passando dal 6,3% del 2012 al 7,5% nel 2013, con una disoccupazione giovanile, arrivata a livelli mai registrati in precedenza: 19,2% nel 2012 e 22,8% nel 2013.
Preoccupante la straordinaria concentrazione della disoccupazione sulla componente straniera, dal momento che su oltre 16 mila disoccupati poco meno di 8 mila sono stranieri; nel 2013, in provincia di Parma il tasso di disoccupazione dei cittadini stranieri (20,7%) è quattro volte quello dei residenti di cittadinanza italiana (4,9%) e supera di più di tre punti percentuali quello registrato sulla media delle forze di lavoro straniere nel Paese (17,3%).
Nel 2013, nel parmense, sono all’incirca 29 mila i residenti stranieri occupati, pari al 14,4% del totale occupati (202 mila), mentre le forze di lavoro straniere arriverebbero a 37 mila unità circa, pari al 16,8% delle forze di lavoro complessive (219 mila unità), ma tale aumento delle forze disponibili al lavoro si è tradotto prevalentemente in un incremento delle persone in cerca di occupazione (da 4.400 nel 2012 a 7.600 nel 2013). La tenuta degli occupati di cittadinanza straniera (28.400 nel 2012) è determinata in realtà dalla componente autonoma dell’occupazione; lo stesso incremento delle assunzioni registrato i primi mesi del 2014 starebbe comunque avvenendo a spese dei rapporti di lavoro dipendente a tempo indeterminato e a tempo pieno, aumentando i livelli di precarietà.
Nel 2013 il calo della domanda di lavoro dei lavoratori stranieri si è concentrato in prevalenza nelle industrie alimentari, seguite dalla meccanica generale e delle costruzioni. Drastica la diminuzione delle assunzioni di badanti nel primo trimestre 2014 (-19,4%).
Al 31/12/2013 i titolari di impresa stranieri costituiscono l’8,25% del totale (pari a 6.474 su 78.474) in leggerissima diminuzione rispetto agli anni precedenti; i settori prevalenti di impresa sono rappresentati dalle costruzioni e il commercio.
L’accesso ai servizi sanitari
il 2013 evidenzia un calo dell’utenza allo Spazio Salute Immigrati dell’Ausl di Parma, in particolare di donne (1259 soggetti contro i 1464 del 2012).
I consultori si confermano quali servizi di riferimento per le utenti immigrate: nel 2013 hanno prestato assistenza in gravidanza a 2026 utenti e di queste, 1242 (61,3%) sono di nazionalità straniera. 2248 le donne seguite dopo il parto dai consultori e di queste 688 immigrate.
Si mantiene costantemente più bassa della media la percentuale di partecipazione dei cittadini stranieri ai programmi di prevenzione (screening oncologici utero, mammella, colon retto).
Richiedenti e titolari di protezione internazionale nel territorio provinciale
In provincia di Parma si registra un aumento delle presenze “ufficiali”: al 31.12.2012 si contano 643 permessi di soggiorno, l’anno precedente erano 559 persone.
Aumentano in maniera significativa i richiedenti asilo con possibilità di svolgere attività lavorativa, mentre diminuiscono richiedenti asilo e rifugiati. Al primo posto i Nigeriani, seguiti da Eritrei e Somali.
344 gli accessi nel 2013 allo sportello provinciale per richiedenti asilo, rifugiati e beneficiari di protezione umanitaria, di cui il 59% è costituito da nuovi utenti e il 61% con bisogni di tipo socio-sanitario.
Gli immigrati e la casa
L’attuale crisi economica sta aggravando il problema dell’emergenza abitativa, in particolare per i cittadini stranieri che vivono in prevalenza in affitto. A Parma e provincia i provvedimenti di sfratto emessi riguardano 877 famiglie, registrando un aumento del 10,31%, rispetto al 2012. Le richieste di esecuzione sono 826 (-27,73% rispetto al 2012) e le esecuzioni 420 (+3,45% rispetto al 2012).
Nel biennio 2013-2014 la Provincia di Parma ha promosso - oppure gestito per conto della Regione – diverse iniziative per ridurre l’emergenza abitativa. 992.255,41 € le risorse complessive, 365 le domande ammissibili di cui 200 finanziate (54,8%) e riguardanti cittadini residenti in 26 Comuni della provincia; il 62,7% delle domande ammissibili sono state presentate da famiglie straniere, il 58,5% di queste hanno ricevuto un contributo.
Gli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) in gestione all’Azienda Casa Emilia-Romagna di Parma (Acer-Parma) sono 6.048, di cui occupati 5.638. Per l’85,2% da famiglie italiane (4.807) e per il 14,8% da famiglie originarie di altri Paesi (831). Le nuove assegnazioni effettuate nel corso del 2013 che riguardano per il 70% italiani.
Circa il 16,7% delle famiglie straniere (139) in ERP ha nel proprio nucleo almeno un componente con problemi di disabilità (154 persone), di cui 105 risiedono in alloggi nel Comune capoluogo. 110 nuclei stranieri composti da un genitore con minori, quasi esclusivamente donne sole con figli (105). La più alta concentrazione di presenze si trova nel Comune capoluogo (79).
In maggioranza provengono da Marocco, Tunisia, Albania, Ghana e Nigeria.

Il Servizio Civile Regionale
Tra il 2004 e il 2013 sono stati 705 i ragazzi che hanno partecipato a progetti di Servizio Civile Regionale (4 milioni di euro di finanziamento regionale). Il Servizio Civile Regionale è un'opportunità di integrazione, di relazione e di confronto tra giovani provenienti da paesi diversi, una possibilità per attivarsi a favore della collettività in cui si è inseriti e per ricevere un'adeguata formazione sulle tematiche sociali.
Tra il 2004 e il 2013 a fronte dei 736 posti disponibili a livello regionale le domande presentate sono state 1910. Dal 2005 al 2013, nel Parmense sono stati resi disponibili 78 posti di Servizio Civile Regionale per i quali sono state presentate 270 candidature.
Durante l'ultimo avviso provinciale, pubblicato nell'ottobre del 2013, a fronte di 15 posti sono state presentate 71 domande, la maggior parte da giovani provenienti dal Camerun, dalla Costa D'Avorio e dall'Albania. Numerosi i contatti allo Sportello informativo Azione 18/28, con sede presso gli uffici del Servizio Politiche Sociali della Provincia di Parma. Dal 2005 al 2013, i giovani cittadini stranieri inseriti nei percorsi di Servizio Civile nel territorio provinciale sono stati 78. I ragazzi si sono occupati prevalentemente di attività in ambito assistenziale, educativo, e della mediazione culturale.
Le vittime di sfruttamento e tratta
Il Progetto Emilia, attivo dal 2002, è realizzato attraverso la collaborazione tra Comune di Fidenza, Provincia di Parma e Azienda Usl – Distretto di Fidenza, gestito dal Centro Antiviolenza di Parma. Gli obiettivi del progetto sono:
- prevenire i rischi sanitari connessi alla diffusione di malattie a trasmissione sessuale
- prevenire e ridurre tensioni sociali sul territorio
- promuovere la sicurezza sociale
- aiutare le vittime di fenomeni criminali quale la tratta di persone.
Il progetto prevede l’attivazione di una unità mobile di strada composta da quattro operatori che periodicamente, mediamente una volta a settimana, escono in strada (lungo la via Emilia nel tratto di strada che va da Rimale a Ponte Taro nel territorio del distretto di Fidenza) per prendere contatti, conoscere ed informare le prostitute. E’ prevista inoltre una sede a Fidenza dove si tengono colloqui d’aiuto ed informativi su appuntamento.
Sono 47 le uscite realizzate nel 2013 (48 nel 2012) e 12 di mappatura. Si è rilevata la presenza di 49 sex-worker (73 nel 2012) di cui 7 nuove presenze e 11 trans. Sono stabili sul territorio le presenze provenienti dall’est Europa (rumene, ucraine, albanesi) e dalla Nigeria; mentre le trans sono tutte di provenienza sudamericana. Ci sono stati 11 accessi al Drop-in: le richieste hanno riguardato informazioni legali e supporto socio-psicologico.
Nel 2013 si sono allontanate dalla strada diverse sex-worker storiche che hanno cercato nuovi territori o sono rientrate nel paese di origine.
Il Comune di Parma ha aderito, già da diversi anni, al progetto regionale “Oltre La Strada” , che ha lo scopo di migliorare le condizioni di vita delle persone che esercitano l’attività prostituiva forzata, di favorire l’uscita dallo sfruttamento, contrastare il fenomeno della tratta, aiutando e proteggendo le persone che intendono sottrarsi alle organizzazioni criminali, facilitandone il percorso verso l'autonomia. Le persone prese in carico nell’anno 2013 sono state complessivamente 32 (30 donne, 1 uomo, 1 transgender) di cui 12 nuove. Il 50% degli utenti è di nazionalità Nigeriana. Sono stati effettuati 112 colloqui e fornite 10 prestazioni (4 corsi di formazione, 4 tirocini, 1 borsa lavoro, 1 corso di alfabetizzazione).

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  • annamaria

    02 Ottobre @ 00.41

    Già, caro maurizio, si parla di regolari che se ne vanno perchè qui va male per tutti, peccato che rimangano, anzi stanno continuamente venendo , quelli irregolari, che in italia si trovano benissimo vivendo di attività illegali , furti, spaccio ecc ecc. Proprio ieri sera, a casa mia, intenti a guardare la partita, siamo stati visitati da alcune " risorse" che impunemente, sono entrati al piano di sopra in camera mia, intanto che un palo dal giardino controllava attravero le finestre cosa facevamo di sotto. Hanno rubato un pò di cose ma sopratutto la mia vita privata, l'inviolabilità della mia casa, e hanno fatto nascere in me una paura, una rabbia e un odio mai provati prima. Al primo che mi parla di apertura al diverso, di risorse , di brava gente, auguro dal profondo del cuore di vivere la mia stessa esperienza. E se per qualcuno sono "fratelli", beh, che se li tenga.

    Rispondi

  • Maurizio

    01 Ottobre @ 19.45

    Evidentemente il politico mario bertoli non sa leggere, si parla di immigrati residenti quindi immigrati regolari e quindi diminuzione degli immigrati regolari....... Basta poco, basta saper leggere

    Rispondi

  • IVANOV

    01 Ottobre @ 13.46

    Io sono contento che gli stranier diminuiscano nel nostro territorio. Purtroppo. non tutti quelli che arrivano, lo fanno per motivi di lavoro o di studio. Poi il territorio, e' scappato di mano.

    Rispondi

  • alex

    01 Ottobre @ 12.27

    Saranno calati i residenti (o per meglio dire i regolari) ma sicuramente sono aumentati e aumentano gli irregolari, basta uscire e andare per strada per rendersene conto. Questo è ciò che si percepisce con certezza, vedendo anche la tipologia di comportamento incivile di tanti di costoro che cazzeggiano tutto il giorno e la notte (oltre a quelli che poi compiono ogni genere di azione più o meno illegale tipo furti, spaccio, imbrattamenti e praticamente impuniti). Abbiamo dei numeri di disoccupazione che fanno rabbrividire e dobbiamo pensare alla mondialità, ma quanto ci costa ciò? Forse ben più dell' 8% o 12% citati con tanta supponente soddisfazione.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    01 Ottobre @ 12.19

    IL MINISTRO DEGLI INTERNI DEL LAND DELLA BAVIERA ha accusato l' Italia di favorire l' immigrazione clandestina in Germania. Secondo le Leggi dell' Unione Europea , un immigrato indesiderato può essere rinviato nel Paese di cui ha un Permesso di Soggiorno . Se , invece , non è identificato e Permessi non ne ha , deve tenerselo il Paese in cui si trova . Il Ministro bavarese sostiene che l' Italia fa apposta a non identificare i clandestini perchè possano scappare in Germania senza essere rimandati indietro.

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