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Quaranta «nuovi» parmigiani aspettando lo ius soli

Attestati di civica cittadinanza a bambini nati a Parma da genitori stranieri

Quaranta «nuovi» parmigiani aspettando lo ius soli
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Non è che un gesto simbolico, ma quanto per loro sia importante lo testimoniano i sorrisi. I bambini che ieri hanno ricevuto in Comune l’attestato di civica cittadinanza portano cognomi che li legano ai Paesi più lontani del mondo, eppure sono nati qui, e italiani in gran parte ci si sentono già.
Come avvenuto anche a primavera, l’amministrazione comunale ha pensato a un’occasione per riconoscere a questi nuovi italiani il loro ruolo nella società, attraverso un attestato che non ha valore legale ma che è stato comunque ricevuto con piacere dalle famiglie riunite nella sala del consiglio per una cerimonia semplice ma molto sentita: «Si tratta di un segno di rispetto che testimonia l’importanza che diamo all’inclusione – ha spiegato il sindaco Federico Pizzarotti –. Siamo dell’idea che una regolamentazione a livello nazionale sia necessaria perché chi è nato qua non può aspettare la maggiore età per essere italiano».
Una quarantina i bambini dai due ai diciassette anni, accompagnati ieri dalle famiglie in Comune, tutti nati in Italia da genitori residenti a Parma da almeno cinque anni: «Abbiamo voluto mostrare che li riteniamo a tutti gli effetti parte della comunità – ha aggiunto il vicesindaco Nicoletta Paci - e stimolare una riflessione su un argomento importante come quello della concessione della cittadinanza, in un clima di festa».
E così è stato, perché tra gli sguardi orgogliosi di mamma e papà e i sorrisi di bambini più o meno consapevoli del valore della pergamena che hanno ricevuto, il clima è stato proprio quello della festa: «Per me è una cosa bellissima – dice Elisabetta Cani, quattordicenne di origine albanese - e spero che tutti i ragazzi nati in Italia come me abbiano questa occasione. In realtà spero ancor di più che la legge cambi e ci riconosca da subito come cittadini italiani perché io mi sento italiana a tutti gli effetti, sono cresciuta qui, conosco questo come il mio Paese».
Per molte famiglie lo scoglio dell’integrazione è già stato in parte superato, grazie al lavoro, all’ambiente scolastico frequentato dai figli e ai legami creati a Parma: «Noi ci siamo sposati qui – raccontano i coniugi Chagua, originari del Perù - e tornare oggi in Comune a prendere l’attestato per i nostri quattro figli, Davide, Jacopo, Fabio e Alessandro è una bella emozione. Loro si sentono italiani, tanto che quando li abbiamo portati per due mesi in Perù non vedevano l’ora di tornare a casa, perché casa per loro è Parma».
I piccoli annuiscono, d’altronde qua hanno amici e sogni per il futuro, Fabio per esempio sa già che da grande vorrebbe fare il poliziotto.

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  • filippo

    26 Ottobre @ 20.21

    Pizzarotti ha trovato le priorità del comune...invece quando ci sta l'allerta maltempo al comune nessuno se ne accorge

    Rispondi

  • Maurizio

    26 Ottobre @ 19.57

    Per me più che aspettare lo ius soli o fare questa inziativa comunque lodevole è ora che si faccia qualcosa di concreto per eliminare la burocrazia per il figlio di uno straniero nato in italia perchè ha gli stessi oneri di uno straniero ed è continuamente costretto a perdere tempo per avere una marea di documenti per fare qualsiasi cosa

    Rispondi

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