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Cronaca

Attentato, i tunisini di Parma: «Violenza inaspettata»

Ali Cherif parla di "Un Paese tranquillo"

Ali Cherif (Comunità tunisina di Parma)

Ali Cherif

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Un episodio di «violenza assurda, inaspettata». Anche la comunità tunisina di Parma, rappresentata in città da ben tre associazioni, non può fare altro che guardare con grande sgomento a quanto accaduto ieri nella capitale del proprio paese d’origine.
«Un paese tranquillo», secondo Ali Cherif, tra i referenti dell’Associazione degli Immigrati Tunisini “Verdi” (le altre due sono Voce Nuova Tunisia e Donne Tunisine), che ieri mattina, al lavoro, appena sentito dai colleghi il racconto dell’attentato rivendicato dall’Isis, ha fatto davvero fatica a credere alle propri orecchie. «Era impensabile un fatto del genere: in Tunisia la situazione è sotto controllo in questo periodo - spiega Cherif - e un quinto della popolazione vive grazie al turismo. Le vittime e gli ostaggi dell’attentato erano in vacanza, erano lì per divertimento e un gruppo di pazzi ha rovinato tutto. E così, quanto accaduto - continua il referente dell’associazione - adesso rischia di distruggere completamente l’immagine del nostro paese».
Un’immagine ben diversa da quella del sedicente stato islamico, visto che, ricorda ancora il portavoce dell’associazione Verdi, «attualmente al governo c’è un partito laico». Evidentemente, però, per gli estremisti dell’Isis quella nazione arrivata appena un fa, dopo la cosiddetta Primavera Araba, a una nuova costituzione e a un sistema di elezioni libere, andava colpita e punita. Vicinanze così troppo nette col mondo occidentale sono intollerabili per chi si autoproclama portatore di un messaggio religioso che di certo ha ben altri precetti. «Volevano fare vittime anche nel Parlamento - continua Ali Cherif - e quello che proprio non riesco a capire è da dove sia saltato fuori questo Isis, in grado di fare continuamente danni in tutti i paesi arabi». In quello non molto lontano dalle coste italiane, invece, la popolazione si è conquistata a fatica dei diritti e uno stile di vita che col terrorismo non vuole avere nulla a che fare. Ed è soprattutto per queste ragioni che lo sgomento, anche tra i membri della comunità residente nel parmense, è decisamente grande. «Mi dispiace tantissimo per le vittime - conclude Cherif - e mi auguro che non accada mai più una cosa del genere».

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  • AlesFino

    20 Marzo @ 12.25

    Alì è tunisino, Alì è musulmano, Alì è un mio amico come tanti tunisini, pakistani, ghanesi, camerunensi, cingalesi, albanesi, rumeni, ucraini, russi, cubani, americani, sudafricani, moldavi.... Quello che sta succedendo è davvero opera di pazzi che come in tanti corsi e ricorsi della storia hanno trovato il modo di fare soldi, avere un territorio e distruggere chi vive in serenità e non si sa e vuole più difendere. La violenza inaspettata dei fatti di Tunisi è vera, e vedere la gente di Tunisi, le donne di Tunisi, riunirsi e condannare, stare tutti insieme per aiutare, per cantare l'inno in un momento di grande paura dà un grande esempio di popolo e identità sociale. Siamo fratelli, siamo umani. E grazie per aver conosciuto persone come Alì, Rebecca, Aftab e tanti altri che sono.... bravissime persone e imparano da noi a possono anche insegnarci nuove importanti e semplici cose della vita. — con Rebecca Kraiem. "Alì è tunisino, Alì è musulmano, Alì è un mio amico come tanti tunisini, pakistani, ghanesi, camerunensi, cingalesi, albanesi, rumeni, ucraini, russi, cubani, americani, sudafricani, moldavi.... Quello che sta succedendo è davvero opera di pazzi che come in tanti corsi e ricorsi della storia hanno trovato il modo di fare soldi, avere un territorio e distruggere chi vive in serenità e non si sa e vuole più difendere. La violenza inaspettata dei fatti di Tunisi è vera, e vedere la gente di Tunisi, le donne di Tunisi, riunirsi e condannare, stare tutti insieme per aiutare, per cantare l'inno in un momento di grande paura dà un grande esempio di popolo e identità sociale. Siamo fratelli, siamo umani. E grazie per aver conosciuto persone come Alì, Rebecca, Aftab e tanti altri che sono.... bravissime persone e imparano da noi a possono anche insegnarci nuove importanti e semplici cose della vita. Alessandro, italiano, cattolico.

    Rispondi

  • Biffo

    19 Marzo @ 17.03

    Ieri ho sentito Chaouki, su Rete4; al suo confronto, una Santanchè becera, frusta e scontata. Persino Khalid la sormontava, di qualche km. Basta poco, che cce vò?

    Rispondi

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