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Gli assessori incontrano gli immigrati

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di Laura Ugolotti

Per vivere in una comunità senza conflitti né pregiudizi l’unica strada è il dialogo. Con questo spirito ieri sera, al centro islamico di via Campanini, si è tenuta la prima «Giornata dell’accoglienza», a cui sono stati invitati rappresentanti delle comunità islamica, albanese, ebraica, tunisina, dell’Amministrazione comunale, della chiesa cattolica (con don Raffaele, presidente del Consiglio delle Chiese) e delle associazioni cittadine, tra cui l’Avis, il Borgo e il Forum interreligioso di Parma, rappresentato da Luciano Mazzoni.
L'incontro, organizzato dalla comunità islamica, è un ulteriore tassello del patto di cittadinanza firmato due anni fa con il Comune di Parma. Un patto «nato come una scommessa, nella convinzione che il dialogo fosse la strada giusta per isolare le tendenze alla chiusura e all’isolamento», ha sottolineato l’assessore alle Politiche sociali, Lorenzo Lasagna, che ha aggiunto: «Ora questa sede non è più un posto chiuso, sottratto alla città, ma ne è diventato parte». Certo i primi mesi non sono stati semplici: «E' stata una scelta coraggiosa, ostacolata - ha ricordato Zoni, assessore al Commercio ma all’epoca in carica alle Politiche Sociali -, ma grazie all’impegno di tanti abbiamo raggiunto un grande risultato. E’ la storia di uomini che sono diventati amici».
Tra i tanti che si sono impegnati per la moschea c'è l’assessore all’Urbanistica Francesco Manfredi, che due anni fa rese possibile il suo insediamento.
 «Noi vi abbiamo dato la disponibilità - ha commentato - e voi avete dimostrato di essere cittadini autonomi, che non chiedono assistenza ma rispetto reciproco, che vivono di diritti e di doveri e che sono una risorsa economica, sociale e culturale per tutta la città».
Maurizio Vescovi, presente nella doppia veste di consigliere comunale e rappresentante dell’Avis Parma Lirica, ha ricordato l’impegno della comunità islamica per la donazione di sangue: «Il progetto che abbiamo intrapreso dimostra che siete parte della comunità, presenti quando questa ha bisogno. Siamo orgogliosi di avervi tra i nostri donatori».
In poco tempo la sede di via Campanini è diventata un luogo, oltre che di preghiera, anche di cultura, araba e italiana: grazie anche ai banchi prestati dal Comune si tengono lezioni di storia e lingua italiana e di educazione civica. Uno spazio in cui le differenze arricchiscono, invece di dividere.
«Per questo abbiamo voluto invitare i rappresentanti di tante culture diverse - ha spiegato il responsabile della comunità islamica Farid Mansouri -. L’accoglienza, il rispetto, la conoscenza reciproca , abbattono i muri della diffidenza e del pregiudizio».  
 

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  • giuliana

    02 Novembre @ 17.57

    Gent.ma Redazione, posso chiedere se i commenti che vi ho inviato sono arrivati a destinazione? In caso affermativo, posso sapere il perché della mancata pubblicazione? Non contenevano congetture o ipotesi, ma verità sull'islam che trovano riscontro nel corano e sono confermate da studiosi musulmani, ma delle quali solo in pochi sono a conoscenza. Oppure è già così grande la paura? La politica dello struzzo servirà solo a temporeggiare, ma non a rendere meno drammatico il risveglio.

    Rispondi

    • www.gazzettadiparma.it

      02 Novembre @ 18.33

      In effetti Giuliana dobbiamo darle atto che è rimasto "fermo" il suo commento, inviato assieme a tanti altri da vagliare (oltre a inserire tutte le notizie e i contributi multimediali che vede nel sito). Tutti possono dire le loro opinioni, però attenzione a non esagerare. La sua posizione è chiara - l'ha espressa in tanti commenti, in tanti "Dite la vostra" - e noi non abbiamo paura a pubblicarla, come lei sostiene. L'importante è documentarsi con fonti adeguate quando si fanno certe affermazioni e (in generale) non cadere nella diffamazione.

      Rispondi

  • giuliana

    02 Novembre @ 02.43

    Non esistono soluzioni intermedie e gli islamici di Parma, seguendo alla lettera gli insegnamenti del corano, utilizzano la falsità nei rapporti con gli infedeli. E' lo stesso corano che vieta qualunque legame di amicizia con i non musulmani, a meno che il mostrarsi docili e condiscendenti serva per acquisire dei vantaggi in territorio che considerano nemico. L'errore gravissimo che si sta commettendo nel rapporto con l'islam è quello di deformare, interpretandolo come simile al nostro e quindi occidentalizzandolo, un comportamento che in realtà è il contrario di ciò che noi riteniamo "corretto" e leale. Davvero credete alla favola che, abitando in Italia, si considerino sottoposti alle leggi italiane invece che a quelle stabilite dal corano e dagli hadith? Lo sapete che se fosse vero non potrebbero più considerarsi musulmani? E' un'ingenuità che non possiamo più tollerare da parte dei politici, perché è indice di scarsa conoscenza, se non di ignoranza totale, del mondo islamico. E purtroppo questa ingenuità è destinata a costarci veramente cara.

    Rispondi

  • dario

    29 Ottobre @ 11.52

    questi sono fatti tangibili a differenza di chi sbandiera movimenti inesistenti e degli immigrati non ne conosce l'esistenza mentre l'unica preoccupazione è apparire in telvisione e arricchirsi... chi vuole capire capisca

    Rispondi

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