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Strajè-Stranieri

Racconto "strajè" - Parma, la "ex" bella signora

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Questo il testo della lettera - racconto che ci è arrivata in redazione dallo "strajé" Andrea Meli:


Caro Direttore,

Mi chiamo Andrea, sono uno di quei parmensi che ha lasciato i borghi nei quali è cresciuto, perché gli avevano spiegato che “Parma è una città dalla quale bisogna partire, se si vuole arrivare”.
Scelsi Parigi, e da 15 anni, osservo il nido natio da lontano, e , di tanto in tanto, vi ritorno.
Stamane, giunto in stazione ho dovuto chinarmi su di una donna esanime, sollevarla un poco ed avvicinare il mio orecchio alla sua bocca per percepire la sua voce flebile e provata.
Ella sussurra che sul ciottolato del centro, rimbalzano motti di “qualità”, “bellezza”, “lusso”, “cultura”, ma non se ne percepisce il sapore.
Intende verbi sterili di amministratori ,  i quali dimostrano di avere bene appreso le strategie della gestione emotiva, sollecitata tramite campagne mediatiche ad hoc.
La politica degli slogan, che amplifica all'infinito i timori latenti della società senza rispondere concretamente ai suoi bisogni.
E' la redenzione figlia del reality show: Detto, risolto, ovvero, se lo declami, il problema non esiste.
Quella donna, una ex-bella, ormai stremata, rantola di un comportamento  funzionale ad una generazione, che per la maggior parte non è stata educata ad affrontare problemi, perchè cresciuta in tempi in cui per avere bastava chiedere. Anzi, spesso ti davano e basta, pur di togliersi un peso.
Una generazione per la quale la parola meritocrazia ha sapore adulterato.
Figli troppo amati schiavi di immagini e suoni armoniosi, somiglianti ad una melodia verdiana, ma utili a corromperne gli impulsi.
E così l'anziana vuole narrarmi della questione sicurezza, ronde improvvisate per la salvezza, presidi militari, contestando che, in mancanza di pene sicure, fra delinquenti, eserciti e cittadini onesti, alla fine rimangono solo i primi, perché i secondi costano ed i terzi diventano gli ultimi.
Questa è la  verità,  la verità è brutta, e la società viene da un ventennio nel corso del quale si è sforzata di negare il brutto,ingannandosi con le parole laddove verificava il proprio fallimento.
E' così che nasceva la media-crazia sovrana anche a Parma.
Ho ascoltato di una metropolitana, con la cui costruzione si pretenderebbe devastare il territorio comunale.
Subito ho pensato – Gallo inglese!!!- nel terzo millennio a Parma si progettano infrastrutture dell'800... perchè non il teletrasporto? -
Poi ho controllato, il fantascientifico strumento del mitico Mr. Scott è roba del secondo dopoguerra!!!”.(il wi-fi cittadino funziona bene, complimenti)
Ed ancora,:”la metro è buona per i paesi costruiti sulla gramigna, non per le città italiane, le quali affondano le proprie radici nella storia dell'umanità”.
Ma a Parma c'è davvero tutta questa cultura? In fondo non andiamo oltre Marie Louise ed il Cigno di Busseto. Quindi questa metro è onere od opportunità?
Stanca e sciupata interviene:... La metro di per sé ha sicuramente un costo importante, ma se la si intende come strumento per ripensare la città, ecco che si trasforma in occasione formidabile....
“Mmmh... riprogettare la città...-penso io- ma chi me lo fa fare...in fondo ho una vita tranquilla...una posizione di rendita...e che ci guadagno...poi io, in Italia, risiedo in campagna, un luogo tranquillo, verde, pulito”.
La Signora, distesa sul ciglio del viale, mi racconta un sogno:...descrive uno scudo a salvaguardia del buon vivere, dell'individuo, un luogo dove,grazie alla metro, le auto ed i mezzi privati, tutti indistintamente, si arrestano ai parcheggi scambiatori, sulla cerchia delle tangenziali.
E questo perché la polis è al servizio del nomade (i.e viaggiatore).
Un distretto urbano all'interno della quale ci si sposta solo con mezzi pubblici di ultima generazione, dove il cittadino è padrone, la società è efficiente servitore democratico. “
La interrompo: “Pensavo al teletrasporto, per l'appunto:”Signor Mario-Scott , mi faccia salire...ahahah.”-.
Abbozza un sorriso e continua ormai anemica:”... Parma dove i centri storici, abbandonati in balìa del malaffare, ritrovano vita grazie a piani commerciali che assicurino l'insediamento di attività pari a quelle che li hanno svuotati e depauperati.
E così facendo si ri-accompagnano i cittadini ad incontrarsi nelle strade, riconquistare le piazze.
Illuminare le vie con le luci dei loro colori , degli occhi,il suono delle idee, di parole, ricordi e sogni, fino a costringere l'oscurità ad abbandonare.
Vivere appieno la splendida veduta della Pilotta, impreziosita dal verde figlio dell'Arch. Botta, farne luogo di incontro e non di bivacco o spaccio.Con  pic-nic , ed anche nel parco ducale, fra cigni, pettirossi e scoiattoli, in Cittadella ed in altrettanti luoghi nei quartieri.”
-Che ad Hyde Park non abbiano mai capito niente?-sbotto io.
Insiste ancora l'emaciata Signora: ...Una città nella quale l'agorà,  splendido ed ineguagliato  strumento architettonico, riacquisti il proprio significato attorno alla gente ed a rassicurarla.
Non un luogo dove intrappolare il malcontento. Una realtà in cui i nosocomi, gli stadi, i luoghi di interesse collettivo, si edificano in prossimità degli sbocchi autostradali e delle tangenziali, comodi all'emergenza ed all'uso. Restituendo gli spazi omologhi interni alla città, al quotidiano divenire .
Una città la cui pianificazione impedisca la costruzione di stazioni nel deserto ad uso e consumo della più odiosa rivalità e cencellismo.  Cablata per essere in grado di rispondere ai quesiti del cittadino in tempo reale, senza causare disagi, senza tormentarlo con pretese  ridondanti ed obsolete.
Una città che non emargina gli anziani, generazione regina della nostra era, ma li stimola a vivere, muoversi incontrarsi.
“Però...la vecchietta sa ancora sognare”- penso io-
Inarrestabile prosegue: “Il cittadino avrà più tempo per sé stesso, per vivere, consumare, anzi investire in qualità della vita. Imparerà a guardare di nuovo negli occhi questi luoghi, ammirarli, curarli, sarà di nuovo bella, ma soprattutto viva e passionale”.
“Signora, ma...allora lei farebbe tutto questo per vanità” le contesto.
Prosegue: “Già, la vanità dell'essere eccelsa, desiderata , perché offrirei un esempio concreto e positivo, una qualità di vita ineguagliata, ma soprattutto padronanza, gestione della propria esperienza a chi qui vive, mi respira ed ascolta senza doversi tappare occhi ed orecchie, defilarsi velocemente scorrendo lungo i muri dei palazzi. E se ci fosse lucidità, volontà e coraggio nel pianificare tutto questo, ecco che allora anche la più temuta delle sfide diventerebbe un volano formidabile per generare ricchezza,sviluppo sostenibile, modernità, servizi, futuro.  Allora sì, potremmo parlare di Parma Capitale, pianificare nuovi rinascimenti che oggi apparirebbero rancido frutto della più adulterata delle meritocrazie all'italiana. In quel momento parole come qualità, benessere, bellezza,cultura, lusso assumeranno il loro vero ed assoluto valore, perché il loro sapore tangibile e reale addolcirà la bocca di tutti. Parma sarà il luogo verso il quale partire, per arrivare...” ripete aggiustandosi la chioma sfibrata da lustri irrispettosi.
Contesto:-mia bella Signora, lei ha allevato questa generazione che ora critica, e le chiedo: è capace la mia stirpe, di sognare, lottare, soffrire, costruire?
In fin dei conti non abbiamo fatto rivoluzioni, conquiste, nessuna scoperta od invenzione di rilievo,nemmeno abbiamo avuto la capacità di mutuare moti esterni, sembriamo una genìa sconfitta dalla storia e dal destino. Lei ha voglia a parlare di un nuovo rinascimento per la città ducale, se mancano gli uomini siamo destinati a scomparire divorati dalle nebbie che già ci avvolgono.
La media-crazia è l'ultimo baluardo alla decadenza inarrestabile.
Siamo davvero, noi quarantenni, in grado di costruire un futuro, donare ai nostri figli un mondo nuovo, così come fecero i nostri padri?
Oppure dovremmo mestamente cedere il passo, sconfitti dall'inadeguatezza?”
Mi interruppe subito la bella, slacciandosi un bottone della camicetta per rigonfiare il torace agilmente:”Al suo debutto, Marie Louise mi narrò:-Giunta al diciottesimo compleanno i genitori mi avevano già donato quanto potessi desiderare. Così, quella sera, rientrato dal lavoro, il padre mi condusse ad ovest, ed indicando l'orizzonte disse: "Se ad ogni alba saprai individuare una sfida, e desiderarla, giunto il tramonto avrai percorso un miglio".
Così divenni Parma la Bella-.
Aiuto l'anziana Signora ad alzarsi e, ringraziandomi, mi saluta dicendo:”Bentornato figliolo”-.
§
Andrea Meli.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Akshay Jain

    01 Agosto @ 10.14

    interesting consideration about time and places. It is a pity google translation is not enough and my Italian is bad. But very nice. What about putting an english version? Love ITaly and Parma food: the best ever and everywhere. Bye! Akshay Jain

    Rispondi

  • Dafna Van Gent

    31 Luglio @ 16.57

    nice tale guy!!! Why not to put an english version of it, that would be easier! Best all, Dafna

    Rispondi

  • eli

    06 Settembre @ 12.26

    Oggi la maggioranza dei parmigiani urla "non voglio essere suddito di re porco".Repubblica scrive le rime su "parma ex bella".SOLO 2 anni più tardi.Di certo ha colto nel segno e, salvo fulminazioni sulla via di Damasco, ricordo che Andrea sì, era presuntuoso e altero, ma di certo non di sinistra.Dico ALMENO 2 ANNI!!! il gap fra questo uomo e la città.Altro che cancellare menti tanto lucide.Scovate le coscienze critiche della città e date loro una voce potente.Costituiscono un valore aggiunto anche per chi amministra.Non lasciateci in balia dei comitati prezzemolini che cavalcano l'onda emotiva, dei fans o degli oppositori.Fate sentire le voci fuori dal coro,critiche, libere da vincoli di parte e interesse.Rappresentano un baluardo per la popolazione.Di certo a Parma ci sono.E' per il bene comune.

    Rispondi

  • lara malvisi

    03 Settembre @ 17.44

    Trovo molto interessante il racconto e il suo autore.Ho condotto una piccola ricerca per raccogliere più informazioni a riguardo.A parte qualche comunicato stampa, il sig. Meli sembra più inacessibile di Fort Knox.Strano, di solito chi fa il suo mestiere cerca visibilità oltre misura.Eviterò di esprimere il desiderio di poter leggere di più riguardo "l'artista del lusso" sulla Gazzetta di Parma, potrebbe venire facilmente scambiata per la richiesta di un parente o parte interessata.Cosa che non sono.Se però poteste inviarmi più informazioni privatamente via email ve ne sarei grata.Da quasi quarantenne, trovo spietata ma veritiera la definizione della mia generazione, che si trova nella lettera fra le parole " ...non abbiamo fatto rivoluzioni... ,...La media-crazia è l'ultimo baluardo... e: ...Siamo davvero, noi quarantenni, in grado di costruire un futuro..." in fondo al racconto. Comprendo il disagio espresso da altri commentatori.Credo il rilievo da me citato andrebbe posto in evidenza sotto ogni articolo dedicato all'attuale giunta, aldilà della buona fede dei singoli rappresentanti comunali, l'analisi del sig.Meli ne ha colto in pieno le debolezze, quasi prevedendole.Sarebbe anche interessante un'inchiesta di carattere sociologico sulla mia generazione "pramzana".Un desiderio:non sopprimete la pagina,anzi incorniciatela e rinnovatene la memoria.Da ultimo noto che anche altri giornali ora divulgano lettere a vario titolo sulla "Parma ex bella". Con solo 2 anni di ritardo rispetto alla Gazza. E loro si illudono che questo sia il quotidiano più letto per i necrologi.La Gazzetta di Parma è sempre troppo avanti per i concorrenti.Complimenti ai vostri giornalisti.

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    23 Agosto @ 12.01

    Spett. parma quotidiana, le sue frasi "chiedo cortesemente" e "vi intimo" sono un ossimoro. La seconda, in particolare, mi suona infelice. Quanto a "ignorare quel soggetto", se iniziaste a farlo voi e altri lettori che puntualmente ci scrivono messaggi analoghi al suo. forse otterreste risultati migliori. Le ultime tre righe, infine, sono solo comiche: "braccio armato" ? Allora è vero che il gran caldo può fare brutti scherzi. Se ha da criticarci, lo faccia in modo un po' più serio. Grazie e buona giornata. (G.B.)

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