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Macellazione islamica: prove tecniche di dialogo

Macellazione islamica: prove tecniche di dialogo
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di Andrea Violi

Sarà un venerdì speciale per i musulmani, il 27 novembre. Si celebra la Festa del Sacrificio, che ricorda l'obbedienza di Abramo, pronto a sacrificare Isacco su richiesta divina. Per la Festa del Sacrificio, Id al Kabir, i musulmani tagliano la gola a un agnello o un capretto. La macellazione rituale nel Parmense non si può fare, anche se i musulmani chiedono da tempo che si trovi una soluzione. Ora sembra che da parte delle istituzioni si studi la questione, pur con le cautele del caso. La Provincia ha cominciato a parlarne con i macelli pubblici. Anche il Comune è al corrente del problema.
L'argomento è di quelli complessi. I musulmani chiedono di poter uccidere ovini e bovini come prescritto dalla loro fede ma più volte (ad esempio dalla Lega Nord) è stato contestato un problema: il rito non rispetterebbe la normativa sul benessere animale. Bisogna stordire l'agnello prima di ucciderlo, ma non è detto che i musulmani accettino questa deroga al rito. E non è facile trovare macelli disposti a ospitare questo rito: servono investimenti e bisogna gestire un notevole afflusso di persone in una giornata particolare dell'anno. (Scheda: come avviene la macellazione rituale nell'Islam)

LA PROVINCIA INIZIA A PARLARNE. «Abbiamo iniziato un percorso con i macelli - dice il vicepresidente della Provincia Pier Luigi Ferrari, interpellato da Gazzettadiparma.it -. A me preme che restino aperti i macelli. Nei territori marginali il macello è un'attività che remunera poco; questa (la macellazione rituale, ndr) potrebbe essere uno sbocco. A Borgotaro ne stiamo parlando; a Parma lo facciamo da tempo. Comunque se ne parla per l'anno prossimo. Chi fosse disponibile dovrebbe fare investimenti in tecnologie; ci sono bandi del piano di sviluppo rurale che hanno attinenza con la filiera della carne». Ferrari spiega che in questa fase se ne parla solo con i macelli perché il discorso è a dir poco embrionale. Se emergessero disponibilità da parte di aziende, allora si potrebbe allargare il tavolo alla comunità musulmana e a tutti i possibili interlocutori.
Uno di questi può essere il Macello di Parma. Il direttore Mirko Dolfen spiega che ogni anno riceve richieste per abbattere ovini per la Festa del Sacrificio. Richieste alle quali non può dare seguito. Dolfen conferma che il tema potrebbe essere affrontato in futuro, se sarà chiesto dalle istituzioni, ma in questo momento non è prioritario per la sua azienda. «Esistono soluzioni compatibili con la questione del benessere animale - spiega Dolfen -. È possibile l'utilizzo di pistole ad aria compressa che stordiscano l'animale (prima dello sgozzamento, ndr): a volte le autorità religiose musulmane l'hanno accettato. Abbiamo avuto richieste per il 27 novembre ma abbiamo risposto che non siamo disponibili. Abbiamo anche detto che ragioneremo assieme all'Amministrazione comunale e al Servizio veterinario sull'opportunità o meno di programmare un servizio di questo tipo. Sui bovini il problema è meno sentito, al contrario degli agnelli, che possono essere macellati in strutture più piccole della nostra». Il macello studia un più ampio progetto di investimenti per il 2010 e la priorità, dice Dolfen, va «alla valorizzazione della carne di Parma», per «realizzare una filiera con il Parmigiano Reggiano, valorizzando la carne delle vacche allevate secondo il disciplinare di produzione».

I MUSULMANI: «NON VIOLIAMO LA LEGGE». La strada verso un ipotetico accordo è assolutamente in salita. Farid Mansouri, presidente della Comunità islamica di Parma, conferma che nella nostra provincia «la macellazione rituale non c'è. La carne nelle macellerie islamiche può venire da Brescia o da altre città. A nessuno è consentito macellarla privatamente: la legge prevede che si passi dal macello. Cerchiamo di raggiungere questa prassi in provincia ma per adesso abbiamo ricevuto risposte negative dal macello di Parma. Qualche mese fa abbiamo parlato anche con il Comune, ma per adesso non c'è nulla di concreto». Pare che il problema sia allo studio ma al momento il Comune non ha definito progetti ad hoc, né ci sono dichiarazioni ufficiali in merito.

Sulla questione del benessere animale Mansouri non dà giudizi, ma non sembra favorevole allo stordimento preventivo. «In Inghilterra sono stati fatti studi scientifici in laboratorio - sottolinea -. È stato provato che in tre secondi esatti l'animale si stordisce e non sente più dolore. L'animale fa uno scatto perché viene a mancare il sangue al cervello, ma non reagisce più».
Mansouri dice poi che, a suo parere, la legge italiana già consentirebbe la macellazione rituale. Il presidente cita il decreto ministeriale 11 giugno 1980. All'articolo 1 il decreto dice «Si autorizza la macellazione senza preventivo stordimento eseguita secondo i riti ebraico ed islamico da parte delle rispettive comunità». All'articolo 3 è comunque prescritto di «evitare il più possibile sofferenze» all'animale. Il modo di conciliare le leggi della fede musulmana con quelle dello Stato insomma può essere oggetto di una discussione molto aperta.
«Non facciamo qualcosa contro la legge, altrimenti a Reggio e in altre città non farebbero la macellazione rituale - sottolinea Mansouri -. Negli anni precedenti alcune persone sono state fermate durante la Festa (perché macellavano agnelli a casa, ndr) e hanno pagato una multa». Il consiglio della Comunità ai fedeli è quello di delegare tutto alle strutture autorizzate: «Io ad esempio sono andato a Reggio, dove l'addetto lo fa per me - dice Mansouri -. Si può andare fuori provincia oppure fare una donazione in beneficenza. Chi vive dove si mangia carne tutto l'anno, come in Europa, può fare una donazione a un Paese povero (al posto del sacrificio animale, ndr). L'Islamic Relief raccoglie le offerte, che variano a seconda del Paese cui sono destinate».

LA PROCEDURA RICHIEDEREBBE INVESTIMENTI. Ora, mettiamo per ipotesi che a Parma (come fatto a Reggio sabato scorso) un giorno futuro si trovasse un accordo su una macellazione islamica adattata, stordendo prima l'animale sacrificale. Cosa dovrebbe fare un macello che volesse attrezzarsi? «In quel caso bisognerebbe comprare le pistole ad aria compressa e realizzare strutture contenitive per animali di piccole dimensioni - spiega Mirko Dolfen, direttore del Macello di Parma -. Bisognerebbe poi individuare i percorsi delle carni macellate e dei sottoprodotti legati a questa procedura. E serve uno spazio ad hoc dove effettuarla (tra l'altro con un orientamento verso La Mecca, ndr)». Un macello come quello di Parma, dice Dolfen, spenderebbe 80-90mila euro per adeguamenti del genere, che comunque al momento non sono previsti.
Marco Pierantoni (Servizio Veterinario Ausl) fa osservare un altro aspetto. «Il problema è avere un afflusso di decine di persone, nel macello, in un giorno particolare richiedono di rispettare la tradizione - dice Pierantoni .- In provincia di Parma non abbiamo nessuna struttura che abbia ritenuto di affrontare la questione. In altre province so che ci sono accordi per gestire questa giornata. A noi (Ausl, ndr) a Parma non è stato richiesto. Attenzione però: si può discuterne solo se una struttura è disponibile. E anche quando c'è un accordo, i problemi sono molteplici. Gli animali devono essere di provenienza controllata e avere un certificato d'origine. Devono essere trasportati in modo adeguato. Altrimenti si tratta di macellazione clandestina».

(foto d'archivio: un agnello viene preparato per il sacrificio in Palestina)

 

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  • Carla Rossi Bussola

    26 Giugno @ 20.08

    ..."multietnico non significa importare la barbarie e l'inciviltà,non significa far morire gli animali dissanguati in una lunga agonia in nome di una religione.Multietnico significa semmai che il meglio della mia civiltà si unisce al meglio di altre civiltà".

    Rispondi

  • Bosch

    27 Novembre @ 01.18

    In Italia esistono leggi ben precise contro il mattrattamento e torture agli animali e vanno rispettate come tutte le leggi Italiane. Non dovrebbe nemmeno essere punto di discussione. E poi parliamo tanto dei farabutti che abbandonano i cani. Questo mi sembra altrettanto grave... o più.

    Rispondi

  • franco

    26 Novembre @ 19.55

    NON PERDIAMO DI VISTA IL "GOSINO" CHE ANCHE LUI "SIGA" QUANDO LO "CO'RANO" NON CORANO PER CARITA'!!!!! QUINDI QUELLO CHE NOI ABBIAMO FATTO (E ANCORA FACCIAMO) NON E' DISSIMILE DA QUELLO CHE FANNO EBREI E MUSSULMANI!!! A PROPOSITO, NOI MANGIAMO IL "CAVALLO PESTO"......ANDATE A SPIEGARLO AGLI INGLESI CHE E' BUONO E FA BENE.....COME MINIMO CI DANNO DEGLI ASSASSINI TROGLODITI!!!!!

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  • paolo gonzaga

    26 Novembre @ 19.46

    Il suggerimento del Responsabile del centro islamico di Parma di inviare i soldi per il sacrificio rituale in paesi dove si soffre la fame è una soluzione ideale. E' un'opera di carità oltremodo necessaria, che potrebbe essere compiuta anche dai non musulmani come atto di solidarietà verso i più poveri del mondo, permettendogli di mangiare della carne almeno una volta all'anno. Islamic Relief è la maggiore e più affidabile associazione internazionale umanitaria islamica e opera a favore dei più poveri senza distinzione di religione, nazionalità o colore. Il senso di questa festa, come in tutte le feste religiose è quello di dare un segnale tangibile del nostro amore verso il prossimo, senso più che mai attuale viste le condizioni di estrema povertà in cui vivono alcuni miliardi di esseri umani.

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  • Francesco

    26 Novembre @ 17.46

    PRIMA COSA Già qualche mese fa , in occasione della festa conclusiva del Ramadan, ci fu una dichiarazione di guerra simile a quella di oggi contro la macellazione halal da parte di leghisti ed animalisti , che facevano fuoco e fiamme, minacciando ronde e denunce. Non se n' è più saputo niente. Quanti interventi e quante denunce sono state fatte in quell' occasione ? Probabilmente anche 'sta volta se ne faranno altrettante. SECONDA COSA , SIGNOR HECTOR La macellazione halal è una crudeltà , proibita per questo. Ciò che lei dice è largamente inesatto . Quello che sbrigativamete definisce "la carotide" e "la giugulare" è in realtà un sistema complesso. Di carotidi ci sono le "comuni" , le "interne" e le "esterne". E, sia di "comuni" che di "interne" e di "esterne", ce ne sono una per lato. Simile è la configurazione delle giugulari. Se lei recide le carotidi comuni o le carotidi interne toglie sangue al cervello, ma , se recide la carotide esterna , toglie il sangue alla faccia. Per ottenere una perdita di conoscenza ed una morte rapida dell' animale, lei dovrebbe essere sicuro di tagliare le carotidi comuni di entrambi i lati, cosa che non sempre accade, con la possibilità, come non di rado avviene, che la bestia soffra a lungo prima di soccombere per dissanguamento. Quelli che hanno visto macellazioni halal concordano sulla sua crudeltà. SIGNOR PAOLO nessuno vuol dare lezioni a nessuno. Si forniscono informazioni. Chi è interessato ad informarsi , può recepirle , chi non è interessato, non è obbligato da nessuno.

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