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Profughi, rom...Parole, paure e rabbie parmigiane 2015

Nei commenti al sito e nel dibattito sui social reazioni contrapposte: quasi una doppia parmigianità

Profughi, rom...Parole, paure e rabbie parmigiane 2015
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Francesco - 10 Luglio @ 05.38:

La gente è stanca e chi non l'ha capito vuol dire che non ha capito il popolo. il buonismo è solo coglionaggine !

Francesco - 10 Luglio @ 07.41:

VERGOGNATEVI! No ai centri di accoglienza significa No a solidarietà umana e aiuto a persone che scappano dalla morte. In Italia siamo a livelli tali di ignoranza e impoverimento culturale da non renderci conto che quello per cui protestare non è la contrarietà a forme di accoglienza organizzata e legale ma l'esatto contrario. NO ALLO STATUS DI CLANDESTINO, NO ALLA DETENZIONE NEI CAMPI PROFUGHI, NO ALLA RIDUZIONE IN SCHIAVITU' DI PERSONE, NO AD UNO STATO CHE SE NE FREGA DI POVERTA' E IMMIGRAZIONE FAVORENDO TENSIONI SOCIALI E ALIMENTANDO MAFIE E CRIMINALITA' DI OGNI TIPO, questi sono i problemi veri e le cose da combattere. SI' ALL'ACCOGLIENZA, SI' ALLA LEGALITA'.        ...............................................

Lo stesso nome Francesco, lo stesso spazio commenti, la stessa città... Eppure è difficile immaginare e simboleggiare meglio due mondi e due modi di pensare così contrapposti.

Sono due commenti all'articolo sui profughi e alla fiaccolata del Golese. Da una parte la rabbia, e quella parola (buonismo) che oggi è diventata quasi un insulto, o - come dice il primo Francesco - rischia di essere sinonimo di "coglionaggine". Dall'altra la replica del secondo Francesco, sulla situazione di queste persone e sulla necessità di un atteggiamento di accoglienza.

Fatta la tara a xenofobia e a strumentali ingerenze politiche (magari di segno opposto, come quelle viste a Golese) quello che arriva in redazione e che si percepisce in giro per la città è un crescente sbandamento, verbale e di pensiero, che non può essere liquidato o ignorato da nessuno. Che non si risolve ignorando chi la pensa diversamente o etichettandolo con disprezzo (razzista a tutti quelli che stanno dalla parte dei no, invertebrato o peggio a chi sta dalla parte dell'accoglienza).

Ovviamente è un problema di dimensioni ben più vaste di Parma o Baganzola. Ma intanto è qui che dobbiamo trovare risposte, possibilmente tutti insieme. Forse ne dovrebbero discutere di più anche le istituzioni e la politica, e più costruttivamente che non nelle ormai stucchevoli schermaglie quotidiane (proprio sui profughi, il dibattito che abbiamo riportato ieri e oggi è l'ennesimo e sterile muro contro muro, come se le lacune fossero tutte e solo a Parma o tutte e solo a Roma

Ma quello che a noi compete come cronisti, è soprattutto registrare questa tensione crescente, e questo snaturarsi - giorno dopo giorno - di quel senso di tolleranza e solidarietà che è sempre stato tipico dei parmigiani. E l'impressione è che non ci scrivano solo razzisti e xenofobi per "vocazione": ma che ci sia anche una fascia, non trascurabile, di parmigiani che pur partendo da "buone" intenzioni faticano ad accettare certe conseguenze di un fenomeno spesso senza controllo, certo non solo a Parma.

La stessa notizia dei 250mila euro stanziati per l'educazione dei bimbi rom, se da una parte viene vista come uno strumento per strappare quei bambini a un certo tipo di vita, dall'altra appare stridente a chi paragona - magari semplificando - i tagli agli asili o ad altri servizi con questo stanziamento. Allo stesso modo, nei commenti al sito avvertiamo la crescente insofferenza per uin sempre più diffuso rispetto dalle regole, che mette oggi fuori gioco (e fuori controllo?) aree di città, come nell'articolo sul parco di via Bologna, o che propone casi di vera impunità, come nella notizia di ieri sull'uomo condannato per avere sfregiato la moglie ma subito libero.

Ecco: quello che oggi sembra dirci il nostro spazio commenti, e quello che da cronisti possiamo limitarci a  segnalare,  è che oggi ci sono come due parmigianità, quasi contrapposte. E in mezzo c'è una grande e delicata questione (profughi e immigrazione di massa) che si potrà risolvere solo se ognuna delle due "fazioni", anzichè rinchiudersi nelle proprie convinzioni, si misurerà molto concretamente con le riflessioni dell'altra. Per arrivare a soluzioni concrete, che non incoraggino un latente razzismo ma che non creino ulteriore tensione.

Qual è la vostra opinione? Quali sono le proposte concrete? Che cosa dovrebbero fare la politica e le istituzioni cittadine? Dite la vostra nello spazio commenti sotto questo articolo

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  • Nocciolina

    11 Luglio @ 10.37

    se esistono due parmigianità contrapposte, allora sono quella della legalità contro quella dell'illegalità. Illegalità che sta anche nel privare i CITTADINI ITALIANI, che pagano le tasse ecc., delle risorse a cui avrebbero diritto e per le quali pagano: asili, scuole, ospedali, assistenza ai disabili e anziani... Una società sana deve prima di tutto pensare a queste cose e poi, forse, fare della "beneficienza".... ammesso che di ciò si possa parlare, visto che in realtà sembra che per essere "aiutati" in italia si debba essere clandestini, zingari, ladri e furbetti.

    Rispondi

  • marirhugo

    10 Luglio @ 23.22

    un giorno sull'autobus si sente ,dal cellulare acceso dell'autista " ...profughi distribuiti...."" e una signora seduta davanti "eh no, non sono mica pacchi!..."" e dal fondo dell'autobus " no, no, quelli vogliono tutto e subito: il cellulare, la parabolica, tutto gratis..." e poi altri due... 3 a 1 sembra contro i profughi.. ma no, contro il governo, i politici.. Un mio conoscente "la casa popolare le danno tutte agli extracomunitari" e io gli dico " dove abito io ci sono 20 famiglie, una marocchina e una rumena. e gli altri? tutti extra comunitari? " e lui " si mo vabe' pero'..." La terra girava intorno al sole, ma la chiesa ci ha messo 1500 anni per riconoscerlo. e ci sono ancora i lefebvriani. Le persone migrano da 20 mila anni, al giorno d'oggi sono piu' di 200 milioni, Parma ha 338 profughi.. allora e' possibile che esista il comitato Golese? si con i quali si deve dialogare?! giusto. Ma alla fine quelli del comitato nella scuola di baganzola e quelli di baganzola nelle case di quelli del comitato.

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    • filippo

      11 Luglio @ 01.04

      si 338 profughi a 35 euro al giorno quanto fa? ma si basta chiudere gli asili e dare 250.000 euro ai rom e quei fessi dei parmigiani stanno zitti

      Rispondi

  • giuseppe

    10 Luglio @ 19.53

    Ma di quale "razzismo" parli, Maurizio???!!! Qui scrivono solo due categorie di persone: quelle ipocrite (che dovrebbero invitare i profughi a casa loro) e quelle leali, schiette e sincere, quelle che scrivono la pura e semplice verità! Smettiamola con la sciocca demagogia!!!

    Rispondi

  • Marco

    10 Luglio @ 14.07

    Non c'è niente da fare. Finchè ci "beviamo" tutto quello che ci propina nostra signora televisione continueremo a pensare che lo straniero è solo brutto, cattivo e assassino. Poi quando capita che uno di loro rischia di annegare per salvare nostro figlio nel fiume facciamo finta di niente. Negli anni 80-90 dilagava il rifiuto dei meridionali (la Lega nacque per questo). Ora tocca ai migranti. Comunque NULLA potrà fermare questa situazione. L'integrazione\convivenza razziale è inevitabile. Il Ducato di Parma e Piacenza è morto da un pezzo! E quelli che organizzano le marce lo fanno solo per avere voti (che poi si traducono in potere e soldi). Non c'è da parte loro nessun vero interesse, nessuna base culturale, nessun valore etico.

    Rispondi

    • Luca

      10 Luglio @ 15.04

      veramente Marco i cittadini fanno i conti con la realtà e non le fiction della TV e sbaglia chi, come te, della questione vede solo il lato umanitario e sbaglia, come tanti, chi vede solo il lato della sicurezza. In mezzo c'è l'incapacità e la l'improvvisazione politica di ha il compito e il mandato di governare le migrazioni e i flussi umanitari, la questione è solo in questi termini.La "Parma solidale" e "lo spirito dei parmigiani" sono solo parole, quando crei situazioni di degrado (in qualsiasi parte del mondo) non c'è razza o religione che tenga ognuno cerca di difendere il proprio spazio vitale.......

      Rispondi

  • Marco

    10 Luglio @ 12.44

    Due fatti, due stili. Il comune di Parma per decidere quale ponte della Navetta (forse) sarà ricostruito ha selezionato tre progetti (su un numero molto più alto presentati da vari professionisti), poi ha fatto un sondaggio on line poi (forse) spenderà lo stanziamento dando il via ai lavori. La prefettura, portavoce del governo, chiede uno spazio per alloggiare profughi da smistare successivamente; a questo punto si poteva pensare di individuare tre strutture da recuperare, parlarne con i cittadini, fare capire che non si può rifiutare l'accoglienza in un momento di emergenza umanitaria e avere come contropartita una struttura abbandonata recuperata. Invece si individua un'unica possibilità, giusto per levarsi il fastidio, una scuola sul quale si era già investito parecchio, sulla quale era stato proposto un progetto per impiantarvi un centro di formazione per ragazzi svantaggiati, progetto poi naufragato con le dimissioni dell' assessore ai servizi sociali della giunta Vignali. E nessuna alternativa, di queste cose, come delle abitazioni occupate abusivamente, deve aver pensato il sindaco, meno si parla e meglio è. Ci si lamenta che si tagliano i fondi agli enti locali e si permette alla prefettura di cavarsela con 50.000 euro "regalando" uno spazio e un investimento pregresso piuttosto sostanzioso; a mio parere se la città fa la sua parte nell'accoglienza, e credo la debba fare, è giusto come contropartita che gli spazi vengano da strutture in stato di abbandono e degrado.

    Rispondi

    • filippo

      10 Luglio @ 14.20

      peccato che per dare la scuola agli anziani i 50.000 euro non c'erano..

      Rispondi

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