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«Irregolari espulsi anche se hanno figli che studiano»

«Irregolari espulsi anche se hanno figli che studiano»
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«Indietro tutta» dalla Cassazione  sulla tutela dei diritti dei figli degli immigrati a crescere in Italia, dove già studiano, garantendogli la vicinanza di entrambi i genitori anche nel caso in cui uno dei due sia clandestino e colpito da ordine di allontanamento.
Con una decisione depositata ieri (sentenza 5856) e foriera di polemiche, infatti, la Suprema Corte ha stabilito che - contrariamente a quanto affermato lo scorso 20 gennaio (sentenza 823) - solo i «gravi motivi connessi allo sviluppo psicofisico del minore» consentono il protrarsi della presenza del genitore irregolare. E tra i gravi motivi non è compreso il fatto che i figli frequentino la scuola, perché la circostanza è solo una «esigenza ordinaria collegata al normale processo educativo».
In pratica, secondo il cambio di rotta della Suprema Corte, il «generale interesse della tutela delle frontiere, che si esprime nelle esigenze di ordine pubblico che convalidano il decreto di espulsione», non può cedere il passo in favore della tutela di «situazioni caratterizzate da essenziale normalità e tendenziale stabilità, in quanto collegate al normale processo formativo del minore».
Insomma il timore della Cassazione è che, altrimenti, in Italia si finirebbe «con il  legittimare l'inserimento di famiglie di stranieri strumentalizzando l'infanzia».
A pagare il «giro di vite» è un padre albanese senza documenti che vive a Busto Arsizio (Varese) con la moglie regolare – e in attesa della cittadinanza italiana in quanto adottata nel 2005 da un signore che voleva aiutarla a non tornare tra gli stenti dell’Albania – e due figli che vanno a scuola e sono ben inseriti. Adesso Myrtja A. può dire addio alla speranza di restare accanto alla sua famiglia.
Il verdetto ha suscitato «grande e seria preoccupazione», ad esempio, nell’Alto commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay, che l’ha espressa nel corso della conferenza stampa che chiude la sua visita di due giorni in Italia. «Nel mio incontro con il ministro degli Esteri, Franco Frattini, quest’ultimo – ha spiegato Pillay – mi ha dato la garanzia dell’impegno dell’Italia sulla difesa dei diritti dell’infanzia. Seguiremo questa questione».
Per il presidente di «Terres des Hommes», Raffaele Salinari, «si fa un vistoso passo indietro nel senso civile e nella coerenza fra politica interna e rispetto delle Convenzioni Internazionali sulla tutela dei minori, di cui l'Italia è  firmataria. Inoltre con l’allontanamento, si rende ancora più fragile il minore straniero, che diventa ancora più esposto alla criminalità organizzata, al lavoro nero, alla prostituzione».
«La sentenza della Cassazione non avrà nessun effetto negli asili del Comune di Milano: continueremo ad accogliere i bambini che hanno bisogno, anche se figli di clandestini, nel più fermo rispetto della legalità» ha affermato  l’assessore di Milano alle Politiche Sociali Mariolina Moioli stoppando la proposta del leghista Salvini di rivedere le graduatorie delle scuole d’infanzia alla luce della sentenza. «Al momento - ha detto Moioli - sono 87 i figli di immigrati irregolari che frequentano gli asili  di Milano».
 
 
 
 

 

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  • massimo

    20 Marzo @ 17.55

    perfetto

    Rispondi

  • Matteo

    19 Marzo @ 10.37

    Non si capisce come se sono irregolari possano iscrivere i figli a scuola...comunque è giusta l'espulsione, sarò cinico e senza cuore ma è così che bisogna essere ormai. Se non sei in regola torni a casa tua, se puoi ti metti in regola torni da regolare cittadino altrimenti vai da un altra parte mi dispiace. Cosa credete che se un italiano andasse in africa in un paese islamico sarebbe accolto a braccia aperte..? sveglia!

    Rispondi

  • francesco

    16 Marzo @ 16.07

    Scusate, ma con l'espilsione, chi dovebbe provvedere ai filgi che restano in Italia a studiare? Costruiamo Istituti di accoglienza? Ne facciamo bambini di strada? E se i genitori sono stranieri che lavorano in nero per favorire i guadagni di alcuni "benefattori" che colpa hanno? E che traffico di bambini dovrebbe essere contrastato con questi tipi di espulsione? Se i bambini vanno a scuola sono iscritti nell liste della stessa e quindi hanno un certificato anagrafico, per cui non vedo come potrebbero sparire senza lasciare traccia. Non capisco perchè un minore, chiunque esso sia, figlio di Italiani, stranieri, regolari, irregolari o clandestini non dovrebbe meritare una famiglia che si curi di lui. Spero che questa "regola" (o meglio, tegola) non si debba applicare mai e poi mai.

    Rispondi

  • giordana

    14 Marzo @ 09.22

    e i diritti dei bambini ? i famosi diritti umanitari, e i bambini che "dovrebbero" essere posti sopra ad ogni interesse, dove li hanno buttati?

    Rispondi

  • giuliana

    13 Marzo @ 10.46

    All'apparenza potrebbe sembrare una sentenza ingiusta. Così non è. Di fatto impedisce che mettere incinta una qualsiasi cittadina italiana o straniera con regolare permesso di soggiorno diventi la scorciatoia per legalizzare una presenza irregolare. Senza contare il possibile commercio e strumentalizzazione di bimbi già nati.

    Rispondi

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