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Strajè-Stranieri

Andrea Meli, l'artista del lusso che riscopre (un po') le sue radici. E ironizza in un libro

Andrea Meli, l'artista del lusso che riscopre (un po') le sue radici. E ironizza in un libro
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Quando viveva fra Parma e Noceto voleva andarsene. Così Andrea Meli da adolescente è partito per Londra, per imparare l'inglese, e negli anni è diventato creatore di oggetti di lusso occupandosi di arte e design. Ma da quando è diventato un «cittadino del mondo», Meli ha iniziato a parlare il dialetto. Parma riaffiora nel suo logo - un unicorno su uno stemma con le mele - ispirato a quello del quartiere Cittadella. L'anno scorso ha inviato al nostro sito un racconto che abbiamo intitolato "Parma, la 'ex' bella signora" (leggi).
Parma riaffiora anche nel suo ultimo libro «Inadeguato (come me)»: pochi flash, brevi frasi che comunque bastano per dare un giudizio tranchant. Meli scrive ad esempio: «I Parmigiani sono i Torinesi d'Emilia. Come i secondi dai Savoia, così i primi furono allevati alla corte d'Austria, diligenti e operosi. Hanno saputo creare un optimum all'insegna di qualità, gusto, benessere. Da bravi provinciali, ancora oggi hanno mantenuto un complesso di sudditanza. Per la P.R. austriaca nell'800, il Re Porco oggi»...

UN ARTISTA STRAJE'. Andrea Meli (Ampelio, il nome d'arte) di fatto è uno strajè, anche se lui non si definisce tale. Rievoca gli anni giovanili: abitava a Noceto, figlio di commercianti (è nato nel 1966) e andava a scuola a Parma (prima il liceo Ulivi, poi l'Università, terminata a Londra con una laurea in Chimica industriale).
Dove inizia la parabola di questo personaggio? «È iniziato molto tempo fa - spiega Meli a Gazzettadiparma.it -. Alle elementari andavamo a vedere come si fanno il formaggio, il prosciutto e così via. A 16 anziché andare a ballare, andavo a Milano per conoscere artisti... I miei genitori lavoravano nel commercio, occupandosi di articoli da regalo a Noceto... Con tutto questo background ho iniziato a viaggiare. Ho collaborato con Pino Castagna e con Versace, ho conosciuto Dalì. Poi ho trovato persone che hanno investito su di me, consentendomi di avviare un'attività di design. Lo faccio per conto terzi: per aziende di lusso che realizzano collezioni e per privati. I prototipi che realizzo, poi, vengono venduti come oggetti d'arte». Avere una laurea in Chimica industriale, per un artista del lusso può non essere affatto fuori luogo: «Faccio ricerca sui materiali e le applicazioni - dice Meli -. In questo modo il prodotto non è solo una questione di forma. Ho tenuto in attesa una cliente russa che voleva un ornamento per i capelli - che una volta chiamavamo “cerchietto” - e ho studiato sei mesi la posizione delle pietre, in modo che la rifrazione della luce le facesse l'effetto di un'aureola sulla testa».
Lavora con i giapponesi e gli americani, passando per Europa, Russia e Sudamerica. «In questo momento ho un contratto con un'azienda americana per una nuova collezione di gioielli», aggiunge Meli, che fra i suoi clienti spiega di annoverare sia facoltosi clienti privati sia case importanti. C'è chi si mette in attesa per due anni o più, per avere un pezzo originale dall'artista, che lavora perlopiù da solo. Per come la spiega lui, ama far risaltare le sue creazioni ma non la sua immagine personale. Non gli piace diffondere la sua foto. Il motto nel suo sito? "Lusso è cultura".

"INADEGUATO"... E IRONICO. Per i tipi di Albatros (Roma-Viterbo), Andrea Meli ha pubblicato «Inadeguato (come me)», un piccolo volume con pensieri sparsi su scene di vita quotidiana o aneddoti del passato dell'artista parmense. Lui definisce il testo «un gioco di specchi rispetto alla vita. Un po' una presa in giro di me stesso». Sul web girano presunti post in vari blog secondo cui la cantante Madonna avrebbe citato Meli e il suo «Inadeguato». In realtà su questo aspetto non ci sono conferme: a volte lanciando un sassolino può nascere una valanga.
Il libro invece esiste. Le pagine scorrono veloci, a volte c'è solo una frase, in altri casi il pensiero si fa più articolato. Sui social network: «C'è un sacco di gente a spasso in cerca di avventure... molto meglio tenerli nella rete». Su di sé, con ironia: "Ero un bambino prodigio. A 10 anni ero già cretino come ora".
Più lungo è un richiamo all'infanzia a Noceto: «I miei genitori erano mercanti. Il giovedì era giorno di chiusura settimanale dell’attività, una buona occasione per riunire gli amici attorno ad un piatto di torta fritta, salumi e buon vino. Noi bambini ci confrontavamo con progetti e attese, per poi misurarci in competizioni abominevoli: chi mangiava più fette di torta in un sol boccone, chi centrava la bocca del vicino stappando il vino... Un giorno decidemmo di aprire un mercatino di fumetti usati. Di buon cuore, posi mano alla mia collezione della Marvel e col ricavato portammo i nonni al mare. Fu così che persi i superpoteri».
Vedere una mostra a Parma, a quanto si legge nel libro, stimola nella mente dell'artista collegamenti inusuali: «Visitando l’esposizione CSAC alla Certosa di Paradigna, mi ricordai di Sant’Agostino mentre pensava al Dio come a una montagna di formaggio (...). Al cospetto del divino non siamo che topi che scavano animosamente per cadervi in trappola».
Poco indulgente è il giudizio sul Paese d'origine: «L'Italia è un paese dal quale bisogna partire, se vi si vuole arrivare». E chiaro è «Scudo», il pensiero sui parmigiani e la loro provincialità che abbiamo citato all'inizio.

Visti questi giudizi, si può pensare che Meli sia uno di quelli che "dimenticano" le origini. Sì e no. Lui la spiega così: «Non mi sono mai sentito legato al territorio però... quando mi sono trasferito in via definitiva ho iniziato a parlare il dialetto. La parmigianità è uscita in modo prepotente». Con chi parlava? «Ad esempio, arrivato a Londra nel 1985 ho frequentato le associazioni degli emigranti di Valtaro e Valceno... Poi il mio simbolo: l'ispirazione viene da Maria Luigia e dal simbolo del quartiere Cittadella. Ogni tanto torno a Noceto a trovare i miei famigliari: i miei genitori e mio fratello. Quando posso faccio un salto».

 

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  • Melany

    16 Luglio @ 12.19

    ... certo che la Middleton è fortunata ... un gioiello come la borsetta che gli ha disegnato il nostro ... ha tutte le fortune...non farebbe una anche per me magari in plastica? Scherzo ma i complimenti sono sinceri. Bravo!

    Rispondi

  • Gianna

    21 Giugno @ 15.58

    bravo anche per la creazione per la duchessa. Gianna

    Rispondi

  • Laura

    19 Marzo @ 15.59

    ...anch'io ero qui per l'articolo della Duchessa...per una volta che da Parma usciva qualcosa di buono...Gazzetta che fai lanci il sasso e celi la mano? Almeno rimediate, che so, invitatelo a Tv Parma... Comunque con questi chiari di luna c'è chi riesce. Un mess di speranza per tutti i lavoratori. Beato luii. Ciao!!!

    Rispondi

  • Carla

    19 Marzo @ 09.35

    ...ma la notizia della middleton che fine ha fatto???

    Rispondi

  • Marcella

    12 Agosto @ 18.46

    Bravo Andrea!!!!! Ciao Parma!

    Rispondi

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