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Strajè-Stranieri

Minacce ai musulmani del dialogo

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Facciamo un sacco di dibattiti sull’immigrazione. Spendiamo fior di quattrini per pagare non meglio precisati «mediatori culturali» che l’Islam lo conoscono, se va bene, solo per sentito dire. E poi, quando degli immigrati di fede musulmana si mettono a proprio rischio e pericolo a educare le rispettive comunità al rispetto e alla tolleranza, che facciamo? Li lasciamo soli. Anzi, li guardiamo con un filo di infastidito sospetto giacché, appunto, non partecipano alla kermesse del «bla, bla, bla» politicamente corretto. E per di più - altra gravissima colpa - non hanno in tasca tessere né di destra, né di sinistra, né di centro. Ma solo un desiderio enorme di dirci: «Ecco, potremo anche pregare un Dio diverso e magari avere delle abitudini differenti a tavola. Ma, pur non rinunciando a tutto ciò, siamo e ci sentiamo come voi e vogliamo impegnarci a costruire insieme un unico futuro di progresso e di prosperità per noi tutti e per i nostri figli». Che è poi la chiave di una integrazione vera e non solo declamata. Il sogno coltivato, fin da quando hanno messo piede nella nostra città, da Ben e Rebecca: la coppia di immigrati anima e al tempo stesso guida dell’associazione tunisina «Giuseppe Verdi». Un sogno che, però, ha dato e dà fastidio a molti. Per esempio, a quei signori pare di nazionalità sempre tunisina che, con uno stratagemma, sono entrati nella sede dell’associazione trafugando documenti, strappando e insudiciando gli elaborati che i ragazzini della scuola di arabo avevano dedicato alla Shoah, addirittura facendo sparire anche il passaporto personale di Rebecca. Un episodio, a dir poco, odioso. Comunque, un reato bello e buono che i responsabili dell’associazione non hanno subito denunciato sperando che i mandanti del raid si decidessero almeno a restituire la documentazione rubata. Poi, di fronte ai «Ve la siete andata a cercare» e agli ancora più espliciti «O la smettete con la vostra attività o questo è solo l’inizio», Ben e Rebecca si sono presentati dai carabinieri per sporgere regolare denuncia. Come si fa da bravi e onesti cittadini rispettosi dello Stato di diritto e non dei codici tribali e mafiosi. Ed ora veniamo pure al reale retroscena di questa vicenda, purtroppo, tutt’altro che inaspettata. Perché è vero che Ben e Rebecca «se la sono andata a cercare». Un paio di mesi fa, portando una cinquantina di membri della propria comunità a visitare la Sacra Sindone a Torino. E, prima ancora, organizzando un analogo viaggio nel campo di concentramento di Fossoli, nel modenese, da dove transitavano gli ebrei italiani destinati ad Auschwitz. La meta del prossimo straordinario «pellegrinaggio» che Ben e Rebecca hanno in animo da tempo di compiere. Decisamente troppo per gli integralisti che vorrebbero fare il bello e il cattivo tempo anche dalle nostre parti. E che non vogliono saperne di restituire il bottino del loro infame blitz, pretendendo invece il ritiro immediato della denuncia e il completo e definitivo silenzio delle loro due vittime. Davvero niente male come faccia tosta! Ed allora, che «lorsignori» sappiano che Ben e Rebecca non sono soli. E che la loro voce seminatrice di dialogo e di speranza di riconciliazione, e non di odio, da questo momento sarà anche la nostra.
 

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  • giuliana

    30 Settembre @ 12.35

    Caro Mauro, grazie per la grande opportunità che mi offre per ribadire il nostro dovere improrogabile di informarci meglio sull'islam. Io ho iniziato leggendo il corano ed è stata un'orribile e angosciante sorpresa per quanto vi ho trovato. Certo la mia non è stata una lettura accurata, ma se le stesse parole erano indirizzate a nomadi predoni e analfabeti di 1400 anni fa e sono rimaste identiche, significa che sono forse anche alla mia portata. Infatti è vietato, ai musulmani farsi domande o porsi interrogativi sul corano. Si pretende forse di mettersi allo stesso livello di allah? Al corano bisogna ubbidire e basta. C'è comunque una chiave di lettura e questo spiega perché ci trova tutto e il contrario di tutto. Le sure (capitoli) non sono in ordine cronologico, ma, a parte il primo che si intitola aprente, sono in ordine di lunghezza. allah si contraddice spesso, ma specifica che lui, in quanto allah, può cambiare idea quando vuole e vale l'ultima cosa detta. Ad essa si può risalire solo conoscendo la vita di maometto, che va di pari passo con il contenuto delle rivelazioni, messaggi che erano inviati a secondo delle sue necessità del momento. Arrivati a questo punto, vorrei consigliare a Lei e a tutti coloro che sono interessati, una fonte di informazioni molto seria in cui ho avuto la fortuna di imbattermi. E' suficiente cercare con google Paolo Valerio Mantellini, un medico in pensione che ha lavorato parecchi anni in Pakistan e ora si mette in gioco in prima persona (senza nascondersi nell'anonimato, anzi, mettendoci proprio il suo volto) per mettere a nostra disposizione sia i primi rudimenti sull'islam, sia tutte le successive traduzioni che peraltro continua a fare. Se poi clicca sulla sua pagina web, trova immediatamente "islam 101", una ventina di paginette che può agevolmente scaricare per leggerle in tutta calma ed iniziare un suo percorso di maggior conoscenza. E' un riassunto essenziale. Se incontra qualche problema, me lo faccia sapere. Buona lettura!

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  • mauro

    29 Settembre @ 15.04

    io sono contrario, almeno fino a questo punto della mia esistenza alle religioni; ma e' un discorso molto al di sopra delle mie capacita'; ma di certo l'ignoranza abissale del commento di Giiuliana mi sta molto davanti. Il rettore di una uniìversita' araba a proposito dell' obbligo del velo per le donne, qualche tempo fa rimprovero alcune studentesse dicendo loro " volete saperne piu' di me di islam? e magari negli ambienti religiosi islamici lo scontro e' piu' acceso di quel che si puo' immaginare. Quindi andate da giuliana a farvi spiegare cos'e' l'islam; e magari da pino agnetti secondo il quale se ' c'e' qualcuno che ostacola il dialogo tra religioni e' probabilmente tunisino, tanto per dimenticare chi e cosa e' stato antisemita in europa.

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  • giuliana

    29 Settembre @ 10.58

    Purtroppo la buona volontà di alcuni musulmani, questi sì, gli unici che potrebbero fregiarsi del titolo di "moderati", li pone automaticamente al di fuori del vero islam nei cui confronti ogni tentativo di cambiamento o rinterpretazione del corano è destinato a fallire miseramente. Il sindaco Vignali, che si vanta di aver stretto accordi con il vero islam, dovrebbe usare molta prudenza nel maneggiare ciò che dimostra di non conoscere minimamente, mettendo così a repentaglio, con leggerezza e superficialità, la vita stessa di molte oneste persone. Vorrei anche fare presente alla Gazzetta che la serietà con la quale ci si avvicina all'islam deve includere la serietà e la gravità con la quale si prende atto e non si sottovaluta il messaggio in esso contenuto, come, per esempio l'obbligo (e non scelta) di utilizzare la falsità nei confronti di tutti i non islamici, o il dovere di non farseli amici, raccomandata nello stesso corano. Chiunque agisce diversamente si pone al di fuori dell'islam. L'episodio riportato dall'articolo è un'ulteriore prova, se mai ci fosse bisogno di conferme. Questo non significa odio e razzismo da parte di chi denuncia, si oppone e si ribella all'invasione e alla crescente prepotenza e arroganza islamiche, ma al contrario, serietà con la quale ci si è approcciati ai loro testi "sacri" e proprio per questo non sottovalutazione della gravità e del pericolo per tutti noi degli insegnamenti di un libro che per loro è sacro, intoccabile e immodificabile. Ben e Rebecca vorrebbero riformare l'islam. E questo per i musulmani, anche di Parma, per quelli che, a parole, ma solo a parole, si definiscono moderati, è intollerabile. Purtroppo l'islam moderato è pia illusione propinata a chi si accontenta del "sentito dire " da parte di chi ha interesse a che il vero messaggio non sia conosciuto nella sua integrità, cioè a chi non ha letto il corano o a chi si permette di non prenderlo seriamente.

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