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Ci sono Nosheen anche a Parma?

Ci sono Nosheen anche a Parma?
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La tragedia avvenuta in una famiglia pakistana di Modena (uccisa a sasssate la dona che difendeva la figlia e il suo rifiuto di accettare le nozze combinate dal padre) suscita interrogativi che vanno al di là della vicenda modenese. Anche perchè non si tratta del primo episodio di questo genere.

1)  Questa mattina, sulla vicenda, si registra un intervento della Cgil di Parma. Ecco il testo:

Begam Shanhaz è stata uccisa a sassate per aver difeso Nosheen, la figlia, colpevole di non voler sposare un uomo scelto dal padre. È successo a Modena. Non sappiamo, dal momento che non esiste una statistica, quante donne immigrate siano soggette a vessazioni di questo genere, perché a questo tipo di violenza si accompagna spesso l’omertà. L’omertà dei parenti e della comunità. La stessa omertà che copre le violenze contro le donne al di là della loro provenienza.

Considerare i fatti di Modena come un corollario di una cultura diversa dalla nostra, ascrivibile semplicemente ad un contesto religioso, non è condivisibile. La stessa violenza è diretta ogni giorno all’interno delle mura domestiche a madri, mogli, figlie e bambini. Anche nella nostra occidentalissima civiltà.

La nostra è una civiltà basata sull’uguaglianza fra uomo o donna nei suoi principi ma non nella realtà dei fatti, ci separano ancora molti passi da quel traguardo. Se cosi fosse non ci sarebbero le leggi sullo stalking, i centri antiviolenza, le molestie in casa e sui luoghi di lavoro. Se così fosse non si consumerebbe ogni giorno sui media la pura mercificazione dei nostri corpi. Per limitarci a quest’ambito e non passare ad una analisi delle differenze tra uomo e donna nel mondo del lavoro.

Il Coordinamento Donne della Cgil di Parma esprime grande solidarietà a Nosheen ed invita le donne oggi oggetto di violenza, immigrate e non, a non tacere, a rivolgersi ai centri antiviolenza, a pretendere di non essere lasciate sole ad affrontare questo trauma. A questo proposito serve forse ricordare una volta di più che a Parma esiste una rete di realtà che può accogliere le donne ed aiutarle, frutto di un lungo e costante impegno al quale hanno contribuito per le loro competenze anche le organizzazioni sindacali.

Uffiicio Stampa
Cgil Parma

2) Sempre questa mattina, sulla Gazzetta di Parma è uscito un articolo di PIno Agnetti, per la rubrica VistodaParma, con il titolo           Donna uccisa a sassate: come evitare che accada anche qui

3) Partendo da questi spunti, giriamo la domanda ai lettori. Ci sono, o potrebbero esserci, anche qui ragazze e famiglie che vivono la stessa situazione. E come affrontare la questione? La parola a voi nello spazio commenti in fondo a questo articolo

 

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  • katiatorri

    14 Ottobre @ 20.31

    oggi è stato condannato l'ennesimo italiano per aver torturato per due anno la moglie moldava...ripeto,invece di speculare sulla pelle delle donne per portare avanti crociate antiislamiche non sarebbe meglio mettersi a discutere seriamente sulla violenza maschile generata da una tradizione patriarcale presente nelle culture di ogni dove Italia compresa?

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  • Alessandro

    08 Ottobre @ 17.39

    Gianluca lascia perdere,si perde tempo. Parlano, parlano e quando porti i dati a contraddire le loro tesi non sanno che dire, li definiscono polpettoni, si arrampicano su specchi sdrucciolevolidi opinioni. Sono i fatti a raccontare la verità, non le vostre opinioni. Portate i fatti, come ho fatto io, smentiteli, provate. Dov'è secondo i dati che vi ho riportato la presunta superiorità occidentale? Dov'è? Da quale pulpito puntate il vostro ditino a dire questo si e questo no? Ma chi siete? Non siete nemmeno capaci di confrontarvi civilmente senza insultarvi come bambini all'asilo. Gianluca, lascia perdere che queste persone trovano soddisfazione soltanto in una piccola affermazione personale su un forum. Ma poi una che conclude dicendo "sono donna e giornalista, buona serata." Come se le due cose nobilitassero le proprie tesi..e non si firma neppure la donna e giornalista.. Postilla. Ho ripetuto che scrivo dall'estero in riferimento a un tale che vi aveva fatto riferimento. Se vuoi fare la brillante, devi metterci più attenzione. La prossima volta gradirei una citazione in greco.Sempre dal bignami sulla retorica che tieni a portata di mano.

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  • Armella

    08 Ottobre @ 17.34

    Dear disputing, il punto è esattamente quello, il mio commento del 5/10 alle 12.59 probabilmente mal interpretato da Agnetti e a questo punto anche da lei. Non credo di essere partito per la tangente, facevo solo notare due cose: 1- nell'articolo non si menzionano mai le moltissime violenze sulle donne occidentali (che è sempre giusto ricordare) 2- il tono a mio avviso esagerato in particolare nel finale con quel "nessuno osi più levare una mano ecc..." da vendicatore mascherato. Tutto qui. Poi, non mi chiama in causa direttamente ma non c'è bisogno di un genio per capire che si riferisce a me dicendo razzista, energumeno, ecc. visto che fino a quel momento ero stato l'unico a scrivere un commento "contro"; se no con chi ce l'aveva? Detto questo, ha ragione lei quando dice di concentrarsi sul tema. Ma per carità lasciamo da parte l'idea ipocrita del "noi occidentali siamo meglio", "noi occidentali e l'uguaglianza", "noi occidentali esportatori di democrazia". Parola d'ordine: umiltà. Prima di dare lezioni agli altri sull'uguaglianza e in questo caso sulla violenza machista, guardiamo in casa nostra che c'è ancora tanto da fare. E quando si scrivono articoli o commenti su temi così delicati si devono pesare attentamente le parole e si devono mettere in risalto tutte le possibili sfumature dell'argomento, sempre.

    Rispondi

  • Andrea Meli

    08 Ottobre @ 14.16

    Gentile Gianluca, se vorrà leggere comprenderà che se qualcuno mi chiama in causa, rispondo. Si chiama dialogo od attitudine al confronto. Non mi pare una perdita di tempo, salvo in rari casi. Non ho letto del Sig. Agnetti che scrive "tal Gianluca è...".Si sente tale? Le dice niente "excusatio non petita accusatio manifesta"? (pensi italiano, inglese,latino chissà quant'altro, e scrivono pure che perdo tempo sui forum-emoticon). Leggo il Sig. Agnetti scrivere che il fatto che gli stessi crimini vengano compiuti da Italiani non deve lasciarci abbandonare a loro stesse le donne immigrate. Gli italiani hanno le leggi, una società più...favorevole, loro, Le donne immigrate, NO, od in parte minimamente percettibile. Le pare offensivo? E nel suo del 05.10 alle 12.59, è lei che sembra partire per la tangente con argomentazioni, ipotesi e conclusioni del tutto arbitrarie del tutto OT. Il sig. Agnetti intelligentemente ha profittato di alcuni commenti per perorare la propria causa ancor più legittimamente e con forza. E qui si vede la capacità e, mi si conceda, il suo legittimo opportunismo (qualità non difetto). Qui si parla di donne immigrate e della loro condizione. Chi vuole spostare l'argomento altrove esce dal tema. Non che il problema non esista, non è argomento di questa discussione. Alla luce delle verità della Signora Giuliana ed in risposta a chi chiedeva "allora cosa facciamo": Ora dal mio punto di vista, la denuncia alle Autorità è complicata per chi subisce le violenze e doppiamente pericolosa per l'eventuale testimone che la notificasse (difficile da dimostrare, rischio calunnio e violenza di ritorno-vendetta). Scrivere articoli sui giornali mi pare sterile e soprattutto sottolineo un fatto significativo: non un solo intervento da parte di un emigrante e nemmeno fra i molti amici del Sig. Agnetti (non è certo per polemica contro di lui che specifico). Perciò, Sig. Agnetti, spett.le Gazzetta mettete a disposizione una pagina, un recapito per raccogliere firme ed inviare una petizione ad un politico di riferimento locale, nazionale oppure a Strasburgo, per gli scopi utili ed opportuni? Quali iniziative concrete per coinvolgere la società civile (perchè questo mi sembra il senso della discussione). Attendo risposta.

    Rispondi

  • Armella

    08 Ottobre @ 12.30

    La Sig.ra disputing Andrea Meli ha una buona conoscenza della lingua inglese. Ci tiene a farcelo sapere ad ogni ripresa. Cos'ho aggiunto di valido al dibattito con queste due righe? Nulla. La sua voleva essere una sorta d'introduzione simpatica all'intervento, con la battuta dell'emoticon, dedichiamogli una pagina strajé? Non fa ridere, non c'entra niente. E' proprio di questo che Alessandro parla nel suo intervento. Sono d'accordo con lui quando dice che questo forum è degenerato in una serie di battibecchi infantili, insulti velati e linguaggio violento. Altro esempio: se qualcuno mi da del razzista, come ha fatto il Sig. Agnetti nel suo primo intervento, o mi dice che sono un energumeno del web, o un individuo pieno d'odio, invidia e cinismo, posso ritenerli insulti? Insulti peraltro immotivati. Questo dibattito è andato alla deriva semplicemente perché alcune persone non sanno dialogare con chi non la pensa come loro (ripetono sempre le stesse cose e non ascoltano) oppure sono troppo permalose per accettare alcune critiche.

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