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Parma modello di integrazione

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  • giuliana

    09 Ottobre @ 11.31

    Se la redazione me lo permette, vorrei, come commento, inviare una lettera aperta a sindaco e amministratori. Il primo e innegabile problema che presenta un'immigrazione incontrollata, è quello dato dai grandi numeri. Il secondo problema, e non certo meno preoccupante, è quello dell'esistenza di etnie diverse, incompatibili spesso sia fra di loro che con noi. Vorrei soffermarmi sulla presenza di immigrati islamici che sanno nascondere la propria aggressività dietro parole false e volutamente melliflue, come metodo raccomandato dallo stesso profeta nei confronti degli infedeli. In pochi anni il numero degli immigrati presenti sul territorio della provincia di Parma è aumentato in misura equivalente alla somma degli abitanti dei due comuni più popolati, Fidenza e Salsomaggiore ed è in continua, inarrestabile crescita. Sono dati allarmanti, ma invece di preoccuparsene, che cosa fanno gli amministratori? Non passa giorno che non se ne compiacciano. La nostra tradizione e cultura di paese ospitale ha sempre, di per se stessa, garantito una completa e serena integrazione di qualsiasi immigrato. Solo i piccoli numeri permettono un processo di integrazione naturale e spontaneo, quasi un fenomeno fisiologico, perché i nuovi inserimenti non alterano gli equilibri esistenti. Il fenomeno immigratorio incontrollato al quale siamo stati costretti, si presenta invece con tutta la gravità di un fenomeno patologico sia per i grandi numeri, che contribuiscono essi stessi alla disgregazione in modo preoccupante del tessuto sociale esistente, sia perchè il nostro modo di vita viene rifiutato, prima di tutto, proprio dagli stessi immigrati che vogliono ricostruire qui lo stesso ambiente sociale, con le stesse caratterisiche e regole dei clan tribali che hanno lasciato al loro paese. Analogamente i cittadini italiani, dopo i primi momenti di smarrimento, li considerano, a ragione, corpi estranei alla loro cultura e pericolo per la loro libertà sia presente che futura. E poi, chi dovrebbe integrarsi, noi a loro o loro a noi? Se, voi amministratori, considerate un'integrazione imposta (a loro) come una forzatura, al punto da elargire loro privilegi a noi inarrivabili, ci spiegate per quale motivo non dovrebbe esserlo altrettanto per noi, cittadini italiani, invece di costringerci ad accettare, come nostro indiscutibile dovere, un fenomeno che nasce già patologico? Provo ad elencare qualche esempio di come gli amministratori, invece di essere i primi a pretendere il rispetto delle nostre leggi, abbiano inventato il modo di raggirarle o le abbiano tranquillamente ignorate. La motivazione più pericolosa per il nostro Stato, che dovrebbe essere laico, è la motivazione religiosa, utilizzata, per ogni nuova richiesta, come arma infallibile di ricatto. -ai musulmani è concesso di occupare abusivamente e senza relativi permessi, strade e piazze - ai musulmani è concesso l'utilizzo di macellazioni che provocano sofferenze inutili e gratuite agli animali -ai musulmani è concessa l'edificazione o l'apertura indiscriminata di moschee quando ormai tutti sappiamo che sono luoghi nei quali, mentre la funzione di culto collettivo è solo quella più appariscente, le altre fondamentali funzioni di ogni moschea sono quella politica, quella dell'esercizio della giustizia(tribunali) e quella militare (preparazione strategica -oltre che materiale- di attentati, indottrinamenti per la guerra santa...). Dove sono tutte le relative autorizzazioni? -ai musulmani è permesso di utilizzare in luoghi o edifici aperti al pubblico, indumenti, copri-capo o veli dalll'evidente insito messaggio politico di sottomissione esclusiva a leggi che non sono le nostre, sottomissione della donna all'uomo e discriminazione nei nostri confronti, indossati come una bandiera. -ai musulmani di Parma è concesso il privilegio dell'affidamento omoculturale, cioè di ragazzini musulmani spediti in Italia da soli perché vengano mantenuti a spese di cittadini italiani, ma presso famiglie rigorosamente musulmane. Agli italiani è stato espressamente vietato di scegliere, per il bambino che si intende adottare, una famiglia o un paese d'origine differenziandolo per etnia, religione, razza o cultura. (giochiamo forse sulla diversità tra affidamento e adozione?) -ai musulmani, a Pistoia, la giunta di sinistra ha votato, nel progetto di ampliamento del cimitero, il privilegio di riservarne una parte escusivamente a loro. I dubbi sull'opportunità di una tale concessione hanno cominciato a farsi strada quando hanno preteso la garanzia di un divisorio che li separi distintamente dai non musulmani. A loro, gli infedeli, fanno schifo anche da morti. Da dove deriva il potere che sindaci e amministratori di un territorio utilizzano per distruggere la base sulla quale poggia il fondamento del nostro Stato laico, che è quello di una netta separazione tra potere temporale e potere spirituale? Come può, l'incarico di amministratori di un territorio, attribuire loro il potere di sostenere e dare spazio alle politiche eversive dei cultori di società teocratiche, tra l'altro, e giustamente, essi stessi per primi ad essere convinti della loro incompatibiltà con la nostra democrazia?

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