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Tunisini, sabato un altro corteo

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 Continua la mobilitazione parmigiana di solidarietà al popolo tunisino. Anche per sabato prossimo, infatti, l’associazione tunisina Giuseppe Verdi ha organizzato una manifestazione a sostegno dei connazionali che stanno portando avanti la protesta contro il governo.  L’appuntamento è fissato per sabato alle 15, in piazzale dalla Chiesa, proprio davanti alla stazione. Da qui partirà un corteo che, passando per via Garibaldi, raggiungerà la piazza con striscioni e fiaccole.  Ma non solo. L’associazione Giuseppe Verdi invita tutta la città  e le associazioni che ogni giorno seguono le situazioni di emergenza,  a dare vita a una catena di solidarietà ovvero a raccogliere mezzi di prima necessità di cui ora il popolo tunisino è sprovvisto, a causa delle rivolte interne.

 «Viste le condizioni in cui si trova attualmente la Tunisia e la necessità di sostegno al popolo da parte di tutti noi - spiega il presidente dell’associazione Verdi, Ben Benjedou Belgacem –, chiediamo l'aiuto di tutti e di tutte le associazioni di volontariato per avere la possibilità di inviare mezzi di prima necessità nel nostro Paese. 
Servono ad esempio medicine, coperte, indumenti pesanti per le persone che dormono per strada e hanno perso la propria famiglia». La raccolta avverrà all’interno della sede Enaip di via Gramsci, a partire da domenica dalle 15. Per ulteriori  informazioni contattare Ben Benjedou Belgacem al numero 388.3610397.

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  • katiatorri

    01 Febbraio @ 14.35

    veramente l'unica cosa che hai chiarito è il tuo razzismo...oh ariana,non è che la cultura occidentale,specie quella a te affine,abbia portato solo gioie e la cultura islamica,sempre che se ne possa fare un monoblocco,non è al qaeda...in compenso non hai risposto alla domanda centrale,perchè l'Italia ha mandato al potere con Craxi e supportato fino ad ora anche con Frattini un dittatore come Ben Alì?non eravamo democratici?i dati da te citai poi sono fuori dal mondo,chi ha fatto quelle interviste?a chi?

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  • giuliana

    01 Febbraio @ 11.51

    A katia devo chiarire un punto essenziale, un errore comune a tanti di noi: credere che la cultura islamica sia equivalente a quella occidentale e che le rivendicazioni sociali nei paesi islamici possano essere separate da influenze religiose come da noi. Lo sbaglio dell'occidente è stato quello di non mettersi al fianco e di supportare i veri dissidenti, ma l'errore ancor più grande è stato quello di permettere l'invasione dei paesi europei da parte di una civiltà che porta avanti una cultura di morte e ci vorrebbe tutti sottomessi ad essa. Le riporto alcuni dati impressionanti che riguardano l'Egitto, ma sono sovrapponibili a quelli di altri paesi islamici che in questi giorni stanno manifestando per i propri diritti. Ecco, per esempio, che cosa intendono per "propri diritti" . ...il 59 per cento preferisce l’islamizzazione e il 29 la modernizzazione; l’82 per cento è per la lapidazione di chi commette adulterio e l’84 per cento chiede la pena di morte per chi cambia religione...

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  • katiatorri

    30 Gennaio @ 16.34

    Giuliana,perchè la democratica Italia ha appoggiato il governo dittatoriale di Ben Alì?sa come il dittatore è salito al potere?se il nord africa è una bomba ad orologeria è perchè il popolo ha fame e se ha fame è perchè sono stati favoriti regimi dittatoriali,anche da noi,pur di tutelare i nostri interessi.Avete paura di una deriva estremista islamica?bè piantatela di fare in modo che quei popoli vedano nell'islam più estremo l'unica alternativa alla fame.Le rivolte attuali,specie quella tunisina ,sono laicissime,perchè Frattini si è subito affrettato a dare il suo appoggio,ancora una volta,al dittatore Ben Alì?

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  • giuliana

    30 Gennaio @ 10.46

    Tutto il nord africa è una bomba ad orologeria. I paesi che in questi giorni sono insorti contro i loro governi sono quelli che in occidente definiamo islamici "moderati" nel senso che hanno tentato di darsi una parvenza democratica mostrando di tenere alla larga gli estremisti. Il pericolo è che del caos attuale approfittino gli estremisti per salire al potere, proprio per la possibilità che viene offerta loro dalle proteste di questi giorni, di dichiarare fallito il sistema democratico e presentare la teocrazia islamica quale miglior soluzione. Come è successo in Iran. Se veramente a tutti i maghrebini interessasse la sorte dei propri paesi, dovrebbero tornare in massa per lottare contro tale pericolo, che non è poi tanto remoto. Lo stato di arretratezza dei paesi islamici ha un solo colpevole, l'islam (che è mancanza di diritti umani e di libertà), non la democrazia. La salvezza delle popolazioni è soltanto nella possibilità di avere GOVERNI LAICI, come già aveva fatto Ataturk con le sue riforme. Ma il tumore islam è sempre in agguato, pronto a prendere il sopravvento e infatti ora la Turchia assomiglia sempre più all'Iran. Tutto il maghreb si sta reislamizzando. Presto ci troveremo in trincea, proprio come Israele. Il disegno che stanno portando avanti i musulmani è quello del dominio e della sottomissione mondiale alle leggi di allah. Purtroppo l'Italia (e l'Europa) è piena di traditori pronti a rinnegare la storia e a svendere la nostra libertà. La soluzione alternativa a governi democratici (non perfetti, ma perfettibili) è forse nel comunismo o nell'islamismo? Mi sbaglio o sarebbero queste, Katia, le sue soluzioni? Se i maghrebini non difendono a spada tratta la LAICITA' sono veramente perduti. E' adesso che sono davanti al bivio. Noi possiamo solo restare ad osservare.

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  • katiatorri

    29 Gennaio @ 18.36

    se Pantalone ha le tasche vuote la colpa è del capitalismo reale e disumano che amate tanto e che considera le persone solo come mezzi atti per l'arricchimento di altre,in realtà i ricchi,i Berlusconi ,i Marchionne ,le tasche le hanno più piene di prima,siamo noi a non avere più un futuro ed intendiamo riprendercelo non cadendo nel giochino del farci dividere in italiani e non,se la finanza non ha confini non devono averli neppure le sue vittime

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