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Festa e integrazione vanno a braccetto: grigliate, tango e solidarietà nella settimana dedicata all'Argentina

Festa e integrazione vanno a braccetto: grigliate, tango e solidarietà nella settimana dedicata all'Argentina
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di Andrea Violi

È una settimana di festa degli immigrati originari dell'Argentina con grigliate, partite di calcio, proiezioni di film, mostre di artigianato... Maggio è speciale perché in questo mese, nel 1810, nacque il primo governo indipendente dell'Argentina. In realtà la festa è per tutti i parmigiani: d'altronde, spiegano gli argentini dell'associazione Libertango, loro si sentono - e sono - parmigiani a tutti gli effetti. Non è una questione di documenti ma di reale integrazione.
Con questo spirito l'Associazione di Emigrati Argentini Libertango Parma propone alla città la Semana de Mayo, una “settimana di maggio” (da domenica 22 a sabato 28) all'insegna della cultura e delle tradizioni argentine.

GLI EVENTI DELLA SETTIMANA ARGENTINA. «Speriamo di vedere tanta gente alle nostre grigliate!», dice il presidente di Libertango Nicolas Spinosa. La Semana de Mayo è cucina e divertimento. Domenica 22 maggio, alle 12,30 l'appuntamento è in via San Leonardo 98, alla Rugby Club House “le Viole” (nel complesso sportivo Cortile San Martino). Ci saranno la gastronomia argentina con asado e empanadas, musica e balli del folklore del Paese sudamericano (servizio a pagamento). È annunciata la partecipazione del sindaco Pietro Vignali e dell'assessore al Welfare Lorenzo Lasagna. L'evento è aperto al pubblico.
La Semana de Mayo è sport. Martedì 24 alle 19, giovedì 26 alle 20 e sabato 28 alle 17 nel complesso sportivo Inzani di via Moletolo sono in programma gli incontri di calcio (ingresso libero). «Abbiamo preparato un torneo di calcio fra 8 diverse comunità - spiega Spinosa -. Fra le squadre ci sono quelle di Camerun, Italia, Perù, Burkina Faso...». «Vinca il migliore, magari l'Argentina», scherza l'assessore Lasagna durante la presentazione del calendario in Comune.
La Semana de Mayo è cultura e solidarietà. Il 24 maggio alle 9,15 la biblioteca internazionale Ilaria Alpi, in vicolo delle Asse 5, ospita la mostra didattica artigianale argentina “Community Corner”, con artigianato delle etnie Toba, articoli regionali vari e le attrezzature del “gaucho”, personaggio leggendario della storia argentina. Ci saranno, oltre alla degustazione del “mate cocido”, anche il documentario del Centro di Salute e dei quartieri Toba-Nocaayi. L'associazione Libertango, spiega il presidente Spinosa, ha raccolto fondi un quartiere disagiato, dove sono stati acquistati materiali per il centro medico e attrezzature per una sala polivalente. Il filmato mostra la realtà di Toba-Nocaayii.
Mercoledì 25 maggio alle 21 nella Rugby Club House “Le Viole” sarà proiettato un film argentino (ingresso gratuito).
La settimana si chiude venerdì 27 e sabato 28 maggio dalle 18, nel complesso “Le Viole”. Ci saranno «Los Ocampo», ballerini, insegnanti e coreografi argentini di fama mondiale; esibizioni di tango, dimostrazioni di folklore argentino (previste lezioni di tango a pagamento). Non mancheranno il buffet di gastronomia con specialità e vini dell'Argentina.

FESTA E INTEGRAZIONE. Parma e l'Argentina sono lontane soltanto fisicamente. «E’ un Paese con una cultura entrata di diritto nel patrimonio mondiale del sapere - dice l'assessore Lorenzo Lasagna - e la settimana organizzata in città è un modo per approfondire alcuni aspetti di questa nazione, cercando di superare gli stereotipi».
Leonor Grossi di Libertango fa notare che la Semana de Mayo «è un lavoro molto impegnativo ma molto gradito perché è un modo di offrire alla cittadinanza un'apertura da parte nostra e per ricevere un abbraccio cordiale. Siamo riusciti a fare amicizia con la cittadinanza di Parma e ci sentiamo nuovi parmigiani. Quando ci rechiamo in Argentina, torniamo qui e diciamo “Finalmente a casa!”».
L'iniziativa ha il sostegno del Comune, che dedica il terzo numero monografico del suo periodico «Parma Culture» alla comunità argentina. Il periodico è bilingue: è stampato in italiano e nella lingua della comunità di turno (i primi numeri sono stati dedicati agli immigrati di Albania e India; il numero di giugno parlerà delle comunità di Russia e Bielorussia).

PROSEGUE IL LAVORO DEL TAVOLO SULL'IMMIGRAZIONE. La Semana de Mayo è sostenuta anche dal Tavolo comunale immigrazione e cittadinanza. «Un'esperienza difficile ma positiva, che sta andando avanti - dice il coordinatore Cleophas Adrien Dioma -. Speriamo di riuscire a rendere sempre più efficace, evidente e utile il nostro lavoro». Dal 6 giugno il Tavolo troverà sede nel complesso di San Paolo in via Melloni. Una sede provvisoria, in attesa di quella del Dus, che sarà pronta in autunno. La sede definitiva del Tavolo immigrazione e cittadinanza sarà la stessa dell'Informastranieri.

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  • katiatorri

    26 Maggio @ 09.58

    massimo scusami per i toni,ma non sopporto il pressapochismo per cui gli italiani all'estero erano tutti bravi,pii ed accolti a braccia aperte e gli immigrati da noi invece rappresentano una specie di invasione barbarica.Su qualsiasi testo potrai vedere quali erani le condizioni di vita,anche in Argentina,di molti immigrati italiani e di come non subirono tacitamente ma,assieme ai locali,lottarono e pagarono per conquistarsi una vita dignitosa,esattamente come stanno facendo qui molti migranti che non accettano il ruolo di schiavi a cui l'economia li vorrebbe relegati.

    Rispondi

  • massimo

    25 Maggio @ 23.48

    Io parlavo di Argentina per l'appunto e non degli stati uniti ( che non sono proprio un esempio di civiltà). In Argentina hanno partecipato a migliorare le condizioni lavorative grazie alle lotte sindacali e sicuramente hanno lavorato duramente. Quali sono le sue fonti? Katia? Quando dice Voi a che cosa si riferisce? Gli attacchi personali in uno scambio di idee sono una dimostrazione di debolezza e di mancanza di argomenti...e soprattutto di fonti... In nessun momento ho detto o scritto di essere a favore della repressione violenta, della schiavitù e delle dittature ho solo fatto un parallelo tra due paesi e mi sento amareggiato per le sue affermazioni. Non parli di un paese che non conosce perchè rischia di fare delle brutte figure.

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  • katiatorri

    25 Maggio @ 19.30

    no Massimo,negli Stati Uniti ad esempio gli italiani erano equiparati ai topi,in Argentina molti erano qualcosa di simile a schiavi(come voi vorreste gli immigrati qui) e moltissimi parteciparono ad occupazioni di terre e rivolte per la libertà,rivolte soffocate spesso nel sangue da regimi che la pensavano in modo simile al tuo...gli italiani non hanno smesso di migrare 60 anni fa

    Rispondi

  • massimo

    25 Maggio @ 18.53

    Antes de todo" Feliz dia de la Patria para todos los hermanos Argentinos que viven en Parma" Certo Katia, però a differenza degli immigrati che arrivano dal magreb gli italiani si sono integrati subito in un paese che era già multietnico e che necessitava di manodopera ed hanno costruito il paese. GLI ITALIANI si costruivano le proprie case e non le occupavano, GLI ITALIANI parlavano spagnolo perchè erano obbligati a farlo nei luoghi pubblici per velocizzare l'integrazione, GLI ITALIANI non mandavano i propri figli minorenni a lavorare per permettergli di studiare, GLI ITALIANI non hanno mai chiesto di cancellare simboli ebraici e mussulmani nelle città, GLI ITALIANI hanno portato la cultura sindacale in un paese in cui non esistevano i diritti del lavoratore. L'Argentina nella sua costituzione dice che è un paese aperto alla immigrazione. L'Italia è sovrapopolata l'Argentina è uno dei paesi con la più bassa densità abitativa al mondo ( meno che a buenos aires) e all'epoca delle grandi migrazioni era ancora meno popolata. Non confondiamo le cose, sono posti diversi, contesti socio economico storici diversi e culturalmente diversi. E comunque Katia si parla di più di 60 anni fa ...se parliamo di flussi migratori importanti. Quando parli di "un viejo tano" in Argentina generalmente parli di un signore con le mani callose i capelli bianchi che si è rotto la schiena tutta la vita senza chiedere niente a nessuno, che ha imparato una lingua straniera nonostante quasi non parlasse la propria.

    Rispondi

  • katiatorri

    22 Maggio @ 16.59

    già massimo,e perchè sono italiani che parlano spagnolo?chissà,forse perchè gli emigranti eravamo noi fino a un trentennio fa?

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