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Meno 40 - L'amore tormentato di Jessica Busi diventa un romanzo. Esordio a Pessola di Varsi

Meno 40 - L'amore tormentato di Jessica Busi diventa un romanzo. Esordio a Pessola di Varsi
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di Andrea Violi

Jessica vive in Francia ma porta sempre nel cuore Pessola. Ogni estate Jessica torna da Vichy nella piccola frazione di Varsi, luogo legato alla sua infanzia e ai suoi affetti più cari.
Così Jessica, 26enne a pieno titolo nella “famiglia” degli strajè, ha scelto Pessola per presentare il suo romanzo d'esordio. «A chi farà il primo passo» (La Riflessione): è la storia di un amore tormentato ma tutto sommato a lieto fine.

Jessica Busi si racconta, nel romanzo (autobiografico) e in questa intervista a Gazzettadiparma.it.
«Sono nata a Parma, ho vissuto a Solignano fino ai 5 anni, poi mia madre ci ha portati in Francia - spiega la Busi -. Vivo a Vichy, nella Francia centrale. Ho due sorelle e un fratello: Eleonora di 29 anni, Tiziano di 26 e Jada, 6 anni. Lavoro come consulente in protezione sociale: aiuto le ditte a proteggersi da eventuali problemi e a preparare le pensioni in modo adeguato. Mia madre, Isabelle Bassini, è originaria di Boccolo di Bardi. Ha sposato un sardo e viviamo all'italiana: parliamo italiano in famiglia, tifiamo Italia ai Mondiali, mangiamo piatti italiani...  Cannelloni, lasagne, vitel tonné, pasta di ogni genere, tortelli, gnocchi...».  

Da Pessola veniva il padre di Jessica, Bruno: la morte glielo ha strappato via quando lei aveva 12 anni. «I miei genitori si erano separati, ma noi andavamo a Pessola tre volte all'anno per le vacanze - spiega la ragazza -. Lì la gente sa essere ancora solidale. Dopo la morte di mio padre si è creata una catena attorno a me e mia sorella. Una catena di aiuto. Una catena di solidarietà. A Pessola ho tantissimi amici».
A loro il 3 settembre, nel villaggio turistico Il Falco,  Jessica presenterà il suo romanzo, scritto con l'aiuto di Roberto Tamborlani, musicista di San Secondo e amico dell'autrice: l'ha aiutata sul piano della stesura («Il suo aiuto è stato determinante», secondo la neo-scrittrice).

Questa è la trama. I protagonisti si chiamano Jessica e Florian. Lei s'innamora di un ragazzo più giovane. La storia è tormentata: i due devono affrontare i pregiudizi e le malelingue («Inizialmente si nascondono: la vita è così»), poi si allontanano di migliaia di chilometri e tutto sembra finito... Lui non vuole impegnarsi troppo, non sa cosa vuole e deve partire per studi all'estero. Ma quando teme di aver perso quella ragazza, scopre di amarla davvero. Alla fine il sentimento trionfa: la coppia non scoppia e... vissero felici e contenti. Almeno si spera. «Mi piace credere nell'amore, anche se forse è un po' un'utopia», nota l'autrice.

Da dove nasce la passione per la scrittura? «Ho iniziato a scrivere dopo la morte di mio padre - rivela Jessica -. Era un modo per esternare le mie emozioni. Scrivevo novelle e poesie e ho vinto tre concorsi a tema. Ora ho scritto questo libro autobiografico: parla della relazione con il mio ragazzo». A un certo punto, la protagonista si trasferisce sulle isole Réunion, nell'Oceano indiano, al largo del Madagascar. Anche questo è accaduto veramente: «Sono partita nel febbraio 2009 - spiega Jessica -. Dovevo sposarmi con un ragazzo che mi ha mollata cinque giorni prima. Volevo cambiare vita e sono andata via, lasciando il lavoro e tutto il resto, ma sono tornata un mese dopo! Avrei avuto il lavoro a Réunion, ma non sono riuscita ad ambientarmi... Comunque sono errori che si fanno da giovani, quando i sentimenti prendono il sopravvento sulla ragione».

Perché ha voluto trasformare le sue vicende personali in un romanzo? «Prima di tutto l'ho fatto per me stessa. L'ho scritta anche per lui: abbiamo una gran bella storia! Per due anni ci siamo visti solo ogni 15 giorni: è dura per una coppia. Inoltre, il romanzo può diventare un incoraggiamento per chi viva situazioni simili alla mia».
Jessica Busi porterà «A chi farà il primo passo» a Pessola e il giorno dopo, il 4 settembre, dovrebbe esserci un'altra presentazione a Varsi, nella sala civica.
L'autrice è soddisfatta dell'opera di esordio: «La ragazza non perde le speranze, mentre lui fa di tutto per fargliele perdere... Poi lui si rende conto che faceva finta: alla fine scopre di essere innamorato. Nel libro si ritrovano tutte le emozioni di una storia normale: dubbi, indifferenza, amore, problemi... ma anche il lieto fine. Perché questa storia finisce bene. O forse... non finisce affatto!».

 

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