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Tragica partita, Cissé non ce l'ha fatta

Tragica partita, Cissé non ce l'ha fatta
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Margherita Portelli
Non ce l’ha fatta il giovane Cissé. Alle 8.30 di ieri mattina, il ragazzino ivoriano, che pochi giorni fa era stato colpito da un malore mentre giocava a pallone con alcuni amici, in un campetto sportivo di via Montanara, se n’è andato.
 Era arrivato in coma all’ospedale Maggiore, martedì, ed era stato inizialmente ricoverato in Rianimazione. Il giorno seguente i medici lo avevano trasferito nel reparto di Terapia intensiva della Cardiochirurgia: le sue condizioni si erano leggermente stabilizzate, pur rimanendo molto gravi. Nella prima mattinata di ieri, poi, il tragico epilogo, quello al quale nessuno voleva credere: la causa della morte, specificano dall’ospedale, è stato un arresto cardiocircolatorio.
Avrebbe compiuto dodici anni fra pochi mesi (non quindici come avevamo inizialmente comunicato, ndr), Cissé. Tutti lo chiamavano così, ma il suo vero nome era Eric Didier Sahin. Era nato in Costa d’Avorio, aveva la residenza a Parma ma viveva in Francia, per la precisione a Nantes, dove andava a scuola: un ragazzino sveglio e vivace come tanti, che non aveva mai avuto problemi di salute fino a quel momento. «Aveva sempre giocato a calcio, fatto sport senza problemi. Non aveva mai avuto disturbi di alcun tipo. Non riusciamo a capire come possa essere accaduta una cosa simile», spiega con un filo di voce il papà Christian, poche ore dopo aver appreso la terribile notizia. Intorno a lui decine di famigliari, urla e disperazione per una vita spezzata senza motivo, in un caldo pomeriggio di inizio luglio. Il ragazzo era arrivato a Parma da pochi giorni, quando con un cugino ed altri amici del quartiere Montanara, martedì, aveva deciso di fare quello che la maggior parte dei bambini della sua età fa per passare il tempo: giocare a calcio. Quella partita mai finita il piccolo l’aveva abbandonata a pochi minuti dalla ripresa per dare il via a una sfida molto più impegnativa, quella che per oltre quarantotto ore l’ha visto combattere come un piccolo eroe, ma che alla fine non è riuscito a vincere.
Martedì, dopo aver disputato il primo tempo della partita - in campo si fronteggiavano due formazioni composte da alcuni ragazzini del quartiere e amici residenti in altre zone della città - Cissé aveva cominciato senza problemi il secondo tempo. Solo qualche minuto dopo, però, i compagni l’avevano visto cadere a terra: in un primo momento avevano pensato a un infortunio, perché il ragazzo era ancora cosciente e, tenendosi stretto il polso, si lamentava. Ma solo pochi secondi dopo, il giovane aveva perso i sensi e, da allora, non si era più ripreso.
Purtroppo non era servito il provvidenziale intervento dei compagni di gioco che, dopo aver chiamato il 118 con il cellulare, prima ancora di avvisare i genitori, avevano seguito le istruzioni degli operatori e lo avevano trasportato all’ombra sollevandogli le gambe. In una manciata di minuti sul posto erano arrivati anche i sanitari che avevano tentato di rianimarlo, ma senza successo. Poi la corsa disperata in ospedale con l’ambulanza.
Ieri mattina, dopo aver lottato per due giorni e mezzo, il piccolo ivoriano ha terminato la sua partita contro un destino spietato. Il giovane Cissé, oltre al papà, lascia la mamma e due bellissime sorelline di uno e due anni.

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