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Il Nord Africa tra democrazia ed emergenza immigrazione

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Tunisia, Egitto e Libia: quali sono i nuovi orizzonti della Democrazia nel Maghreb e quali ripercussioni possono avere sull'Europa, Italia in particolare? Se n'è parlato sabato sera a Ravadese, all’interno della Festa del Partito Democratico, durante il dibattito «Politiche del Mediterraneo». Folto e autorevole il palco di relatori, presentati da Adele Tonini, della segreteria provinciale del Pd: Marco Pacciotti, coordinatore del Forum nazionale Immigrazione del Pd, Khalid Chaouki, coordinatore nazionale Nuovi Italiani del Pd, Ramzi Ben Romdhane, consigliere comunale del Pd di Quattro Castella, Emilio Rossi, presidente di Ciac Onlus (Centro Immigrazione Asilo e Cooperazione Internazionale) e Marco Deriu, sociologo dell’Università di Parma.
Il messaggio è chiaro: l’Italia deve fare i conti con gli immigrati, inquadrandoli come una ricchezza e non come uno spauracchio da demonizzare: «Ci hanno ripetuto all’infinito - spiega Pacciotti - frasi xenofobe e razziste; c'è il rischio, come diceva Goebbels, Ministro della Propaganda nazista, che una bugia ripetuta tante volte diventi una mezza verità». L’obiettivo è investire su un modello multiculturale, «che però non sia quello basato sul mangiare cibi provenienti da diversi paesi - precisa Pacciotti -, ma su un riformismo culturale molto più profondo, perché le leggi, da sole, rischiano di restare lettera morta».
E l’Italia, su questo fronte, è in ritardo: «C'è bisogno di un nuovo approccio - è l’intervento di Chaouki -, perché sono i numeri ad imporlo: 5 milioni di lavoratori stranieri che contribuiscono all’11% del Pil e che danno un grande contributo alle casse dell’Inps. In Italia, non si può immaginare un giorno senza immigrati: diversi settori rimarrebbero paralizzati». E da questi lavoratori, nascono le nuove generazioni, i cosiddetti nuovi italiani: «Non è possibile - conclude Chaouki - che un bambino che nasce in Italia da genitori stranieri non possa essere considerato cittadino italiano fino alla maggiore età».

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  • giuliana

    01 Settembre @ 12.43

    Chiariamo subito un concetto: gli immigrati arrivano per "far soldi", come hanno ammesso in tanti. Se poi il lavoro è in nero e l'attività più redditizia è lo spaccio, alla quasi totalità degli immigrati non interessa. Il giudice consegna un foglio di via che ha lo stesso valore di un permesso di soggiorno. Le cifre sparate dal signor Chauki confermano che gli immigrati sono troppi e una presenza così massiccia costituisce un enorme problema. 5 milioni di lavoratori corrisponderebbero ad almeno 20 milioni di presenze. Il fenomeno immigratorio comporta dei costi elevatissimi che il signor Chauki dimentica sempre di calcolare. Il riformismo culturale che auspica, il modello multiculturale che invoca, è forse quello che proviene dal mondo islamico? Quello che dopo le famose rivoluzioni ha intensificato le persecuzioni contro i cristiani e ha decretato all'unanimità la fine di Israele? Ai musulmani piace molto usare il termine democrazia. Democrazia come potere in mano alla maggioranza. Se la maggioranza è estremista, gli estremisti saliranno al potere in modo molto democratico. La libertà è un'altra cosa e la libertà è lontana anni luce dal mondo islamico. Invece di istruire noi, i musulmani d'Italia dovrebbero recarsi nei paesi del maghreb a istruire i seguaci di maometto sulla necessità di separare religione e politica per poter finalmente adottare il modello multiculturale che a loro piace tanto pretendere da noi. Democrazia insieme a laicità e liberismo. Fino a quando la religione islamica detterà legge, non esiste possibilità di miglioramento dei paesi musulmani. E noi, pur con tutti i nostri difetti e le nostre imperfezioni, non abbiamo proprio nulla da imparare da simili modelli. Vede, signor Chauki, l'esperienza di tanti paesi dimostra che il numero di immigrati non dovrebbe mai superare la soglia del 2%. Forse alcuni settori resterebbero paralizzati, altri si ridimensionerebbero e qualcosa dovrà necessariamente cambiare. Ma è una sfida alla quale molti italiani si sottoporrebbero volentieri. Facciamo un referendum, così possiamo contare direttamente quanti sono gli italiani disposti a barattare la libertà tanto faticosamente conquistata con un aumento del pil dovuto ad un'invasione immigratoria che col tempo è divenuta sempre più arrogante e sempre più decisa a dettar legge. Anche questa sarebbe una prova di democrazia.

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  • TALL

    31 Agosto @ 23.18

    Ho apprezzato molto l'intervento di Chaouki che è stato sempre la mia lotta...i bambini...loro sono considerati già come mediatori perchè sono di nascita,vanno a scuola con i bambini italiani,crescono insieme quindi cittadinanza dalla nascita...la discriminazione comincia già da li(il fatto di distinguere immigrato & italiano),la mia domanda è quale la definizione di uno cittadino?di uno straniero?di un'immigrato?l'immigrato o lo straniero è cittadino?

    Rispondi

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