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Professione sopravvivere: Malick, una vita da clandestino

Professione sopravvivere: Malick, una vita da clandestino
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Alessia De Rosa

In Europa è arrivato legalmente. Su un aereo diretto in Francia, grazie a un gemellaggio organizzato dalla scuola che frequentava in Senegal. L'Italia, invece, l'ha girata da clandestino. Per cinque anni. Siena, Bergamo, Lecce, Napoli, Salerno e ancora Siena. Quella di Malick Samb, giovane senegalese di diciannove anni, autore del libro edito da Gorée «Il destino di un clandestino», è una storia simile a quella di tanti altri emigrati in cerca di fortuna. 
Arrivato in Italia con il sogno di migliorare la propria vita, Malick si è ritrovato in strada, senza un lavoro né una casa. «Ho lavorato nei campi, come venditore ambulante in strada e sulla spiaggia - racconta -. Ho trascorso gli ultimi anni della mia vita a cercare il modo per sopravvivere».
Fuggire dalla povertà del Senegal, ammaliati dalle «luci» dell'Europa: sono questi i principali motivi che spingono tanti giovani, come Malick, a cercare fortuna altrove. «Dall'Africa l'Europa sembra un Paese dove i soldi crescono per terra e la fortuna è dietro l'angolo - spiega -. E' tutto molto falsato, anche dalle immagini trasmesse dai media». Ma alla fine Malick ce l'ha fatta. Dal 2009 non è più un clandestino. Ha ottenuto il permesso di soggiorno e quest'anno, dopo sette lunghi anni, finalmente potrà riabbracciare la sua famiglia in Senegal. «Dopo aver fatto visita ai miei parenti ritornerò a Siena - spiega -. Ho sempre pensato di non aver scelto io il Paese dove vivere, piuttosto è l'Italia che ha scelto me». Oggi Malick vive a Siena e lavora in un albergo come portiere di notte: «Continuo a frequentare la scuola serale grazie alla quale ho conosciuto molte persone che mi hanno istruito e aiutato».
L'evento, presentato ieri pomeriggio alla libreria Fiaccadori, fa parte del festival Ottobre africano, arrivato ormai alla sua nona edizione. Quasi un mese fitto di appuntamenti per raccontare e far conoscere la cultura dei Paesi africani.
Un altro appuntamento saliente della rassegna è stato organizzato ieri sera al Caffè letterario, in collaborazione con l'associazione Nuova voce Tunisia.
Una cena tunisina a cui hanno partecipato i tunisini di Parma, che per l'occasione hanno raccontato la rivoluzione del loro Paese d'origine vista dalla città ducale. «Il ricavato della serata è finalizzato a finanziare il progetto di un centro culturale italiano in Burkina Faso», ha spiegato Cleophas Adrien Dioma, direttore artistico Festival Ottobre africano.

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  • Giorgia

    13 Ottobre @ 19.18

    grazie Giuliana per averci narrato l'origine del termine troglodita, ti trovo poco preparata su tutto il resto però: non esiste alcuna legge coranica che affermi la superiorità dell'uomo sulla donna tantomeno la superiorità dell'Islam sulle altre religioni monoteiste; se solo tu avessi l'onestà intellettuale per informarti veramente su ciò che commenti, ritroveresti nell'Islam molte affinità con i dettami della nostra religione e nel Corano personaggi, fatti e passi ripresi dalla ns Bibbia. Per quanto riguarda i corsi di cui parli_probabilmente ti riferisci a quelli OSS, ASA, ect_ sono aperti a chiunque voglia accedervi presso enti di formazione come FormaFuturo o Irecoop.

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  • giuliana

    13 Ottobre @ 16.27

    Maurizio- Ammetto di essermi sbagliata. Ho mischiato i corsi tradizionali per infermieri con altri tipi di corsi. Il punto essenziale è che una ragazza italiana, maggiorenne e desiderosa di occuparsi di ammalati, non ha ricevuto alcun tipo di aiuto. Mi irrito quando si generalizza e si denigrano gli italiani affermando che nessuno di loro farebbe mai certe professioni. Ho riletto i miei commenti e mi scuso per il mio grossolano errore.

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  • Geronimo

    13 Ottobre @ 11.40

    Giuliana ti rispondo a questo post perchè è più attuale e tutti possono verificare la veridicità di quello che racconti visto che nella tua risposta mi citi un link dove in sostanza si dice quello che dico io, ovvero che in Italia c'è carenza di infermieri e che si ricorre all'estero ma soprattutto non si dice quello che tu dici e cioè che i corsi sono riservati ad extracomunitari. Sei poi poco informata sui titoli di studio degli altri paesi perchè alcune scuole, e quelle infiermieristiche rientrano tra quelle che cito, all'estero sono molto più formative rispetto all'Italia e infatti tanti Italiani fanno corsi post laurea all'estero e il motivo non è per divertirsi ancora qualche mese cose si usa dire ma il motivo è che in Italia manca la formazione, soprattutto in corsi come infiermieristica, fisioterapia e scienze motorie, dove si fa una gran teoria. In Italia poi non ci sono corsi di laurea differenziata tra italiani e immigrati ma sono tutti uguali e rivolti a persone di ogni genere, si ci sono requisiti da rispettare ma sicuramente non vi rientra l'essere extracomunitario. A per sicurezza ti ricordo una cosa perchè dai tuoi commenti pare automatica la relazione extracomunitario - islamico, mi spiace deluderti ma ci sono extracomunitari cattolici e anche non islamici, addirittura qualcuno ateo, come la mettiamo? Forse i concorsi sono riservati solo agli islamici?

    Rispondi

  • katiatorri

    12 Ottobre @ 17.14

    prima che faccia altre figuracce bisognerebbe sussurrare a Giuliana che quella raffigurata non è altro che la bandiera della Tunisia(fra l'altro il più laico fra gli Stati Nord Africani)presa probabilmente ad esempio della "primavera africana"...non un simbolo religioso dunque ma di rinnovamento politico e sociale

    Rispondi

  • Geronimo

    12 Ottobre @ 16.32

    Io sono fiero di essere italiano, italiano che mangia prodotti da Bolzano alla sicilia, Italiano che rispetta tutti gli esseri umani! P.s. Ti sarei grato Giuliana se rispondessi alla mia richiesta di informazioni su corsi e lavori riservato solo a stranieri perchè è una cosa grave quella che tu dici anche perchè spesso alcuni lavori tipo l'infermiere sono pubblici e sarebbe grave che gli enti come le aziende ospedaliere facessero bandi solo per extracomunitari. Sarà ma dubito di quello che hai scritto in altro articolo sulle badanti

    Rispondi

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