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Mostre e spettacoli nel nome di Scanderbeg

Mostre e spettacoli nel nome di Scanderbeg
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 Giulia Coruzzi 

Scanderbeg non era solo un combattente. Era prima di tutto un albanese. Gjergj Kastriot Skanderbej, che significa «Il grande Alessandro», dopo le imprese militari condotte brillantemente nell’interesse dei Turchi, tornò a combattere per il suo popolo portandolo all’indipendenza. 
Un patriota Il 28 novembre 1443, influenzato dalle suppliche della sua gente, disattese gli ordini del sultano scegliendo di non intervenire nello scontro contro gli ungheresi e favorendo di fatto una colossale sconfitta turca. 
Poi, assieme  ad altri suoi 300 fedelissimi che appartenevano al suo settore di esercito turco, decise di combattere per la causa nazionale albanese: con i suoi soldati si riprese il castello di Krujë, radunò i nobili e diede inizio alla attività di recupero del territorio occupato dagli ottomani. In rapidissima successione conquistò tutte le fortezze. 
«Non fui io  a portarvi la libertà, ma la trovai qui, in mezzo a voi» disse muovendo così i primi passi della presa di coscienza albanese. La sua storia, cui è legata, di fatto, quella di tutta l’Albania, è ancora oggi un valoroso esempio per molti, tanto che a Parma, la comunità albanese decise di nascere, nel luglio del 2006, proprio rendendogli omaggio e portando il suo nome.
Alleato dell'Italia «Non è stato soltanto un eroe della nostra nazione - spiega Gentian Alimadhi, presidente di Scanderbeg -. Ma anche l’alleato più potente dell’Italia contro l’invasione ottomana. In piazza Albania a Roma c'è una statua che lo ritrae a cavallo e Vivaldi gli dedicò persino un’opera». 
Una figura  di riferimento e ispirazione senza tempo cui gli albanesi di Parma guardano con fiducia e riconoscenza. «Scanderbeg  rischiò la vita iniziando a combattere contro i turchi: il suo amore per l’Albania fu più forte di qualsiasi paura. Noi oggi cerchiamo di dimostrare l’attaccamento alla nostra terra puntando sulla cultura, l’arte e la sapienza albanesi» continuano dall’associazione mentre definiscono, locandine alla mano, gli ultimi dettagli dei prossimi eventi.
 Un ricco calendario L’elenco delle manifestazioni organizzate è lungo. Ogni anno, in occasione dell’anniversario dell’indipendenza, gli albanesi di Parma offrono alla città la «Settimana della cultura albanese», con mostre, incontri, spettacoli, presentazioni, proiezioni. 
Le esposizioni  pittoriche di Artan Shabani, le fotografie di Alessandro Domenici, Edoardo Fornaciari e Vittorio Cannas, le poesie e i racconti raccolti nel tempo sono alcune delle sintesi cui l’associazione Scanderbeg è giunta invitando italiani e albanesi a riflettere, ragionare, produrre, creare.
 «E' bello  e importante vedere come la stessa terra possa essere amata e raccontata da persone che la conoscono e vivono in modi differenti - spiega Anila Kadija, vicepresidente della Scanderbeg -. Abbiamo voluto un’associazione aperta a tutti e siamo onorati della presenza di tanti italiani e stranieri di diverse etnie... l'integrazione arriva attraverso l’avvicinamento». 
«Trid c'me l'Albania» Non a caso uno degli appuntamenti più seguiti della «Settimana della cultura albanese» è proprio «Trid c'me l’Albania»: il paese delle aquile raccontato dai parmigiani. 
«A volte incontriamo italiani che conoscono la nostra terra meglio di noi o che semplicemente la guardano da un punto di vista nuovo. E questo oltre a essere molto interessante e stimolante ci ricorda come sia fondamentale insistere sul confronto». 

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