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"Gli immigrati nati qui siano italiani". Ma è polemica

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Margherita Portelli
Da una parte Napolitano, presidente della Repubblica, che parla di «assurdità». Dall’altra Maroni, ex ministro dell’Interno, che teme una «calamità». I parmigiani, per non sbagliare, si dividono. E anche se la maggior parte degli intervistati appoggia il capo dello Stato, ritenendo giusto che i figli di cittadini immigrati venuti al mondo nel nostro Paese abbiano di diritto la cittadinanza italiana, altri storcono il naso, e qualcuno, aggirando domande precise, si limita a una bruciante dichiarazione: «Non mi faccia parlare, direi cose troppo cattive».
Passeggiando per il centro di Parma, basta accennare alle «ultime dichiarazioni di Napolitano», che già tutti intendono la questione. Monica Torrini, mamma 36enne di un piccolo scolaretto, spiega: «Secondo me sono parole giuste, chi è nato in Italia è italiano, credo che dovremmo adeguarci ad altri paesi d’Europa in cui l’acquisizione della cittadinanza è meno complessa per i figli degli stranieri. Mio figlio ha compagni di classe con genitori immigrati, credo che quei bimbi abbiano il diritto di ritenersi italiani».
«Devono sentirsi italiani come noi, non deve esserci discriminazione: almeno nelle leggi, abbattiamola», aggiunge Andrea Bianco, 26 anni. «Una mia amica è figlia di albanesi, è nata qui e ha 23 anni - spiega Maria Carbonella, studentessa -. La cittadinanza ancora non ce l’ha, e mi ha detto più volte che la cosa la intralcia nella ricerca di un lavoro. Se nel curriculum potesse scrivere “cittadinanza italiana”, dice che sarebbe più agevolata». Anche Mauro Coppola è d’accordo con il capo dello Stato e dichiara: «In Italia, anche in questo, siamo arretrati». Ndreu Shpendi è un albanese da 20 anni in Italia. Aspetta il suo bambino all’uscita da scuola: «Mio figlio la cittadinanza l’ha avuta perché quando è nato io l’avevo già ottenuta - spiega -: se fosse nato prima non sarebbe stato italiano, per la legge. Non lo trovo giusto».
Luciano Vernizzi, 74 anni, ha delle riserve: «Se i genitori lavorano e si sono integrati nella società, è giusto garantire ai figli questo diritto - dice -. Se i genitori sono dei clandestini, allora no». Andrea Rossi, 67 anni, è cresciuto in Belgio, dove ha vissuto per 20 anni perché il papà lavorava là come minatore, ma è in disaccordo con Napolitano: «L’importante è che si inseriscano a dovere nel contesto sociale, non credo che vada data loro la cittadinanza».
Sara Cataldi, Annamaria Bergamaschi e Andrea Bertuzzi sono con l’amica straniera Oriana Habipaj e concordano nel dire: «La cittadinanza va data a chi dimostra di meritarla. Rimane comunque fondamentale che tutti siano rispettati e trattati al pari degli altri». Mario Ferrari è categorico: «Gli italiani sono italiani e gli stranieri sono stranieri». Mentre Adriano Peschiera, nonno 81enne, si pone la domanda se la cittadinanza diversa tra genitori e figli non possa creare altri problemi. E dichiara: «Per me sarebbe meglio che la legislazione rimasse così com'è».

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  • giuliano

    21 Gennaio @ 20.20

    assolutamente falso,papà marocchino mamma marocchina con tutto rispetto e senza ombra di razzismo sono marocchini i bimbi , si può nascere dove vuoi ma l'evidenza non la puoi nascondere, poi detto tra di noi perdono certi diritti che anno gli immigrati quindi non gli converrebbe,facciano pure come vogliono ma essere al giorno d'oggi italiani che sia molto onorevole non sò, con tutte quelle figure di cacca che facciamo quando vai all'estero è meglio parlare una lingua estera se la sai .quello che dice il presidente non c'è da farci caso oramai vede che se ne vanno in parecchi dall'italia e non sa come fare. guardate i fratelli che sono di Agna non tornerebbero più indietro parole loro dette dai Superchi .

    Rispondi

  • giovanni

    25 Novembre @ 13.52

    In tutta sincerità devo dire che mi sono vergognato... di avere un Presidente della Repubblica che dice cose simili, con l'aggravante che in questo periodo ci sarebbo ben altre cosa da cambiare..!! Mi piacerebbe capire però, e se qualcuno lo sa mi farebbe un favore a spiegarmelo nel dettaglio, cosa cambia per un figlio di immigrati ottenere la cittadinanza prima del compimento dei 18 anni. I figli di immigrati privi di cittadinanza non hanno forse diritto all'assistenza sanitaria? a frequentare scuole pubbliche? mi risulta di sì... non è sufficente..? secondo me eccome... Mi risulta che molti figli di italiani abbiano dovuto lasciare loro il posto negli asili pubblici in virtù di graduatorie che posizionava i figli di immigrati davanti a loro, e di casi in cui gli immigrati hanno più diritto di noi che paghiamo tasse su tasse da una vita (così come i nostri padri e i nostri nonni e così via) ce ne siano davvero tanti… Mi sembra che recentemente si sia parlato della barzelletta (si ride per non piangere, ovviamente) di immigrati ultra65enni arrivati con la legge per il ricongiungimento familiare e godano di pensione di 550 € al mese senza averne mai versato 1 di contributo… Queste sono le cose che mi fanno vergognare di essere italiano quando sono all'estero, mi vergogno di far parte di un Paese dove regnano l'ingiustizia e l'impunità, mi vergogno di avere dei politici e un Presidente che trovano tempo e voglia di dire simili sciocchezze… Giorgio… sei il Presidente della Repubblica ITALIANA, non te lo dimenticare..!!!!!

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