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Moldavi al primo posto nel Parmense per le rimesse: molte le badanti ma ora arrivano anche giovani famiglie

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di Andrea Violi

Vivono con gli anziani che accudiscono e cercano di risparmiare il più possibile, per inviare parte dei guadagni in Moldavia. Dove diverse persone aspettano quel denaro per tirare avanti. E' una storia che si ripete, quella delle badanti. Molte di loro vengono dalla Moldavia e costituiscono la spina dorsale delle comunità di connazionali. Anche a Parma.
Le rimesse che partono da Parma alla volta di Chisinau ammontavano a 5,45 milioni di euro nel 2010 e secondo i dati di Bankitalia sul 2011, disponibili da pochi giorni, hanno rivelato un aumento: 6,45 milioni di euro. Così come cresce di anno in anno il numero di persone immigrate dal piccolo Paese incastonato fra Romania e Ucraina. Secondo i dati della Provincia, nel 2011 i moldavi regolari residenti nel Parmense erano 6.960; solo un anno prima ne erano censiti 5.524, con un aumento del 26%. Senza contare che i dati non fotografano una parte del fenomeno: gli eventuali stranieri irregolari e le rimesse che vengono portate in patria attraverso canali informali.

La comunità è cresciuta molto in questi anni: lo sa bene la presidente dell'associazione moldava di Parma, Maria Nimerenco. «Ci sono tanti ricongiungimenti familiari: i giovani non vogliono più distruggere le famiglie. Nella generazione precedente, invece, il marito rimaneva a casa con i figli per farli studiare».
Maria Nimerenco è alla soglia dei 60 anni e fa parte di quest'ultima generazione. Quella delle tante donne arrivate per lavorare per anni in Italia - spesso come badanti - ma che hanno visto disgregarsi i matrimoni con i connazionali. «Oggi magari tornano in patria persone di una certa età che non sono riuscite a sistemarsi. I giovani invece studiano qui e non torneranno in Moldavia... - aggiunge la Nimerenco -. Spesso le quarantenni si sposano e formano una famiglia qui. Io non voglio tornare in Moldavia: lavoro come interprete in tribunale, mi trovo bene, i miei figli lavorano negli Stati Uniti e in Asia... là non ho più niente».
La presidente dell'associazione è contenta della crescita del suo popolo in Italia: «I giovani stanno comprando case, aprono attività come negozi e bar: i moldavi sono competitivi, lavorano sodo per costruire qualcosa». Spesso si dice gli stranieri fanno più fatica ad ottenere il mutuo casa... «Assolutamente no! Le banche sono molto disponibili: conosco molti che hanno comprato case e appartamenti, magari in provincia perché costa un po' meno. I giovani che arrivano adesso non mandano soldi in Moldavia perché si portano la famiglia». 

Le rimesse sono comunque un flusso di denaro corposo: la maggioranza dei moldavi è fatta di donne che lavorano per mantenere i figli in patria. «Diciamo che l'80% della popolazione all'estero manda denaro in Moldavia, per far studiare i figli o per finire di costruire la casa o per aiutare i figli ad aprire un'attività... Per dieci anni li ho inviati anch'io, finché i miei figli si sono sistemati. Le badanti mandano quasi tutto quello che guadagnano. Prendiamo uno stipendio medio di 900 euro: tengono per sé 100 euro, il resto lo mandano a casa perché investono sui figli. Di solito non spendono per divertirsi... come avete fatto voi molti anni fa. Se una signora lavora in una casa 24 ore su 24, non le serve quasi nient'altro! È un grosso sacrificio, anche per persone qualificate... Conosco ad esempio un'insegnante di inglese che a Parma fa la badante. Però io sono contento del mio popolo: le donne moldave sono gran lavoratrici. I soldi si inviano una volta al mese».

Spesso le rimesse passano attraverso banche e servizi di money transfer... Non manca però chi li porta fisicamente nel Paese d'origine. Ad esempio, con i pulmini che ogni settimana fanno la spola con l'Est europeo. Anche da Parma partono e arrivano i collegamenti con la Moldavia: «Ogni sabato e ogni domenica partono non uno, ma tanti pulmini - spiega Maria Nimerenco -. C'è chi raccoglie un po' di denaro quando va a casa... con qualche migliaio di euro si può passare tranquillamente alla dogana. E magari si spendono se ci sono matrimoni, cresime o altre occasioni. Normalmente non sono in tanti a fare così: non si va a casa più di una volta all'anno perché resta il problema del lavoro. Parlo delle badanti, che hanno la responsabilità delle persone che accudiscono. È un disagio anche per il datore di lavoro, che deve trovare una sostituta... Conosco bene l'argomento: anche io ho fatto la badante per tre anni e mezzo con una brava famiglia di Parma».

L'associazione dei moldavi a Parma organizza momenti di aggregazione ma si impegna anche per aiutare i connazionali ad affrontare i problemi. Possono essere ovviamente di vario genere: come rapportarsi con le istituzioni italiane, come risolvere questioni burocratiche e legali (un avvocato italiano aiuta la comunità), come affrontare i problemi sociali. Ci sono anche i moldavi che si mettono nei guai con la giustizia... «Da quando lavoro in tribunale - spiega la Nimerenco - ho trovato persone che hanno commesso furti o piccoli reati... I moldavi non sono veri delinquenti, non abbiamo grossi problemi. Magari qualcuno che arriva e si trova in difficoltà fa dei furti... ma non più delle altre comunità».

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