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Storie dalla Festa multiculturale - L’Ola d’aria di Gianni e Verolù

Storie dalla Festa multiculturale - L’Ola d’aria di Gianni e Verolù
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L’Ola d’aria di Gianni e Verolù

Metà Perù e metà Italia. Ecco la nostra coppia multiculturale. Verolù e Gianni. Già da cinque anni partecipiamo con la nostra bancarella all'immensa festa del Parco Nevicati di Collecchio. Festa Multiculturale, molto più di noi. E se abbiamo partecipato per tanti anni e ancora abbiamo voglia di parteciparvi, non è solo per motivi meramente pecuniari. Ci veniamo perché ci piace, ci sentiamo bene, ci divertiamo. Ci piacciono l'atmosfera, l'idea di fondo, lo scambio, i sorrisi, il cibo, i volontari instancabili, il temporale che arriva sempre l'ultima notte. E ci piace credere che a tutto questo aggiungiamo qualcosa di nostro, che contribuiamo con i nostri piccoli oggetti colorati ad aumentare l'offerta di multiculturalità della festa. Ci sono i menù di decine di paesi e c'è l'artigianato... di tanti paesi ma anche di tante persone che mettono a disposizione la loro fantasia per alimentare un respiro più profondo... E’ per questo che abbiamo dato il nome di “Ola d'aria” al nostro banco: come l'ora d'aria dei carcerati, l'onda d'aria che vogliamo creare è per rinfrescare la vita di quelli che si avvicinano alla nostra bancarella. Speriamo che chi si ferma a guardare le nostre cose, a scambiare una parola con noi, respiri per un momento un'aria diversa, meno stagnante dell'aria che respiriamo tutti i giorni nella routine. E magari che questo momento duri più a lungo per chi si porta a casa una delle nostre creazioni, che gli farà compagnia colorata per tanto tempo. E'    così... dalle bancarella della Festa Multiculturale di Collecchio ti puoi portare a casa qualcosa che viene da lontanissimo, o anche da vicinissimo; magari hai conosciuto chi l'ha fatta o forse non lo conoscerai mai, ma sarà comunque qualcosa che ti farà compagnia per un anno intero... fino alla prossima festa.

Noi siamo artigiani di strada. Abbiamo imparato le nostre tecniche sulle strade del Sud America. Poi le abbiamo sviluppate sulle vie della nostra fantasia e dell’ispirazione di altri artigiani di strada. Lo scambio culturale e artistico è fondamentale... per noi come, pensiamo, per tutti gli esseri umani. Ormai niente più s'inventa, tutto è già stato inventato. Però possiamo trarre ispirazione da altro e trasformarlo in qualcosa di originale e unico. E offrirlo al mondo. Crediamo che tutti dovrebbero farlo.

Verolù se la passava così, di città in città, pagandosi il viaggio vendendo i suoi manufatti. Io passavo per caso (o per destino) di lì e così ci siamo conosciuti. Anch'io ho cominciato a fare le mie cosette. Poi abbiamo deciso di venire in Italia. Abbiamo iniziato facendo una vita “normale”, con un lavoro “normale”, che però non aveva niente di naturale per noi. Allora abbiamo fatto una scelta drastica e ci siamo buttati nel mondo dei mercatini. E abbiamo fatto bene, anche se a volte è dura vivere in questa libertà. Però una festa come Collecchio ci ripaga di tutti gli sforzi... quei quattro o cinque giorni vissuti così.... spensierati, nel suono di tamburi africani, nei profumi orientali, nella solidarietà senza confini, nelle iniziative rivoluzionarie di liberazione dal mero profitto, con l'erba sotto i piedi nudi, ritrovando molti compagni di viaggio... un'esperienza che si rinnova ogni anno e che aspettiamo per tutto un anno.

Sono eventi come questo che ci sostengono nella nostra scelta di vivere così... passando di festa in festa, di mercatino in mercatino, perché ci sembra il modo più libero e divertente di guadagnarsi la pagnotta, perché i nostri figli (ne abbiamo due) possano ogni giorno vedere un orizzonte diverso, conoscere pensieri differenti, incontrare persone singolari, ognuna con qualcosa di proprio da insegnare. Crescere nella multiculturalità.... è sempre quella la parola ricorrente. E ci sembra che proprio questo sia lo spirito di questa festa, no? Come potremmo non esserci? 

Allora ringraziamo tutti quelli che la rendono possibile... Forum Solidarietà (in particolare il caro Ale), i giovanissimi volontari da tutto il mondo, le cuoche e i cuochi di livello internazionale, il custode del parco Nevicati, i bambini che scorrazzano e gridano, tutti i bancarellisti e tutte le persone piene di passione che tornano ogni anno a visitarci. E tra pochi giorni saremo di nuovo tutti lì.

Un abbraccio a tutti.
Gianni e Verolù – Ola d'aria

 

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  • Sylvia Melgar

    30 Giugno @ 16.31

    !!Bravi Gianni e Verito..anche Fiorella Sebastiani...L'amore per le proprie creazioni deve trasparire dai gesti, da come si maneggiano gli articoli, dalle parole che si usano per descriverli. Insomma, stiamo parlando di un lavoro artistico, e un pò artisti bisogna sentirsi.

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