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Maria, da badante a negoziante nel "cuore" dell'Oltretorrente

Maria, da badante a negoziante nel "cuore" dell'Oltretorrente
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Margherita Portelli

Ha insegnato per vent’anni, e poi ha dovuto ricominciare a imparare. In Moldova era maestra, laureata in Psicologia e Pedagogia, e in Italia - un Paese in cui è arrivata scappando da una situazione che non le permetteva più di dar da mangiare ai figli e di curare il marito infermo - ha cominciato facendo la badante. Ora è un’imprenditrice, perché nel 2010 ha avuto il coraggio di provarci. Mettersi in gioco per realizzare un sogno: aprire un negozietto di abiti vintage tutto suo, «Al Pozzo», in via Bixio. Maria Munteanu, 56 anni, hai i colori del suo Est: capelli biondi e occhi chiari. Sorride: lo fa sempre, anche quando racconta delle mille difficoltà che, dal 1989, ha dovuto fronteggiare per ricostruirsi una vita serena.
«Nel 1989, quando si è sciolta l’Unione Sovietica, la moneta del nostro Paese ha subito una svalutazione incredibile: crisi nera. Chi, come me, doveva essere pagato dalla Stato, iniziò a dover aspettare mesi e mesi per vedere uno stipendio. È andata avanti così per anni: io avevo due figli da mantenere e un marito paralizzato, non sapevo più come fare a dar loro da mangiare. Per arrotondare durante le vacanze estive facevo altri lavoretti, mercatini e cose del genere. Facevo il pane in casa, per risparmiare, ma la situazione era sempre più difficile». Maria era molto legata al suo Paese e alla sua città, Chisinau: molti suoi connazionali partivano, lasciando la propria terra per provare a trovare un lavoro altrove, ma lei non voleva. «Non riuscivo a pensare di abbandonare i miei studenti, e i miei luoghi. Non volevo rassegnarmi - racconta -. Una notte però, era il 2002, mi svegliai d’improvviso e capii che in quel modo non potevo andare avanti. Non ce l’ho fatta più: in una settimana sono partita con un visto turistico e su un autobus sono arrivata in Italia». Per due anni Maria non sarebbe più tornata in Moldova. Per due anni avrebbe dovuto rinunciare alla sua famiglia.
«Una volta qui, ho raggiunto mio fratello, per poco tempo sono rimasta a Napoli, e poi siamo andati a Rimini – ricorda -. Cominciai a fare la badante, e capitava spesso che mi ritrovassi a spasso perché in una famiglia non c’era più bisogno di me; così dovevo ricominciare tutto da capo. Per un periodo andai a lavorare a Brescello, in una fabbrica, e poi tornai di nuovo ad assistere anziani, approdando a Parma. Spesso dovevo stare con i malati ventiquattro ore su ventiquattro: anche psicologicamente era molto dura». Lavorava come una pazza assistendo malati, per mandare a casa i soldi con i quali pagava una persona che assistesse il marito e dava da mangiare ai figli. «Col tempo, poi, i miei figli sono arrivati in Italia» sorride Maria mostrando alcune foto di famiglia. Nel rovistare tra i ricordi, la commerciante ripensa a quando, tornata per la prima volta nel suo Paese, era il 2004, tutti la accolsero festosi e curiosi di farsi raccontare come fosse l’Italia: «Fu un’emozione indescrivibile, rivedere la mia terra, la mia famiglia». Dopo diversi anni passati ad assistere anziani, Maria decise di dare spazio a un sogno: «Nel 2007 avevo fatto un corso alla Confesercenti, perché il mio desiderio era quello di aprire un bar. Per lunghi anni poi non mi misi in pista, ma un giorno capitai a Reggio Emilia dove vidi dei negozietti che vendevano abiti strani, «Vintage» c’era scritto. Non sapevo nemmeno che volesse dire, ma mi vergognavo a chiedere, così andai in biblioteca a sfogliare il dizionario. Iniziai a conoscere quel mondo, ad appassionarmi, ed ora eccomi qua. Non senza sacrifici, però». La sua firma, nel negozio, è ovunque: gli abiti li personalizza a seconda dei gusti e i manichini li restaura; e poi crea pochette, cappellini all’uncinetto, decori di ogni sorta. «Questo lavoro mi permette di dare sfogo alla mia creatività. Mi piace» spiega. Il pozzo che dà il nome al suo negozio deriva da una canzone moldava: «La cantavo quand’ero là, parla di un pozzo dei desideri». Uno di quei desideri, a quanto pare, Maria è riuscita proprio a realizzarlo.

 

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  • Gothico

    26 Aprile @ 12.17

    Complimenti Signora Maria, Ho visitato di recente il suo Super Allegro negozio in via Bixio nel cuore dell oltretorrente parmigiano. Tante cose prezzi ottimi, Consigliato____________________________

    Rispondi

  • Shunkakan

    25 Luglio @ 00.08

    In bocca al lupo alla signora! Purtroppo la sua fuga da una brutta situazione l'ha portata in un paese che sta affondando lentamente oltre ad essere il più tassato del mondo senza avere nessun tipo di servizio in cambio, anzi: tagli alla sanità, alla sicurezza, alla cultura ecc. . Un tempo l'Italia era "il bel paese", quello che ha dato i natali a Leonardo da Vinci, Platone, Dante Alighieri, Manzoni, Petrarca, Correggio, Raffaello solo per citarne alcuni, la culla dell'arte e della letteratura, musica e buona cucina;un posto dove si poteva avere dei sogni e delle idee e con la buona volontà realizzarli. Adesso a chi viene una buona idea arriva il governo a metterci sopra una tassa! Le auguro comunque di riuscire nel proseguimento del suo sogno monti e spread permettendo.....

    Rispondi

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