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John: 1.600 chilometri a piedi per invocare la pace nel Congo

John: 1.600 chilometri a piedi per invocare la pace nel Congo
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di Andrea Violi

Camminerà per 1.600 chilometri dall’Emilia a Bruxelles, per incontrare i rappresentanti dell’Europa e lanciare un appello per la pace in Congo. Un appello affinché l’Occidente non si volti dall’altra parte mentre in Africa si combatte per il controllo delle materie prime. John Mpaliza Balagizi, immigrato della Repubblica democratica del Congo (l’ex Zaire), vuole portare un messaggio di pace e lo farà a modo suo: camminando. Oggi parte da Reggio Emilia alla volta Bruxelles: in base al programma andrà a Milano e Torino, poi in Francia, Svizzera, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi e Belgio. Prima tappa a Parma; la seconda è a Fidenza. John andrà al Parlamento di Strasburgo. Una volta a Bruxelles, in settembre, spera di essere ricevuto dalle altre istituzioni europee, per sensibilizzarle sulle guerre “dimenticate” del Congo.

UNA LUNGA CAMMINATA PER DIRE "BASTA" ALLE VIOLENZE EFFERATE. John Mpaliza Balagizi ha 42 anni e vive in Italia dal 1994. È fuggito dal Congo, ha vissuto a Roma e a Napoli; da 14 anni vive a Reggio, dove - con una laurea presa a Parma nel 2004 - lavora come ingegnere informatico in Comune. Le camminate stanno diventando un’abitudine: ha fatto un pellegrinaggio a Santiago de Compostela e l’anno scorso è andato a Roma per portare al Senato un messaggio a favore della pace in Africa.
Ieri sera in centro a Reggio, allo Spazio Gerra, è stata presentata l’iniziativa di Mpaliza, nell’ambito di un evento su Africa e diritti umani, con uno spettacolo teatrale, un documentario sullo sfruttamento delle miniere di coltan (minerale usato per la produzione di articoli tecnologici), musica e un collegamento via Skype con alcuni volontari reggiani nel Kivu (la regione del Congo orientale al centro di cruenti scontri, con il Ruanda accusato di fomentare ribellioni). Hanno partecipato anche il vicesindaco Filomena De Sciscio e la senatrice Albertina Soliani.
«Il Congo è grande 8 volte l’Italia, ha ricchezze naturali enormi ma è ultimo per indice di sviluppo umano - spiega John Mpaliza -. Da vent’anni l’instabilità è legata allo sfruttamento di oro, diamanti e altri minerali, anche quelli usati ad esempio per i nostri telefonini. L’Onu stima 5/6 milioni di vittime di guerra. Ma qui molta gente non sa nulla. È la rabbia che mi porta a camminare, per dire che le sorti di Africa e Occidente sono legate».

CAMMINERA' DA SOLO... MA CON TANTI AMICI. John camminerà da solo - non si trovano facilmente compagni per un viaggio simile - ma spiega che diversi amici lo sostengono e lo affiancheranno per alcuni tratti: ad esempio, nelle tappe italiane sarà seguito dal furgone bianco della compagnia teatrale Itc di Bologna. Stamattina la partenza: appuntamento alle 9 davanti al Duomo di Reggio Emilia, per un momento di preghiera («Non è un’iniziativa religiosa ma non si accantona la fede: se non si chiede aiuto a Dio per un viaggio di 1.600 chilometri, quando bisogna farlo?»). Se tutto andrà bene, sarà a Bruxelles dal 23 al 30 settembre.
Ma intanto passa per Parma: oggi pomeriggio la prima tappa si concluderà in viale San Martino. «Sarò ospite dei Saveriani - spiega il “pellegrino” -. Incontrerò padre Silvio Turazzi e forse connazionali che vivono a Parma. Ripartirò dalla Casa Madre verso Fidenza: dovrei incontrare il sindaco. Ancora non so dove dormirò». Secondo Mpaliza l’alloggio non è il principale dei problemi: nel suo zaino di 8 chili mette il sacco a pelo («Mi basta trovare un angolo per riposarmi»), oltre a medicinali, un libro e il telefonino.
«Moralmente sono carico»: non nasconde l’entusiasmo John, che spera anche di incontrare i “congolesi della diaspora” nei Paesi che attraverserà.
Tutti possono seguire virtualmente le sue orme attraverso la pagina Facebook “Peace walking man”: «Scriverò aggiornamenti ogni giorno».
Ma questa “impresa” chi la paga? Alcuni amici e colleghi hanno dato una mano partecipando a un mercatino per finanziare il progetto ma non ci sono sponsor ufficiali. Alcune sigle sono comparse sul volantino della serata di presentazione ma, a parte il singolo evento, la "missione" in sé è autofinanziata. «Ho il patrocinio del Senato, delle Province di Bologna, Reggio e Pisa ma non chiedo nulla - dice -. Se lo faccio per la pace, non mi sembra corretto volere soldi. Anche se nulla vieta di confidare nella generosità delle persone che incontrerò».

INCONTRO APERTO A TUTTI PER PARLARE DI AFRICA. "Approfittando" del ritorno da Goma (ex Zaire) di padre Turazzi e della presenza del singolare "pellegrino" John, i Saveriani organizzano per questa sera, domenica 29 luglio, un incontro aperto a tutti. Con Turazzi e Mpaliza si parlerà di Congo e dei problemi dell'Africa, nella sede di viale San Martino 8.

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  • massimo

    30 Luglio @ 14.26

    La pacifista Olanda ne sa qualcosa...in olanda tutto funziona bene...tutti sono educati tutti rispettano le regole...ma le multinazionali olandesi fanno la stessa cosa?

    Rispondi

  • oberto

    29 Luglio @ 14.12

    e si il Congo piace a tanti, e in tanti vogliono succhiargli le sue preziose ed abbondantissime materie prime, è un paese poverissimo che ha però nel sottosuolo delle materie prime di valore eccezionale, non è una cosa strana? ci deve essere qualcuno che lo parassitizza, e gli tiene la guerra in casa appositamente.

    Rispondi

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