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"Volevo darmi fuoco perché non ho diritti"

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«Non voglio la carità, non voglio soldi o regali. Vorrei solo un  lavoro che mi dia la possibilità di  ottenere dei documenti. E poi so no pronto ad andarmene».
Mohamed Cherif parla un ita liano perfetto. E se ogni tanto la  frase tarda ad uscire sembra che  sia più che altro la rabbia a fargli  inciampare le parole.
«Non ho mai fatto male a nessuno, non ho mai commesso reati, nessuno può parlare male di  me. E in Italia vivo non da pochi  giorni ma da 26 anni».
Un tempo lunghissimo, quasi  una vita per questo tunisino che  una decina di giorni fa si è presentato all'ufficio immigrazione  della Questura con una tanica,  un accendino. E tanta  disperazione in corpo.
 «E' vero, ho minacciato di darmi fuoco, è stata una reazione ad  una situazione assurda». Che  tuttavia non riguarda solo questo immigrato quarantasettenne. Mohamed dal '90 vive a Parma e per anni ha fatto il giardiniere e ha collaborato con cooperative. Poi, lo scorso anno, un  po' per la crisi e un po' per il  peggioramento di alcune sue patologie, ha perso il posto. «Tiro  avanti con quello che ho messo  da parte e qualche aiuto. Allora  ho deciso di andare altrove, lasciare l'Italia, provare nell'Europa del nord. Ma per potere entrare in quei Paesi mi chiedono una  carta di soggiorno e non un semplice permesso. E invece in Questura mi hanno rinnovato il permesso normale e solo per un mese».
E tutto, secondo il racconto di  Mohamed Cherif, si inceppa qui:  senza lavoro non può chiedere la  carta di soggiorno, senza la carta  non può provare ad andare in un  altro Paese. E quel continuo rimuginare lo ha portato all'esasperazione. «Io sono parzialmente invalido ma sono disposto  a lavorare. Per uscire da questa  situazione chiedo solo una possibilità. Da ragazzo, al mio paese,  ho frequentato l'accademia, sono stato un poliziotto, poi sono  arrivato qui e ho cercato di farmi  una vita. Negli anni '90 ho fatto  anche domanda per la cittadinanza italiana ma ora ho capito  che non è qui il mio futuro. Vorrei andarmene con la prospettiva di inserirmi in  un nuovo Paese. Spero di trovare  il modo: certo non dandomi fuoco ma quello è stato un gesto  disperato, un modo per attirare  l'attenzione. Anche la rivoluzione del gelsomino nel mio Paese è  iniziata con il suicidio con il fuoco di un ambulante esasperato.  Non si deve arrivare a tanto, spero di non arrivarci e fare anche io  la mia piccola rivoluzione». 

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  • medioman

    23 Agosto @ 12.25

    Buongiorno, Indiana! A proposito di "ricchi razzisti", ad Haiti opera una certa Maria Vittoria Rava; sà, una di quelle tantissime persone italiane che vanno in giro per il mondo a rubare materie prime ai locali. Anche Giuseppe Coletta (sporco carabiniere) andava ad invadere i pacifici stati islamici. Una quindicina di anni fa', ero in Colombia quando un tipo polacco vestito di bianco, mi pare si chiamasse Karol, organizzò un "colpo di stato" a Cuba: lei non ha idea di cosa significasse questa "visita" per le popolazioni locali! Persino Fidelcastro, che da giovane impiccava i preti, gli rese omaggio! Ma queste sono divagazioni... meglio preoccuparsi di quei "pacifici" tunisini che, siccome in qualche maniera sono arrivati in Italia, ritengono di avere "diritti" che magari non abbiamo neppure noi Italiani.

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  • Shunkakan

    22 Agosto @ 23.53

    Faccio notare che anche noi poveri lavoratori italiani siamo vittime dell'ingordigia dei ricchi oppure la sig.ra Torri ha uno stipendio così alto da non accorgersi degli aumenti del carburante, alimentari, tasse sulla casa, tasse sulle auto ecc. e per fortuna che poi non hanno messo quella sugli animali altrimenti io sarei rovinata! Forse la sua busta paga non ha così tante trattenute come la mia, beata lei! Ma a noi chi ci difende? Io prima mi preoccupo di come campare io e la mia famiglia umana e non e di come difendermi dai ladri che stanno sia al governo che per le strade.E se posso osare magari mi impegno a realizzare anche i miei sogni e i miei progetti in questo mondo che cerca di distruggerceli ( che delitto sperare per noi stesi una vita migliore!)Beata lei che vive così bene che può permettersi di pensare anche al resto del mondo, complimenti! P.s Se le interessa ho un amico missionario comboidano che, dati alla mano, con l'otto per mille dato alla chiesa cattolica ha aiutato a costruire case, pozzi, scuole ed ospedali in Etiopia se vuole andare direttamente a portare aiuto.Altrimenti può fare come me che sono una nota razzista ed organizzare una raccolta di vestiti,libri illustrati e giocattoli da mandare a quei bambini. I genitori dei miei alunni, tutti ricchi razzisti di Parma, hanno contribuito più che volentieri e abbiamo anche ricevuto una lettera dai bambini di Addis Abeba che ci ringraziavano per il nostro egoismo .

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  • medioman

    22 Agosto @ 23.43

    guardi, che chi arriva con i barconi son tutti galeotti lo dice lei, non io. Io ho parlato di motivi "particolari": problemi di documenti, familiari, di racket... se fossero solo motivi politici, sarebbe più semplice rivolgersi a qualche ambasciata. Di sicuro, se uno sceglie di pagare (profumatamente) un viaggio "clandestino" anziché "regolare", qualche motivo c'é, com'è altrettanto sicuro che con le barche non arrivano solo persone, ma anche armi e droga, magari con la complicità di qualche mafia. Sul "colonialismo economico", abbiamo idee simili, la differenza tra me e lei è che io considero l'Italia facile preda di colonialismi (cinese, indiano, arabo), anche perché più "interessante" di altri Paesi in cui ci sarebbe ben poco da ricavare. Per quanto riguarda Haiti, non discuto il regime "sanguinario" di Duvalier, però anche Ernesto Che Guevara non si può definire un angioletto; lo sa' come trattavano gli omosessuali? Pare che esistano foto di Fidelcastro che ne uccide due a sangue freddo. Che Duvalier avesse rapporti ottimi con Santo Domingo, mi giunge molto strano... visto come i Dominicani considerano gli abitanti di Haiti. Nella Repubblica Dominicana le "strutture per ricchi" sono solo a Casa de Campo, dove mi risulta risieda anche un certo Gaucci; come "strutture per ricchi" esistono anche a Cuba, nella zona delle ambasciate. Come vede, tutto il mondo è Paese. Comunque, se volesse visitare la zona Caraibica avrei posti più interessanti, da consigliarle... P.s.: conosco diversi parmigiani che si sono trasferiti in quelle zone; uno, ad esempio, è un "pensionato TEP" andato in pensione a quarant'anni; quà, farebbe la fame, invece là con la pensione "maggiorata" (non ha trattenute fiscali) si può permettere una bella casa, una "cammarera" personale, e una vita da "nababbo". Ovviamente, era un iscritto al PCI. Saluti comunisti!!

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  • katiatorri

    22 Agosto @ 20.55

    certo,chi arriva dai barconi son tutti galeotti e non c'è più la mezza stagione e le donne son tutte....altre perle dui saggezza?quello che è successo non secoli,si informi,ma fino agli ani 70 del 900 è stata la fase meno feroce del colonialismo,quella militare,il colonialismo economico è ben peggiore perchè distrugge l'economia di un Paese se ne impadronisce attraverso i crediti e poi lo governa standosene lontano...in molti paesi la vita media è ancora inferiore ai trent'anni e le strutture sono per i ricchi non per tutti ma per lei,evidentemente,solo i ricchi sono persone. il riferimento ai re era legato ad Haiti,ad esempio alla famiglia Duvalier,ormai,a parole tramontata ma che ha fomentato una dittatura sanguinosissimo col plauso di Usa e Santo Domingo con cui aveva rapporti ottimi

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  • medioman

    22 Agosto @ 20.10

    @katiatorri: forse non lo sa', ma la stragrande maggioranza degli stranieri non arriva con i barconi; esistono aerei, navi regolari, eccetera. Esistono anche i treni (dal Marocco alla Spagna ci si può arrivare in canotto). Chi arriva con i barconi ha qualche motivo "particolare"; sa' quanti sono evasi dalle carceri, in Tunisia, durante le rivolte? E, comunque, il viaggio lo ha dovuto pagare. Se, per lei, rendere fertili zone desertiche, oppure insegnare nuove tecniche agricole, significa "distruggere il territorio", beh.... meglio tornare ai bei tempi antichi, quando la vita media era inferiore ai trent'anni, e la mortalità infantile superiore al 70 % nei primi due anni di vita! Per quanto riguarda Haiti, il problema è l'ottusita' e l'ignoranza della popolazione; non sono i Governi che fanno i Popoli, semmai il contrario! E, se proprio la vuole sapere tutta, ci sono molti Paesi che sono ben contenti della loro Monarchia Costituzionale; Paesi del Nord e Centro Europa, Gran Bretagna, Spagna, Giappone.... Comunque, io ho parlato di colonialismo "buono" (sottolineo il virgolettato) riferendomi all'anno 2012; quello che è successo secoli fa' penso sia un pochettino fuori tema.

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