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Finisce il Ramadan 1.500 musulmani al centro islamico

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 Maroua El Baoui

Il Ramadan si è concluso ieri con l'«Aid al Fatr», la festa della rottura del digiuno. Più di 1.500 persone si sono ritrovate di primo mattino al Centro culturale islamico per la preghiera della festa, la «Salat al Aid». Alla funzione religiosa, pronunciata da Imad Moussalit, hanno assistito fedeli di tutte le nazionalità: marocchini, tunisini, egiziani, indiani, ghanesi e pakistani. Al termine del discorso dell’imam il fiume di persone si è riversato in strada per dare il via ai festeggiamenti. Sono stati offerti dolci, bevande e, in particolare, vassoi di datteri. Questo frutto, nella simbologia islamica, assume un’importanza  molto forte: rappresenta lo spirito di carità e condivisione che ogni musulmano dovrebbe avere, la volontà di non negare il proprio aiuto a nessuno. 
Commosso, un padre di famiglia ghanese racconta: «Ai nostri bambini regaleremo vestiti e cioccolato e mangeremo il Cicinnà, il nostro piatto delle feste. Lo prepariamo con la carne e il riso. Inoltre festeggeremo tutto il pomeriggio con tutta la nostra famiglia riunita cantando e ballando». Sahdia, una giovane ragazza marocchina, accompagnata dalle sorelle, è accorsa alla preghiera nonostante il turno lavorativo appena concluso: «Sono un’infermiera e questa notte ero di turno. Non sono riuscita a dormire per l’eccitazione ma sono comunque venuta qui per festeggiare. Oggi ci aspetta per pranzo mio zio, sicuramente non riuscirò a recuperare le mie ore di sonno ma non mi importa». Sahdia, sorelle e amiche, sfoggiano per l’occasione dei magnifici abiti tradizionali. Riccamente decorati e ricamati, rimandano col pensiero ai «suq» (mercati) dei paesi d’origine. E’ usanza commissionare, proprio in questo periodo, al sarto di fiducia i «kaftan» e le «jillabia» indossati per la fine del Ramadan. Si tratta di lunghi e ampi abiti a maniche lunghe, cuciti e ricamati a mano, su misura. Sono le donne arabe che, personalmente, scelgono i tessuti e i fili preziosi che formeranno l’abito dopo mesi di preparazione. L’aspetto che più colpisce, oltre al numero impressionante delle persone accorse, è la varietà dei colori e dei diversi abiti indossati per questa festa: le tinte sgargianti delle vesti e dei gioielli africani abbinati alle «jillabia» e ai «hijab» (foulard) delle donne arabe, si amalgamano anche ai turbanti e alle tuniche  orientali. Sulle labbra di tutti solo una parola: «Mabrouk Al Aid!». Auguri per la festa! L’unica parola che accomuna tutti i fedeli provenienti dalle diverse parti del mondo. «Questo clima di festa si concluderà solo tra due mesi e dieci giorni lunari  - spiega Imad -  raggiungendo l’apice con “Aid Al Kabir”, la Festa grande, che chiuderà questi tre mesi d’intensa attività religiosa». La Luna crescente, che ha decretato la fine del digiuno a Parma come nel resto dell’Italia e d’Europa, in molti paesi musulmani si vedrà invece  oggi.
 

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  • giuliana

    07 Settembre @ 11.52

    ait-Considerare il razzismo nei confronti delle differenze somatiche è molto limitativo e soprattutto fuori luogo in questo spazio dove nessuno ha mai fatto riferimento a caratteristiche fisiche. Comunque il succo delle sue parole conferma che gli insegnamenti della sharia sono un'incitazione al razzismo. La divisione del mondo in due parti separate e inconciliabili tra di loro e delle quali una, quella islamica, ha il dovere di combattere per distruggere o sottomettere l'altra, è un insegnamento del corano. In inghilterra la sharia è già in vigore, infatti esistono leggi discriminatorie a favore dei musulmani. In Norvegia, sempre i musulmani, hanno inviato ai politici e alle redazioni dei giornali una lettera ricattatoria con la minaccia di attentati se non verrà instaurato uno stato islamico all'interno della città di Oslo : """"Non farà parte della società norvegese. Non è necessario andarsene dalla Norvegia dove siamo nati e cresciuti. E la terra di Allah è di tutti, ma Gronland (quartiere di Oslo) è nostra e vogliamo governarlo come vogliamo (sharia). Ciò va a vantaggio di entrambe le parti. NON VOGLIAMO VIVERE CON BESTIA SPORCA COME TE "'"" (Fonte: http://www.vg.no/nyheter/utenriks/terrorisme/artikkel.php?artid=10067780) L'islam è razzismo allo stato puro.

    Rispondi

  • ALEX PR

    05 Settembre @ 21.18

    Un paio di frasi contro il razzismo? Il razzismo esiste ovunque vivano gli uomini. Il razzismo è nell'uomo. Si è sempre lo straniero di qualcuno. Imparare a vivere insieme, è questo il modo di lottare contro il razzismo. Bisogna combattere il razzismo perchè il razzista è nello stesso tempo un pericolo per gli altri e una vittima di se stesso. E' in errore e non lo sa o nn vuole saperlo. Ci vuole coraggio per riconoscere i propri errori. Non è facile ammettere di aver sbagliato e criticare se stessi. Il razzista è prigioniero delle sue contraddizioni e nn ne vuole venire fuori. Quando uno riesce a uscire dalle sue contraddizioni, va verso la libertà. Ma il razzista nn vuole la libertà. Ne ha paura. Come ha paura della differenza. L'unica sua libertà che amaè quella che gli consente di fare qualsiasi cosa, di giudicare gli altri e di permettersi di disprezzarli x il solo fatto di essere diversi. L'uomo nn può amare assolutamente tutti quanti, ed è talvolta obbligato a vivere cn gente ke nn ha scelto. Potrà vivere l'inferno e trovare in quella gente mille difetti. E ciò lo avvicinerà al razzismo. Poikè il razzismo giustifica le sue repulsioni cn le caratteristike fisiche. Ecco cosa dice il razzista: "poco importa di conoscere i pregi e i difetti di una persona. Mi basta sapere ke fa parte di una determinata comunità x rifiutarla." Si appoggia alle caratteristike somatiche x giustificare il suo rifiuto di una persona.mabema I Tahar Ben Jelloun - tratto da Il razzismo spiegato a mia figlia

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  • giuliana

    05 Settembre @ 11.27

    Sono stata accusata di "disprezzare" i musulmani; ho semplicemente risposto che il mio disprezzo va all'ideologia che sostengono e pretendono di portarte avanti nei nostri paesi. In effetti sono stata indecisa sull'uso di questo termine, ma poi non ho trovato niente di abbastanza forte per indicare lo sdegno che provo di fronte all'orrore dei crimini che vengono compiuti in nome di tale ideologia. Un'ideologia che genera mostri, che legittima la violenza e lo stupro di bambini cristiani, che attui e si proponga genocidi, è da mettere al bando da ogni società civile. Provi a fare un salto su questo blog " Per un migliore islam e per la pace e l'amicizia tra i popoli-www.scettico72.blogspot.it dove vengono raccolte notizie che difficilmente troverà altrove. Esiste una sentenza della Corte europea dei diritti umani del 13 febbraio 2003 con la quale si dichiara che la sharia (legge religiosa islamica) è incompatibile con i diritti umani, quindi è incompatibile con i principi fondamentali della democrazia. Ma sono gli stessi musulmani a dichiararlo in continuazione. Siamo noi che non li ascoltiamo con la dovuta attenzione.

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  • gazzettadiparma.it

    31 Agosto @ 15.12

    Giuliana, non entro nel merito delle tue valutazioni. Ma penso che per dimostrare la propria (sempre presunta) superiorità, "disprezzo" non sia la parola più giusta e più costruttiva. (G.B.)

    Rispondi

  • giuliana

    31 Agosto @ 13.51

    Mauro- Ecco alcuni esempi del comportamento educato e rispettoso dei bravi musulmani. Questi due commenti sono copia-incolla: 1) ""Se qualcuno dei lettori ha amici o parenti che stanno facendo volontariato nelle zone terremotate, si faccia dire a quali disagi ed angherìe vengono sottoposti, dall’intransigenza e dalle pretese dei mussulmani che abitano in zona. Essi pretendono di alloggiare in tende e negli alberghi della Riviera, senza avere l’abitazione lesa dal sisma. Esigono che nelle tende dove alloggiano con la propria moglie non vi siano altri uomini; che non entri un medico maschio; che il cibo che mangiano gli emiliani contendòmini (passatemi il termine), non sia di suino perchè, la vicinanza contàmina anche il loro cibo. Il loro cibo? Hanno pestato sotto i piedi i wurstel dov’era ben visibile la scritta: pollo e tacchino, urlando ogni sorta di ingiurie al volontario della distribuzione."""" 2)""""quando ritirano la borsa del cibo alla caritas se non gli piace la buttano per strada, fatto riferito da una volontaria a salso""" Dove trova scritto che un buon cristiano deve farsi zerbino di simili elementi? Gesù ha dato (e non tolto) dignità ad ogni essere umano.

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