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Via al Ramadan per 13 mila musulmani

Via al Ramadan per 13 mila musulmani
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Maroua El Baoui
Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento religioso più intenso e sentito nella comunità islamica: il Ramadan. Fedele al calendario lunare, martedì 9 luglio prenderà il via il mese sacro di digiuno o sawm previsto dalla religione islamica. Nel Parmense i musulmani sono oltre 13 mila.
 Quarto dei cinque pilastri fondamentali dell’Islam, il Ramadan, prevede per ogni fedele, il rispetto del digiuno dall’alba al tramonto.  Come spiega il responsabile della Comunità islamica Farid Mansouri, durante quest’arco di tempo l’astensione non riguarda solo il cibo ma anche la privazione dal fumo, dalle pratiche sessuali o da qualsiasi altra attività che possa  generare piacere fisico. Il principio del Ramadan è, infatti, quello della purificazione, un breve passaggio, nell’arco dell’anno, per un sentiero che ricordi alle persone le sofferenze che molti sono costretti a subire anche per il resto dell’anno. Ovviamente, non tutti e non in qualsiasi condizione sono obbligati a digiunare: i malati, gli impuberi, le donne incinte e i viaggiatori sono sollevati dall’obbligo ma, in taluni casi, è richiesto il recupero dei giorni saltati.
Durante questo periodo l’intera comunità - continua Mansouri - è chiamata a rallentare i propri ritmi a favore della riflessione e della preghiera. Anche a Parma, grazie a diverse associazioni culturali straniere, tra cui, I Giovani Musulmani di Parma e il Centro Culturale Islamico, sono stati organizzati diversi seminari che vedranno coinvolti alcuni personaggi di spicco del mondo islamico che tratteranno diversi temi d’interesse comunitario. Come gli anni passati il centro culturale di via Campanini, in collaborazione con le famiglie volontarie, fornirà ai più bisognosi il pasto di rottura del digiuno, il fatr. E’ consentito, infatti, a chiunque lo desiderasse di portare al centro i cibi che tradizionalmente vengono preparati per interrompere il digiuno come: herira, la classica minestra calda araba e i datteri, che costituiscono il primo boccone di rottura del digiuno. Sarà, quindi, possibile a chiunque lo desideri recarsi al centro culturale di via Campanini per condividere il pasto del tramonto e assistere ai seminari organizzati.
Anche l’Associazione dei senegalesi della provincia di Parma per tutti i sabati e le domeniche del mese di Ramadan ha organizzato, per impiegare le ore del digiuno, diversi incontri che tratteranno i temi della famiglia e della religione sullo sfondo della società durante il Ramadan. Gli incontri si svolgeranno nell’Auditorium Toscanini.

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  • luca

    07 Agosto @ 12.56

    Ma perchè la stupidità e l'ignoranza della gente non ha limiti? classica domanda, ma quando non si è stupidi e invece quando lo si è? e soprattutto perchè la gente prima di esprimere opinioni e idee non usa il cervello? quindi PERCHE' LA STUPIDITà NON HA LIMITI? risolvetemi il quesito, non sono ancora riuscito a trovare una risposta.....

    Rispondi

  • Geronimo

    26 Luglio @ 16.55

    Giuliana, porta palazzo non è stata trasformata dagli islamici in zona extraterritoriale dove imperversano l’arbitrio e la sharia,… porta palazzo è sempre stata così, senza la sharia ma è sempre stata zona extraterritoriale, un po’ come il nostro cinghio o zona sidoli degli anni 70, chiaramente con le dovute proporzioni. A torino quella zona sono 50 anni che è così o forse più, prima erano i torinesi, poi i meridionali, adesso gli extracomunitari

    Rispondi

  • giuliana

    20 Luglio @ 00.00

    ---QUESTO E' IL VERO VOLTO DELL'ISLAM- Sherif Azer, italiano, cristiano copto, colpito con le catene alla testa da islamici a Torino perché non fa il Ramadan di Magdi Cristiano Allam 18/07/2013 20:05:02 Sherif Azer, cristiano copto, cittadino italiano, padre di 4 figlie nate in Italia, è stato selvaggiamente colpito alla testa con catene da un gruppo di islamici perché non fa il Ramadan, il digiuno islamico. Azer è stato coordinatore dei rapporti con la Comunità cristiana copta del nostro movimento politico Io amo l'Italia. I cristiani copti in Italia ammontano a circa 40 mila fedeli. E' successo verso le 17,30 di oggi a Torino, in Corso Brescia angolo Corso Giulio Cesare, nella zona centrale di Porta Palazzo trasformata dagli islamici in un loro ghetto con ben 3 moschee e macellerie e negozi halal, cibo islamicamente corretto. Dopo averlo intercettato e averlo identificato sia come egiziano di origine sia come cristiano per la croce visibile al petto, un primo gruppo di 4 islamici l'ha fermato chiedendogli in modo provocatorio: “Fai il Ramadan?”, ovvero osservi il digiuno islamico iniziato l'8 luglio proprio il giorno della visita di Papa Francesco a Lampedusa dove rivolgendosi a dei clandestini musulmani santificò il Ramadan dicendo loro: “Un pensiero lo rivolgo ai cari immigrati musulmani che oggi, alla sera, stanno iniziando il digiuno di Ramadan, con l’augurio di abbondanti frutti spirituali. La Chiesa vi è vicina nella ricerca di una vita più dignitosa per voi e le vostre famiglie. A voi: o’scià!” Alla domanda “Fai il Ramadan?”, Azer ha risposto seccamente “No”. Gli islamici manifestano le loro reali intenzioni ordinandogli: “Glorifica il profeta Maometto!” (in arabo: “Salli ala al nabi”) Azer non si fa intimidire e risponde coraggiosamente: “Io non glorifico il profeta Maometto!” A quel punto i quattro si sono allontanati per pochi minuti, si sono ripresentati con altri islamici armati di catene, hanno assaltato Azer colpendo ripetutamente alla testa e in tutto il corpo urlando: “Noi ti ammazziamo cristiano di merda!” Per fortuna è intervenuta subita la polizia che ha messo in salvo Azer. Mi ha chiamato da un commissariato della Polizia per informarmi dell'aggressione appena subita. Chiedo al sindaco di Torino Piero Fassino, al presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta e al presidente della Regione Piemonte Roberto Cota di intervenire subito per condannare il vile attacco a un cittadino italiano cristiano copto nel centro di Torino, per assumere tutti i provvedimenti politici e amministrativi per prevenire il ripetersi di simili attentati di stampo terroristico, per restituire alla legalità e all'italianità la zona centrale di Porta Palazzo che è stata trasformata dagli islamici e dagli immigrati in una zona extraterritoriale dove imperversano l'arbitrio e la sharia, la legge islamica. www.ioamolitalia.it imolaoggi.it

    Rispondi

  • ilasuha

    17 Luglio @ 16.35

    Un sincero augurio a tutti i Parmigiani di fede musulmana per questo mese di digiuno così importante per loro. Spero che la festa finale e questo mese di preghiera siano d'aiuto al percorso di integrazione dei tanti stranieri fra di voi. Conoscersi è il primo passo per capirsi e rispettarsi a vicenda e per imparare a camminare insieme per costruire una civiltà migliore.

    Rispondi

  • GIALLOBLU'

    08 Luglio @ 22.13

    Proviamo noi ad andare là e chiedere uno spazio dove poter pregare la nostra religione. Come minimo ci linciano

    Rispondi

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