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"La mia famiglia è al Cairo e io vivo nel terrore per loro"

"La mia famiglia è al Cairo e io vivo nel terrore per loro"
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Alessandra Pradelli

Taisir Mohammed, egiziana, 57 anni di cui 32 in Italia. Taisir  lavora in un salumificio a Parola: «Mi sono sempre trovata bene, fin dal primo giorno in cui sono arrivata. Ho trovato una comunità che mi ha accolto e aiutato». La stessa comunità che in questi giorni si stringe attorno a lei  per confortarla sapendo dei parenti che ha ancora in Egitto, di cui due fratelli residenti a Il Cairo, dove è in corso lo sgombero coatto della moschea di Al Fateh. Dentro, circa un migliaio di sostenitori di Morsi braccati dall’esercito. 
«La situazione è drammatica ma per ora riesco a tenermi in contatto con i miei fratelli – spiega Taisir – . Al mattino vanno comunque a lavorare, il resto del giorno lo passano barricati in casa. Le azioni di quotidiana amministrazione sono ridotte alla spesa che si fa con molta paura e cercando di accumulare il più possibile. La situazione è senza controllo, i momenti più critici si vivono di notte e bisogna convivere con la preoccupazione per le conseguenze e anche con la paura dell’aumento di furti e razzie nelle case. Anche i bambini hanno molta paura, si cerca di non tenerli all’oscuro di quanto sta succedendo e ancora non è certo se sarà possibile riprendere la scuola a metà settembre». Il pericolo che i civili vengano coinvolti dagli scontri a fuoco è più reale di quanto già non appaia da giornali e servizi televisivi ma i parenti di Taisir non hanno intenzione di andarsene.
«Troppo rischioso, senza contare che andarsene implicherebbe ancora meno certezze e infiniti problemi burocratici. I miei parenti sono tutte persone tranquille, come tanti altri in Egitto desiderano solo un governo che viva nel giusto. Questa non è vita. Se va avanti così, diventa peggio della Siria».
Musulmana praticante aperta alla mentalità occidentale e anche in periodo di Ramadan (appena trascorso) al lavoro non si rinuncia, anche se si tratta di stare a contatto tutti i giorni con i salumi nostrani derivati dal maiale: Taisir lavora presso la salumeria Romanini di Parola, alle porte di Fidenza, come cameriera e aiuto in cucina. «È la prima esperienza di lavoro in un ristorante - racconta -. La religione islamica dice che sarebbe meglio non toccare il maiale ma se è per lavoro allora non ci sono problemi. L’importante è non mangiarlo e, nonostante viva qui da più di 30 anni, non mi è mai capitato nemmeno di assaggiarlo, né di essere incuriosita dal sapore dei salumi». 
In periodo di Ramadan, il digiuno inizia alle 4 della mattina e dura fino al tramonto, anche se ne sono escluse le donne incinte, in fase di allattamento e ciclo, i malati e anche chi sta affrontando viaggi molto lunghi. «Ma non è faticoso, aiuta a depurare mente e corpo. Il senso è capire come si sente chi non ha nulla: infatti, chi per scelta non pratica Ramadan, ogni giorno dovrebbe dare ai poveri un’elemosina equivalente a quanto ha mangiato. Per esempio, se ho mangiato per 5 euro, lo stesso va dato in carità».
 

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  • Antuano

    26 Agosto @ 14.00

    @katia Torri invece di commentare Giuliana che ha perfettamente ragione, vergognati e vai a provare la tolleranza dei paesi islamici, come la vicenda della ragazza Norvegese viololentata a Dubai che per la solo colpa di aver fatto sesso (violento e obbligato ) è stata incriminata! Aprite gli occhi per favore !!!! http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/07/20/Dubai-denuncia-stupro-condannata-lei_9050021.html

    Rispondi

  • giuliana

    21 Agosto @ 00.13

    Complimenti a Lei e alla musulmana (che dovrebbe sprofondare dalla vergogna di essere ancora musulmana) per la sensibilità dimostrata verso le stragi dei cristiani compiute per mano islamica.

    Rispondi

  • katiatorri

    20 Agosto @ 17.26

    giuliana alcuni islamici sono come te,la maggioranza fortunatamente no

    Rispondi

  • giuliana

    20 Agosto @ 16.59

    Il Cairo (AsiaNews) - Almeno 58 chiese, scuole, istituzioni, case e negozi di cristiani sono stati attaccati, saccheggiati e bruciati negli ultimi tre giorni dai Fratelli musulmani e dai sostenitori di Mohamed Morsi, l'ex presidente egiziano deposto lo scorso 3 luglio. Il 14 agosto scorso l'esercito ha cercato di sgomberare i sit-in degli islamisti a Nahda Square e Rabaa el-Adaweya. In un'ondata di devastante violenza, oltre 600 persone sono state uccise e migliaia ferite. Negli stessi giorni vi è stato il violento attacco a chiese cattoliche, ortodosse, evangeliche e a case e negozi di cristiani, che documentiamo. I rappresentanti delle Chiese cristiane hanno stilato un lista che pubblichiamo di seguito. La lista è stata consegnata ad AsiaNews dall'Ufficio stampa della Chiesa cattolica in Egitto. Chiese cattoliche e conventi 1. Chiesa francescana e scuola (strada 23) - Bruciata (Suez) 2. Monastero del Santo Pastore e ospedale - Bruciati (Suez) 3. Chiesa del Buon pastore; monastero del Buon Pastore - Molotov e attacco (Asuit) 4. Chiesa copta cattolica di san Giorgio - Bruciata (Minya, Alto Egitto) 5. Chiesa dei gesuiti - Bruciata (Minya, Alto Egitto) 6. Basilica di Fatima - Attacco - Heliopolis 7. Chiesa copto-cattolica di san Marco - Bruciata (Minya - Alto Egitto) 8. Convento francescano (suore del Cuore immacolato di Maria) - Bruciato (Beni Suef, Alto Egitto) 9. Chiesa di santa Teresa - Bruciata (Asuit, Alto Egitto) 10. Chiesa francescana e scuola - Bruciati (Asuit, Alto Egitto) 11. Convento di san Giuseppe e scuola - Bruciati (Minya, Alto Egitto) 12. Chiesa del Sacro Cuore dei copti cattolici - Bruciata (Minya, Alto Egitto) 13. Convento delle suore di santa Maria - Attacco (Il Cairo) 14. Scuola del Santo Pastore - Attacco (Minya, Alto Egitto) Chiese ortodosse ed evangeliche 1. Chiesa anglicana di san Salvatore - Bruciata (Suez) 2. Chiesa evangelica di St Michael - Circondata e saccheggiata (Asuit, Alto Egitto) 3. Chiesa copto-ortodossa di san Giorgio - Bruciata (Minya, Alto Egitto) 4. Chiesa di Al-Esla - Bruciata (Asuit, Alto Egitto) 5. Chiesa avventista - Bruciata; il pastore e sua moglie rapiti (Asuit, Alto Egitto) 6. Chiesa degli Apostoli - Bruciata (Asuit, Alto Egitto) 7. Chiesa del Santo rinnovamento - Bruciata (Asuit, Alto Egitto) 8. Centro diocesano copto ortodosso di Qusiya - Bruciato (Asuit, Alto Egitto) 9. Chiesa di san Giorgio - Bruciata (Arish, Nord Egitto) 10. Chiesa di san Giorgio ad al-Wasta - Bruciata (Beni Suef, Alto Egitto) 11. Chiesa della Vergine Maria - Attacco (Maadi, Il Cairo) 12. Chiesa della Vergine Maria - Attacco (Mostorod, Il Cairo) 13. Chiesa copto-ortodossa di san Giorgio - Attacco (Helwan, Il Cairo) 14. Chiea di santa Maria di El Naziah - Bruciata (Fayoum, Alto Egitto) 15. Chiesa di santa Damiana - Saccheggiata e bruciata (Fayoum, Alto Egitto) 16. Chiesa di san Teodoro - Bruciata (Fayoum, Alto Egitto) 17. Chiesa evangelica di al-Zorby - Saccheggiata e distrutta (Fayoum, Alto Egitto) 18. Chiesa di san Giuseppe - Bruciata (Fayoum, Alto Egitto) 19. Scuola francescana - Bruciata (Fayoum, Alto Egitto) 20. Centro diocesano copto-ortodosso di san Paolo - Bruciato (Gharbiya, Delta) 21. Chiesa copto-ortodossa di sant'Antonio - Bruciata (Giza) 22. Chiesa copta di san Giorgio - Bruciata (Atfeeh, Giza) 23. Chiesa della Vergine Maria e del padre Abramo - Bruciata (Delga, Deir Mawas, Minya, Alto Egitto) 24. Chiesa di san Mina di Abu Hilal Kebly - Bruciata (Minya, Alto Egitto) 25. Chiesa battista di Beni Mazar - Bruciata (Minya, Alto Egitto) 26. Chiesa di Amir Tawadros - Bruciata (Minya, Alto Egitto) 27. Chiesa evangelica - Bruciata (Minya, Alto Egitto) 28. Chiesa di Anba Moussa al-Aswad- Bruciata (Minya, Alto Egitto) 29. Chiesa degli Apostoli - Bruciata (Minya, Alto Egitto) 30. Chiesa di santa Maria - Tentativo di incendio (Qena, Alto Egitto) 31. Chiesa copta di san Giorgio - Bruciata (Sohag, Alto Egitto) 32. Chiesa di santa Damiana - Attaccata e bruciata (Sohag, Alto Egitto) 33. Chiesa della Vergine Maria - Bruciata (Sohag, Alto Egitto) 34. Chiesa di san Marco e centro comunitario - Bruciati (Sohag, Alto Egitto) 35. Chiesa di Anba Abram - Distrutta e bruciata (Sohag, Alto Egitto) Istituzioni cristiane 1. Casa del p. Angelos (pastore della chiesa della Vergine Maria e del padre Abramo) - Bruciata (Minya, Alto Egitto) 2. Proprietà e negozi di cristiani - Bruciati (Arish, Nord Egitto) 3. 17 case cristiane attaccate e saccheggiate (Minya, Alto Egitto) 4. Case cristiane - Attaccate (Asuit, Alto Egitto) 5. Uffici della Fondazione evangelica - Bruciati (Minya, Alto Egitto) 6. Negozi, farmacie, hotel di proprietà di cristiani - Attaccati e saccheggiati (Luxor, Alto Egitto) 7. Libreria della Bible Society - Bruciata (Il Cairo) 8. Bible Society - Bruciata (Fayoum, Alto Egitto) Bible Society -Bruciata (Asuit, Nord Egitto). HYPERLINK "http://www.asianews.it/notizie-it/La-lista-di-chiese,-scuole,-istituzioni,-negozi-cristiani-incendiati-dai-Fratelli-musulmani-negli-ultimi-tre-giorni-28764.html"http://www.asianews.it/notizie-it/La-lista-di-chiese,-scuole,-istituzioni,-negozi-cristiani-incendiati-dai-Fratelli-musulmani-negli-ultimi-tre-giorni-28764.html

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